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Ecco come sarà davvero il Piano Casa. Parla Mazzetti (FI)

Erica Mazzetti, Responsabile Dipartimento Lavori Pubblici di Forza Italia, rilancia la necessità di una cabina di regia del Piano Casa e anticipa la proposta di FI per un “Piano nazionale dell’abitare sociale”

Il Piano Casa nazionale prende forma, mentre l’Italia manca la prima scadenza nell’attuazione della direttiva case green. Una delle maggiori incognite del Piano Casa riguarda i fondi. Inizialmente si parlava di una dotazione di circa 800 milioni di euro, che sarebbero scesi a 560 milioni di euro fino al 2030. In particolare, per fronteggiare il fenomeno dell’emergenza abitativa il ministro Salvini ha parlato solo di un fondo da 20 milioni di euro per aiutare i genitori separati. “Ci sono vari fondi e intervengono in materia le partecipate statali diverse (Invimit, Sace, Cdp, Consap); è fondamentale un’unica cabina di regia sotto Palazzo Chigi che elabori una linea guida programmatica, partendo da poche, chiare coordinate con approccio verticale per l’abitare in generale”, sottolinea Erica Mazzetti, responsabile dipartimento lavori pubblici di FI, anticipando i dettagli della proposta di “Piano nazionale dell’abitare sociale” , basato sul partenariato pubblico-privato, che a breve presenterà.

Quanti fondi saranno disponibili ogni anno da qui al 2030 e come verranno ripartiti?

Questo tema decisivo coinvolge più ministeri, ci sono vari fondi e intervengono in materia le partecipate statali diverse (Invimit, Sace, Cdp, Consap); è fondamentale unica cabina di regia sotto Palazzo Chigi che elabori una linea guida programmatica, partendo da poche, chiare coordinate con approccio verticale per l’abitare in generale: prima casa, studio, lavoro perché le attuali e nuove generazioni sono molto più flessibili nel luogo da vivere in base alle esigenze spesso temporanee. In più, ci sono fondi europei e nazionali, fondi di compensazione regionali, fondi piano clima e non solo: tante risorse che oggi vanno razionalizzate. Insieme a ciò, dobbiamo portare a termine un cambio culturale in salsa liberale e garantista ma, soprattutto, riportare il clima di fiducia fra stato e cittadino e utilizzare, soprattutto, fondi privati con le varie forme di partenariato pubblico-privato, applicando l’art. 174 del nuovo codice appalti. Naturalmente, se vogliamo viaggiare spediti dobbiamo avere norme e competenze chiare con il testo unico delle costruzioni per non incorrere in ulteriori blocchi, come purtroppo avvenuto a Milano e per riflesso su altri comuni del nostro territorio nazionale. Un testo unico delle costruzioni, che comprende edilizia e urbanistica, basato sui principi e questa sarà la rivoluzione liberale e garantista nel settore.

I quotidiani hanno sottolineato la volontà del Governo di ottenere una parte dei 150 miliardi di finanziamenti del Piano Casa Europeo. A che punto sono i lavori? I fondi potrebbero arrivare entro questa legislatura?

La Presidente del Consiglio dal Meeting di Rimini ha annunciato un piano casa e sono convinta che lo applicherà; da Forza Italia avrà il massimo supporto e, a breve, presenterò in tal senso la proposta al mio partito, che abbiamo elaborato con il Comitato tecnico-scientifico insieme alle categorie economiche e agli ordini professionali e giuridici del settore, affinché si faccia interprete per una condivisione con i rappresentanti del governo.

Quali sono le misure più importanti contenute nel Piano? Può dirci qualcosa di più riguardo la proposta di Forza Italia e perché introdurre una cabina di regia è così importante?

Da sempre l’abitare è una priorità per Forza Italia, che lo affronta nel suo complesso e con pragmatismo. Siamo consapevoli, certo, che sia un problema di carattere europeo. Come responsabile del dipartimento Lavori pubblici di FI e presidente intergruppo parlamentare ‘Progetto Italia’ – il primo in materia in Italia –, sto lavorando da mesi per creare un ‘Piano nazionale dell’abitare sociale’ basato sul partenariato pubblico-privato, che si adatta alle esigenze delle attuali e prevede quelle delle future generazioni, mettendo al centro il benessere della persona in modo olistico. Rigenerare interi spazi con la cessione di immobili, dello Stato, progetto e realizzazione delle opere con fondi privati e competenze private, garanzie delle partecipate pubbliche ma anche burocrazia semplice con in cambio la gestione per lunghi periodi e formule in cambio di canoni agevolati: questi sono i punti cardine.

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