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Petrolio a picco, meno 20% in un solo mese a causa degli Usa

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Il Wti e Brent perdono quota, mentre gli Usa registrano nuovi record di produzione

Il prezzo del petrolio scende a picco. Il Brent, che a fine aprile aveva superato quota 75 dollari, in poco più di un mese ha perso più del 20%. Sorte molto simile è toccata al Wti, che si attesta intorno ai 52 dollari.

Il crollo, almeno in questi ultimi giorni, è dovuto ad un aumento delle scorte. In America, l’Aie ha registrato, tra greggio e prodotti raffinati, un accumulo di ben 22 milioni di barili solo la settimana scorsa.

Il petrolio potrebbe riprendere quota solo con dei sostanziali tagli alla produzione, che non interesseranno, però, il territorio a stelle e strisce (in America la produzione è cresciuta a 12,4 milioni di barili al giorno). Sulla questione tagli discuterà nei prossimi giorni l’Opec +. La Russia potrebbe essere propensa al prolungamenti dei tagli anche per la seconda metà del 2019, dal momento che a causa della chiusura dell’oleodotto Druzhba ha dovuto ridurre l’output a 11,11 milioni di barili al giorno a maggio, sotto il tetto pattuito di 11,18 mbg.

Come scrive il Sole 24 Ore, comunque, il petrolio non è solo. Anche per gli altri combustibili fossili la situazione non è molto diversa: gas e carbone hanno subito ribassi ancora più pesanti negli ultimi mesi.