Sostenibilità

Perché la Geotermia è nel Dm Fer 2

A chiarire la vicenda il viceministro dello Sviluppo economico Dario Galli in commissione alla Camera

“Il Ministero dello Sviluppo economico ha ritenuto opportuno trattare la geotermia tradizionale in un secondo decreto, dedicato alle rinnovabili non mature, innovative o suscettibili di innovazione, ovvero significativamente costose. Tale scelta, come noto, ha condotto alla formulazione di un parere negativo delle regioni sul DM Fer1”. È quanto ha precisato il viceministro dello Sviluppo economico Dario Galli rispondendo a un’interrogazione in commissione Attività produttive della Camera.

SCELTA DI INSERIRE GEOTERMICO TRA TECNOLOGIE INNOVATIVE É FRUTTO DELL’ESPERIENZA

geotermiaL’opportunità di trattare la geotermia tra le tecnologie suscettibili di innovazione, ha precisato il viceministro, “si ricollega alle segnalazioni sulle esperienze in corso, che hanno consolidato la convinzione di dover indirizzare il sistema di incentivi alla qualificazione della geotermia ‘tradizionale’; ciò è confermato anche dalla recentissima direttiva comunitaria in materia di fonti rinnovabili”. Tale direttiva prevede che, a seconda delle caratteristiche geologiche di una determinata zona, la produzione di energia geotermica “può generare gas a effetto serra, nonché altre sostanze derivanti dai liquidi sotterranei e da altre formazioni geologiche del sottosuolo, potenzialmente nocive per la salute e l’ambiente”.

ECCO IL MOTIVO PER CUI LA GEOTERMIA É NEL DM FER 2

“Per questo motivo, la stessa Commissione europea dovrebbe facilitare esclusivamente la diffusione di energia geotermica a basso impatto ambientale e dalle ridotte emissioni di gas a effetto serra, rispetto alle fonti non rinnovabili – ha ammesso Galli -. Ciò comporta l’esigenza (che, per i territori interessati, costituisce anche una opportunità), di stabilire adeguate prestazioni ambientali ai fini dell’accesso agli incentivi, innovando ulteriormente la tecnologia, motivo per cui è derivata l’opportunità di trattare la geotermia nel DM Fer2”.

GEOTERMIA PENALIZZATA IN CASO DI INSERIMENTO NEL DM FER 1

Inoltre, “la geotermia tradizionale – diversamente dalle fonti oggetto del DM Fer1 – ha una ridotta offerta complessiva e pochissimi operatori, e quindi potrebbe essere penalizzata se fosse inserita nei meccanismi di asta nell’ambito del DM Fer1, finalizzati a stimolare la competizione tra molti operatori e diverse tecnologie – ha evidenziato il viceministeo -. Ritenendo, quindi, che la scelta del Ministero dello sviluppo economico vada a vantaggio del settore e dei territori che ospitano gli impianti e che andrà a promuovere la qualificazione tecnologica e ambientale, sotto il profilo dell’abbattimento delle emissioni, anche degli impianti esistenti, si concorda sul coinvolgimento della regione Toscana nella definizione di requisiti e condizioni per l’accesso della geotermia agli incentivi nell’ambito dell’elaborazione del DM Fer2”.

IMPEGNO COMUNE PER RAGGIUNGERE OBIETTIVI EMISSIONI 2030

Infatti, ha precisato Galli, “per raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni al 2030 c’è bisogno di un impegno comune e della disponibilità di chi gestisce i territori ad avviare un cambio di passo per ottenere i risultati prefissati assicurando, al contempo, trasparenza e condivisione”. Infine, ha concluso il viceministro “si precisa che si è tenuto un ulteriore incontro con la regione interessata, a seguito della richiamata Conferenza Unificata, in cui si è esplicitato nuovamente che la geotermia sarà trattata nel DM Fer2”.