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Petrolio, USA e Venezuela spingono al rialzo i prezzi al barile

Torna a salire il prezzo del petrolio. Nelle scorse ore, infatti, il Wti è salito ai massimi dallo scorso novembre, superando 58 dollari, mentre il Brent tornato ad attestarsi sopra i 67 dollari.

SHALE OIL È VENEZUELA

A spingere al rialzo i prezzi del petrolio, questa volta, non sono Russia e Arabia Saudita ma gli USA di Donald Trump. Lo shale oil, dopo anni di proiezioni di produzioni altissime inizia a rallentare.  Per la prima volta, infatti, gli addetti ai lavori sono costretti a rivedere le stime di produzioni al ribasso, per mancati finanziamenti e per motivi geologici (troppi pozzi vicini fanno calare la produzione).

PRODUZIONE VENEZUELA A PICCO

Non solo USA. Tra i motivi del rally del petrolio c’è anche il crollo della produzione di greggio del Venezuela: gli estesi blackout che hanno colpito il Paese, sommati all’effetto delle sanzioni Usa, hanno fatto scendere la produzione ad appena 500mila bg secondo alcune stime.