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Exxon e Halliburton in trattative per il giacimento iracheno di West Qurna

Iraq Petrolio

Halliburton ed Exxon Mobil stanno in fase di trattative in quanto la seconda starebbe tentando di vendere una quota del suo giacimento petrolifero West Qurna-1, nell’Iraq meridionale.

Lo ha rivelato il ministro dell’Energia iracheno. Come riportato dal sito World Oil, il ministro del petrolio Ihsan Abdul Jabbar ha dichiarato ai giornalisti che l’Iraq è alla ricerca di un partner americano per la quota di Exxon. Se la trattativa con Halliburton fallisse, lo stesso Iraq interverrebbe nell’acquisto, con la compagnia di Stato Basra Oil come potenziale acquirente.

“Basra Oil vuole acquistare la quota Exxon, ma per mantenere l’equilibrio di partner e di mercato, noi spingiamo per un partner americano”, ha spiegato Jabbar. Dal canto suo Halliburton – che fornisce principalmente servizi nelle aree petrolifere – sembra aver smentito di essere interessata all’acquisto della holding di Exxon.

OPEC+: A GENNAIO PRODUZIONE PETROLIO AUMENTERÀ DI 400.000 BARILI

Il ministro ha dichiarato che per il prossimo mese si aspetta un aumento della produzione da parte dei Paesi OPEC+ di 400.000 barili e che l’emergenza legata alla variante Omicron non ha avuto un grande impatto sulla domanda globale di petrolio. Il gruppo dei 23 Paesi, guidati da Arabia Saudita e Russia, a inizio dicembre ha deciso infatti che a gennaio aumenterà la produzione di 400.000 barili. L’OPEC+ potrebbe decidere però di modificare la produzione anche in base all’andamento delle condizioni di mercato.

ANNO 2010: EXXON SBARCA IN IRAQ

Halliburton è stato indicato come un potenziale acquirente del 32,7% di West Qurna-1 – che, con i suoi 20 miliardi di barili, è uno dei più importanti giacimenti petroliferi al mondo – oltre un mese fa. Exxon è stato uno dei primi esploratori petroliferi occidentali ad essere autorizzato ad operare in Iraq nel 2010, quando il Paese mediorientale cercava di ricostruire la propria industria energetica dopo la caduta di Saddam Hussein e anni di conflitti. In precedenza, l’abbondante petrolio iracheno è stato praticamente off limits per gli investimenti stranieri per circa 40 anni.
Più di recente Exxon si è irritata con West Qurna a causa di rigidi termini contrattuali, vincoli OPEC sulle forniture e l’instabilità politica dell’area. L’Iraq è il più grande produttore del cartello dopo l’Arabia Saudita; sebbene Halliburton sia stata a lungo uno dei principali appaltatori di Exxon sul campo, acquisire un’effettiva quota di proprietà sarebbe una rarità per un’azienda che si occupa di mappature, fracking e riabilitazione degli asset di altre società.

CHEVRON E L’ACCORDO SUL PETROLIO A NASSIRIYA

Abdul Jabbar ha dichiarato infine che il suo ministero sta discutendo con la compagnia Chevron sul modello economico del contratto per un potenziale investimento nella città meridionale di Nassiriya. L’accordo con l’azienda statunitense dovrebbe arrivare nel primo trimestre del 2022, con la Iraqi National Oil che diventerebbe partner di Chevron in un investimento per l’esplorazione petrolifera, con una partecipazione del 40%. Chevron condurrà lavori di esplorazione a Nassiriya per almeno 10 anni e, secondo le stime, dovrebbe garantire una produzione giornaliera di circa 600.000 barili.

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