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Greenwashing

Perché l’ESMA è pronta a denunciare i gestori patrimoniali europei per greenwashing

I risultati dell’indagine dell’authority sul greenwashing sono stati pubblicati in un’analisi che ha coinvolto oltre 200 banche e gestori patrimoniali ed è durata due anni

Nel 2023 l’ESMA ha lanciato un’azione di vigilanza comune (Common Supervisory Action – CSA) con le autorità nazionali competenti (NCA) e un’attività di mystery shopping (MSE) sull’applicazione dei requisiti di informativa della MiFID II per quanto riguarda le comunicazioni di marketing.

Un aspetto importante di questo esercizio è consistito nell’apprendere dall’approccio reciproco su come condurre attività di supervisione relative alle comunicazioni di marketing (incluse le pubblicità). Il rapporto dell’ESMA espone l’analisi e le conclusioni dell’autorità sul CSA e sul MSE e presenta il punto di vista dell’authority sui risultati.

LE ACCUSE DI GREENWASHING NEL SETTORE DEI FONDI EUROPEI

Alcuni soggetti nel settore dei fondi europei pubblicizzano regolarmente le proprie credenziali ESG senza fornire documentazione e alimentando nuove preoccupazioni sul greenwashing. È quanto afferma l’Autorità di Regolamentazione dei Mercati dell’Unione europea (ESMA). La comunicazione di marketing per prodotti e servizi ESG è in gran parte generica e, secondo l’ESMA, i post sui social media su iniziative apparentemente ecologiche prive di prove “sono comuni”.

L’INDAGINE DELL’ESMA SU OLTRE 200 SOGGETTI FINANZIARI

I risultati dell’indagine dell’authority sono stati pubblicati in un’analisi che ha coinvolto oltre 200 banche e gestori patrimoniali ed è durata due anni. L’ESMA ha dichiarato di essere “preoccupata per gli esempi non conformi” individuati dalle autorità nazionali con cui l’autorità ha lavorato alla sua revisione. Tali pratiche danno ai potenziali investitori “l’impressione fuorviante che i prodotti, i servizi o il marchio in questione siano orientati ai criteri ESG, in casi in cui non lo sono”. Secondo il rapporto dell’authority europea, le banche e i gestori patrimoniali hanno affermato che i fondi da loro venduti avevano degli impatti ambientali o sociali positivi, dei rendimenti migliori e minore volatilità, senza però dimostrare la veridicità delle loro affermazioni.

GLI AMBITI ANALIZZATI E IL FOCUS SUL GREENWASHING

La CSA del 2023 ha riguardato le politiche interne, i processi e le procedure adottati dalle aziende per garantire la conformità ai requisiti MiFID II applicabili alle comunicazioni di marketing. Il CSA ha considerato anche alcuni aspetti di governance, come domande sul ruolo delle funzioni di controllo e dell’alta dirigenza. Parte della valutazione delle ANC, sia per il CSA che per il MSE complementare, consisteva nell’esaminare degli esempi di comunicazioni di marketing (incluse le pubblicità) e nel valutare la loro conformità agli obblighi dell’informativa MiFID II. Sia il CSA che il MSE sono stati utilizzati per raccogliere prove sul tema del greenwashing.

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