Sostenibilità

Piano Clima-Energia, le associazioni fanno il punto alla Camera

Mega infornata di audizioni in commissione Attività produttive con Anipa, Elettricità Futura, Assobiodiesel, Anima, Assocostieri e A2A

Il gas rimarrà ancora un elemento chiave per garantire la sicurezza e l’adeguatezza del sistema. Che comunque sarà sempre più imperniato su rinnovabili ed elettrificazione dei consumi per raggiungere l’obiettivo della decarbonizzazione del settore. Di questo hanno parlato sei associazioni ascoltate in commissione Attività produttive alla Camera in merito all’indagine conoscitiva sulle prospettive di attuazione e di adeguamento della Strategia energetica nazionale al Piano nazionale Energia e clima per il 2030.

ANIPA: SULLA GEOTERMIA SIAMO CLAMOROSAMENTE INDIETRO

L’Ecobonus e il conto termico “sicuramente sono positivi, ma vanno assolutamente rimodulati”, perché si è finito per utilizzare “strumenti meno efficienti”, e “sono molto pochi quelli a pompa di calore geotermica, che sono sicuramente molto più efficienti e costosi, e non sono premiati allo stesso modo rispetto alle altre tecnologie”. Lo ha detto Gabriele Cesari, rappresentante dell’Associazione nazionale di idrogeologia e pozzi d’acqua (Anipa), che ha proposto anche una revisione del sistema tariffario dell’energia elettrica: “È assurdo che oggi chi ha un impianto di geotermia con pompa di calore elettrica paga le accise per la produzione di fonti rinnovabili da fotovoltaico, e non abbia né una defiscalizzazione, né una tariffa agevolata più bassa in ragione dell’alta efficienza che garantiscono questi impianti”. “Da sette anni aspettiamo” un decreto per la regolamentazione degli iter autorizzativi degli impianti geotermici “perché è necessario fornire alle Regioni un quadro di riferimento univoco e dare criteri per la creazione di un registro regionale e nazionale di questi impianti. Senza questo aspetto il mercato non è nelle condizioni di partire. Nonostante in Italia abbiamo il primato europeo per la produzione di energiaelettrica da fonti geotermiche, l’Italia sulle pompe di calore ha una situazione molto arretrata. Eseguiamo 1.000 impianti all’anno di geotermia, contro i 23mila della Svezia, i 20mila della Germania e gli 8.500 della Finlandia. Siamo clamorosamente indietro”, ha concluso Cesari.

ELETTRICITÀ FUTURA: ELETTRIFICAZIONE DEI CONSUMI E FONTI RINNOVABILI SONO IL FUTURO 

Per Simone Mori, presidente di Elettricità Futura, è l’elettrificazione dei consumi, soprattutto nei settori del trasporto e dei riscaldamenti, “il fattore fondamentale per fondamentale per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione”. Ciò “opportunamente accompagnato da uno sviluppo tecnologico” e da “un rafforzamento dei meccanismi di mercato delle emissioni di Co2. Riteniamo che sia opportuno sviluppare ulteriormente le fonti rinnovabili con meccanismi che siano efficienti e orientati al mercato, garantendo stabilità delle regole e continuità degli investimenti”, ha ammesso Mori che ha chiesto una riforma del mercato elettrico: “Oggi, gran parte degli investimenti sul mercato elettrico riguardano le fonti rinnovabili, e non si può pensare di affrontare questa sfida con gli stessi strumenti di mercato su cui si erano sviluppate le liberalizzazioni”. “È abbastanza impressionante come il nostro sistema abbia rivoluzionato il sistema di base: prima si basava su poche centrali elettriche ora invece ci sono quasi un milione di impianti fotovoltaici collegati in tutto il paese. Un discorso analogo è avvenuto con altre fonti rinnovabili. Abbiamo fatto insomma un passo in avanti passando da un discorso centralizzato a uno più diffuso. Il sistema elettrico italiano copre per il 37% con fonti rinnovabili, superiore a quello di molti altri paesi europei. La nostra piattaforma si basa sul carbone per il 12% e non abbiamo nucleare: la transizione a livello europeo richiederà quindi scelte più pesanti. L’Italia che parte da una situazione diversa, ha già un mix molto favorevole che il piano energia clima non potrà fare altro che accompagnare”. Altro punto “non sempre noto riguarda l’efficienza energetica: l’Italia è uno dei paesi più efficienti, produce ricchezza con meno energia rispetto agli altri. Intendo sottolineare insomma che partiamo da una posizione di relativa forza”. Mori ha poi aggiunto che le decisioni di oggi “si tradurranno in risultati per i prossimi 30 anni. È importante avere degli obiettivi chiari e target ambiziosi e realistici e riteniamo che siano tali nel Piano energia clima. È fondamentale che a questo piano si accompagnino misure attuative concrete perché quello che manca è tradurre i target di lungo termini in fatti concreti. Come si vede il piano di decarbonizzazione garantirà almeno 4 miliardi di investimenti l’anno e secondo il nostro studio immaginiamo di avere 25 mila occupati temporanei per lo sviluppo con un aumento di occupazione definitiva di almeno 1000 addetti l’anno. Naturalmente solo le imprese elettriche, senza parlare dell’indotto. Lo sforzo di investimento sarà comunque molto significativo: nel 2030 dovremo aumentare dell’80% eolico e due volte e mezza il fotovoltaico, uno sforzo importante anche per la capacità attutativa. Significa armonizzare l’aspetto autorizzativo, il rapporto con il territorio, l’evoluzione tecnologica delle reti”. Inoltre, ha specificato Mori “pensiamo che sulle Fer ci sia molto da fare sia in termini di nuovi impianti sia di repowering. Sull’elettrificazione degli usi finali riteniamo molto buono il piano sulla filiera dei veicoli elettrici per evitare una colonizzazione dei sistemi. Sull’efficienza pensiamo si possa fare ancora qualcosa su luci pubbliche ed edifici sviluppando la generazione distribuita green. Poi sulla sicurezza è fondamentale avviare il mercato delle capacità ma solo se si trova il modo di sostenere le centrali elettriche che facciano da backup per fornire riserva e sicurezza a un sistema che ne ha bisogno. Infine occorre proseguire su libero mercato Retail e sviluppo biocarburantidella digitalizzazione”.

ASSOBIODIESEL: PIÙ CONTROLLI DOGANALI PER CERTIFICARE I PRODOTTI PROVENIENTI DALL’ESTERO

Secondo Delia Francese, segretario generale di Assobiodiesel, l’intervento principale da prevede è quello riguardante lo sviluppo di filiere nazionali del biodiesel e dunque “incentivare la raccolta di rifiuti e materie prime” da cui si ricava il biodiesel. “Il potenziale di raccolta è molto elevato, e noi siamo veramente a volumi minimi. Il secondo aspetto è il controllo delle importazioni dall’estero, perché in Italia per produrre da rifiuti dobbiamo osservare dei controlli molto rigorosi. Quando il prodotto arriva dall’estero” soprattutto Malesia e Indonesia “non sappiamo come viene certificato il prodotto. L’industria nazionale è afflitta da queste importazioni” e sarebbero necessari “più controlli doganali”.

RAPPRESENTANTI ANIMA: BENE IL PIANO, DARE PIÙ IMPORTANZA ALLE POMPE DI CALORE

Luigi Zucchi, vicepresidente Assoclima, ha sottolineato l’importanza delle pompe di calore “che
contribuiscono alla decarbonizzazione” del sistema e già al momento garantiscono che “il 64% dell’energia prodotta” tramite questo sistema “deriva da rinnovabili. E al 2030 penso si arriverà all’80% e quasi al 100% nel 2050”. Non solo: “Dobbiamo puntare a edifici che consumino sempre meno energia e la minor quantità deve essere prodotta nel modo più razionale ed efficiente possibile – ha detto Zucchi -. Dobbiamo pensare all’esistente però, qui si gioca la partita, perché il ‘nuovo’ o il ‘ristrutturato’ integralmente ogni anno pesa all’incirca il 3% del totale, quindi è sull’esistente che dobbiamo giocare la partita dei prossimi anni, definendo una strategia di lungo periodo per la riqualificazione energetica degli edifici, molto spesso energivori e obsoleti, con strategia di lungo periodo”. Sulle tariffe elettriche ora “non sono più progressive come in passato. E i primi dati stanno mostrando l’importanza di questo passaggio”. Però, ha aggiunto, occorre garantire una “semplificazione di norme e procedure: spesso le norme regionali sono in contrasto con quelle nazionali” e occorre intervenire sulle misure “per accedere agli incentivi previsti per il cliente e le procedure per il conto termico”. Infine “auspichiamo che una volta che un prodotto abbia superato il vaglio entri direttamente nel catalogo” delle tecnologie efficienti. Per Alberto Montanini di Assotermica “il piano va molto bene ma dovrebbe prevede per la nostra parte non più incentivi ma una spesa più razionale. Il bonus ristrutturazione dovrebbe essere reso più selettivo”. Per esempio, andrebbero incentivati “gli apparecchi ibridi” ma “non le vecchie caldaie a camera aperta”. 

ASSOCOSTIERI: VALORIZZARE IL PIÙ POSSIBILE GPL E GNL

Per Assocostieri è intervenuto il presidente Marika Venturi parlando di Gpl e Gnl. “Il Gpl rappresenta un combustibile alternativo ai sensi della direttiva Dafi: abbiamo 21mila posti per il settore combustione e 5.800 per l’autotrazione. Solo in termini di accise allo Stato vanno 223 milioni per la combustione e 751 per l’autotrazione. Riteniamo che il Gpl sia da considerare strategico per contribuire alla transizione energetica”, ma è “importante che vangano favoriti i punti di rifornimento stradale e che il Gpl abbia un ruolo importante nell’autotrazione visto che può contare su una logistica consolidata”. Inoltre, il Gpl “è utile per ridurre le emissioni di Co2”. Per quanto riguarda il Gnl “è sempre stato sostenuto il suo ruolo per la fase di transizione energetica e per il suo potenziale nel settore marittimo, nel trasporto stradale pesante e per la diversificazione e la sicurezza dell’approvvigionamento gas. Assocostieri rileva con grande soddisfazione il ruolo riconosciuto nel piano” a questa fonte. Nel concreto, ha aggiunto Venturi “sul trasporto marittimo sarebbe bene consentire lo sviluppo di infrastrutture anche con interventi fiscali per depositi o distributori, esenzioni delle accise per l’uso marittimo e la riduzione delle tariffe portuali”. Ma anche “l’introduzione di un’area Seca, procedure di bunkeraggio e incentivi per la conversione delle flotte navali e la realizzazione di bunkerine per rifornire i depositi costieri e le flotte navali”. Per il trasporto stradale pesante “serve intervenire su infrastrutture, incentivi per l’acquisto di mezzi e il mantenimento di una fiscalità agevolata. Per la sicurezza energetica è importante proseguire per assicurare una diversificazione degli approvvigionamenti”. Per le reti isolate “ci dovrebbe essere il riconoscimento di un regime concessionario per ottenere un regime di prezzi non discriminatorio. Infine, sui biocarburanti “serve eleggibilità del biodiesel avanzato, l’incremento della soglia all’1,7% anche con grassi animali e specifici meccanismi incentivanti per biocarburanti nel settore avio”. In conclusione serve “un quadro normativo razionale e regolatorio certo e stabile e l’individuazione di un processo di benchmark nazionale rispetto a quello europeo ma anche disciplinare in modo omogeneo il quadro prescrittivo e la verifica di ottemperanza”.

A2A: TELERISCALDAMENTO FONDAMENTALE, COME IL GAS PER LA SICUREZZA DEL SISTEMA

“Oggi l’Italia ha già compiuto un grande sforzo per la penetrazione delle rinnovabili, e noi sottolineiamo un punto: il raccordo con l’economia circolare e in particolare il end of waste”, ha detto Luca Valerio Camerano, amministratore delegato di A2A spa che ha battuto il tasto soprattutto su un caposaldo dell’azienda: il teleriscaldamento. “Sulle aree urbane e l’efficienza energetica, il nostro invito è a creare dei meccanismi che consentano la realizzazione di progetti di efficienza. Un tema che noi consideriamo virtuoso è quello del teleriscaldamento: è un sistema efficiente e ad impatto zero. Oggi si trova in una condizione potenziale di rallentamento, proprio perché non esistono strumenti che consentono lo sviluppo delle reti. Il nostro auspicio è che si possa dar seguito con urgenza al decreto che consente la capacità di estensione delle reti di teleriscaldamento”. Altro tema affrontato da Camerano, quello del regime di tutela del mercato energetico: “Siamo favorevoli a questo percorso. Sono stati individuati e introdotti da Arera gli strumenti che consentirebbero l’apertura del mercato in condizioni relativamente protette. Ci auguriamo che questo avvenga con dei vincoli sempre più stringenti per gli operatori in termini di qualità e solidità, quindi è urgente l’istituzione di questo ‘elenco venditori’”. Infine, le concessioni idroelettriche: “La preoccupazione che abbiamo in questi giorni è la costruzione di un meccanismo che prepari alle gare ma non penalizzi rispetto agli altri paesi europei”. Ultimo punto la generazione a gas: “Rivestirà ancora un elemento chiave per la sicurezza e l’adeguatezza del sistema elettrico e suggeriamo che l’urgenza dell’avio di un mercato di capacity market sia una discussione improrogabile, ci auguriamo a brevissimo giro”.