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Piano energia-clima: le posizioni di Assogas, Assoidroelettrica e Assopetroli-Assoenergia

Camera

Neutralità tecnologica per raggiungere gli obiettivi, sulla scia di una verifica concreta del rapporto costi-benefici le posizioni comuni delle tre associazioni

La richiesta principale è quella di affidarsi alla neutralità tecnologica per raggiungere gli obiettivi del Piano energia-clima. Senza preclusioni, insomma, per il tipo di impianti da utilizzare. Sulla scia di una verifica concreta del rapporto costi-benefici. È quanto hanno annunciato le tre associazioni protagoniste dell’audizione in commissione Attività produttive della Camera – Assogas, Assoidroelettrica e Assopetroli-Assoenergia – nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle prospettive di attuazione e di adeguamento della Strategia Energetica Nazionale al Piano Nazionale Energia e Clima per il 2030.

ASSOGAS: SERVONO GARE AMBITO, BENEFICI ANCHE PER LA FINANZA LOCALE

“Non sfugge che il mercato italiano ha avuto una importante riforma con il decreto Letta del 2000 che individuava nelle gare un percorso importante per la distribuzione. Ma a distanza di quasi 20 anni ancora non ne è stata fatta alcuna – ha sottolineato il Direttore generale di Assogas Giampaolo Russo -. Il tema è capire che fine ha fatto questo percorso: se è in terapia intensiva o è morto. Penso sia importante almeno porsi la domanda del ruolo che le infrastrutture possono avere per i clienti che ci sono, per il biometano, per l’idrogeno con il power to gas” nell’ottica insomma di mantenere “in efficienza le infrastrutture”. Ma anche per “riconoscere il valore delle reti degli enti locali: parliamo di 2 miliardi e ciò può offrire un vantaggio” anche alla finanza locale.

ASSOGAS: IL GAS FONDAMENTALE ALL’INTERNO DEL SISTEMA ENERGETICO COMPLESSIVO

“La preoccupazione principale che abbiamo all’interno del Piano energia clima è che il documento trascura ciò che è il sistema energetico italiano e i mix esistenti. Nel dibattito degli ultimi anni si è rischiato di sovrapporre elettrificazione e decarbonizzazione mentre le due cose vanno distinte. Il faro di riferimento deve essere sempre la neutralità tecnologica, cioè raggiungere l’obiettivo senza avere preclusioni – ha sottolineato il Direttore generale di Assogas -. Dobbiamo realizzare una crescita del 60% delle rinnovabili in poco più di 10 anni, affidandola in larga parte alle ‘intermittenti’. Questo può presentare un problema per il sistema energetico perché si tende a trascurare qual è il mix da cui si parte e i fabbisogni che soddisfa oggi. Il gas – ha aggiunto Russo – non è sostituibile in alcuni processi industriali: parlo per esempio, del siderurgico, del cartario, del chimico che hanno difficoltà tecniche di sostituzione. Quindi rende quei settori incomprimibili dal lato dei consumi. Dall’altro lato abbiamo una assorbimento residenziale storico: se dovessimo immaginare di sostituire tutti i consumi gas dovremo realizzare una generazione elettrica quasi doppia rispetto a quella attuale. Quindi serve prima di tutto gradualità. Poi occorre verificare quali sono le modalità più efficaci per rispondere alla domanda, tenendo conto che ogni crescita sensibile del consumo del vettore elettrico ha un’implicazione non solo nella generazione ma anche nella capacità delle reti di assorbire questo aumento”.

ASSOGAS PUÒ DARE UN CONTRIBUTO IMPORTANTE NELL’EFFICIENTAMENTO ENERGETICO

Per Russo il gas “può dare un contributo importante nell’efficientamento energetico. Basta pensare a due dati di Snam: a Milano si stima che il 4% delle caldaie a gasolio rappresenti il 77% delle emissioni di Pm10 nell’area urbana. Solo sostituire il parco riscaldamento con caldaie condensazione o pompe di calore garantirebbe impatto di riduzione estremamente forte”. Non solo. “Spesso – ha proseguito Russo – il dibattito si è incentrato sulle infrastrutture gas ridondanti rispetto ai consumi. Ma nel perimetro del Pniec dobbiamo considerare che una rotta di approvvigionamento andrà a sparire che è quella algerina del Trasnmed: la Sen del 2017 aveva individuato l’esigenza di un nuovo rigassificatore vista la domanda incomprimibile”.

ASSOGAS: LO STOCCAGGIO A GAS COSTA 5 EURO A MWH, LE BATTERIE AL LITIO 200

“Un elemento importante riguarda anche l’intermittenza delle rinnovabili e la copertura con accumuli elettrici, stoccaggi o centrali. Pochi però ricordano che lo stoccaggio attraverso il gas ha un costo di 5 euro a MWh che si confronta con gli accumuli al litio da 200 euro a MWh. Credo che la capacità di attendere una maturazione del mercato possa contenere i costi in bolletta”.

ASSOGAS: L’ITALIA HA RISERVE PER OLTRE 100 MLD DI MC A COSTI BASSISSIMI

“Un accenno va fatto anche al rapporto costo/opportunità: se la decarbonizzazione non è in discussione ma è un obiettivo che tutti condividiamo e il gas ha un ruolo, l’Italia ha riserve sopra i 100 miliardi di metri cubi e forse è un peccato lasciarlo lì perché nel 2050 quando il gas non servirà più il valore costo opportunità sarà zero. Quindi più che facilitare la realizzazione di nuove infrastrutture andando a Cipro, forse andrebbe rivolta un’attenzione maggiore” in casa anche per valorizzare “l’occupazione, gli investimenti”. In ogni caso occorrerebbe “aprire un dibattitto. Le stime Nomisma parlano di un costo di estrazione in Italia medio tra i 3 e 5 euro a MWh contro i 22 MWh al Psv. Insomma, un vantaggio economico sensibile”.

ASSOGAS: IL BINOMIO VETTORE ELETTRICO-GAS INFINE È SEMPRE PIÙ IN DISCUSSIONE: LE CONCESSIONI NELL’ELETTRICO DURANO 30 ANNI NEL GAS 12

“Il binomio vettore elettrico-gas infine è sempre più in discussione: le concessioni nell’elettrico durano 30 anni nel gas 12. Quindi anche un’armonizzazione di questo tipo avrebbe senso. Questo stimolo potrebbe consentire un riassetto al mercato della distribuzione anche nell’ottica della decarbonizzazione al 2050. Decarbonizzazione che secondo noi va abbinata ad un’analisi dei costi: tendiamo a dimenticare che in 10 anni la spesa sostenuta per le rinnovabili è stata di 100 miliardi in bolletta. Il nostro invito è quello a una maggiore progressività anche su accumuli e mobilità elettrica”.

ASSOIDROELETTRICA: L’IDROELETTRICO, IN UN CONTESTO DI RECESSIONE TECNICA, POTREBBE PIÙ DI QUALUNQUE ALTRA FONTE GARANTIRE UN RILANCIO DELLA NOSTRA INDUSTRIA

“Per poter valutare al meglio l’apporto dell’idroelettrico alla Sen possiamo ricordare che è la principale fonte energetica nazionale, è più presente nel nord e funge anche da riequilibrio per il sistema nazionale rispetto alle rinnovabili maggiormente presenti al Sud. È di maggiore qualità perché prevedibile, programmabile e transabile sul mercato del giorno prima. Abbiamo quindi un ruolo importante sul mercato della regolazione e della riserva – ha ammesso Paolo Taglioli di Assoidroelettrica -. Abbiamo una valenza industriale dell’idroelettrico e grazie alla loro lunga vita,gli
impianti sono in grado di produrre per molti anni. La filiera e l’indotto sono quasi esclusivamente italiani e questo per noi è un vantaggio importante. L’idroelettrico, in un contesto di recessione tecnica, potrebbe più di qualunque altra fonte, garantire un rilancio della nostra industria idroelettrica che è un fiore all’occhiello non solo in ambito nazionale ma anche mondiale”.

ASSOIDROELETTRICA: SI INTEGRA NEL PAESAGGIO E PREVIENE IL RISCHIO IDROGEOLOGICO

“L’idroelettrico oggi si integra nel paesaggio – ha tenuto a precisare Taglioli -. Possono essere realizzati interrati, mimetizzati, occupano poco suolo rispetto all’energia che sono in grado di garantire, prevengono dal rischio idrogeologico. Ecco che là dove c’è un impianto idroelettrico la società che lo gestisce adotta tutti quei meccanismi necessari a regimare le acque. Inoltre i piccoli e medi impianti sono spesso localizzati in zone montane e non facilmente raggiungibili e mantengono un importante presidio del territorio, garantendo lavoro e sostenendo attività economiche in zone marginali”.

ASSOIDROELETTRICA: L’IDROELETTRICO VIVE UN PERIODO DI GRANDISSIMA DIFFICOLTÀ FRENATO DA BUROCRAZIA

“Ci teniamo a evidenziare come gli impianti idroelettrici siano gli unici a pagare dei canoni e dei sovra-canoni – ha proseguito Taglioli -. Malgrado i pregi elencati, l’idroelettrico vive un periodo di grandissima difficoltà ed esiste il fondato timore che non solo non possa contribuire al raggiungimento degli obiettivi della Sen ma che addirittura molti impianti, specie di piccoli taglia, vengano abbandonati con una riduzione significativa della produzione nazionale. Le aumentate sensibilità verso l’ambiente ci portano a garantire degli obiettivi di deflusso minimo vitale sempre maggiore. Sono obiettivi condivisibili ma in molti casi ci troviamo di fronte a casi che hanno dell’inverosimile perché riducono significantemente la produzione di energia pulita. Difficile comprendere come la pur doverosa tutela degli ambienti fluviali, faccia dimenticare le migliaia di morti per polveri sottili che attanaglia le nostre città. La produzione da rinnovabili è essa stessa un obiettivo ambientale e la nostra associazione si ritiene ambientalista perché tutela l’aria, ma idroelettrico rischia di essere frenato sempre di più dalla burocrazia. Ci sono iter autorizzativi che si sono chiusi dopo 10-15 anni. La realizzazione dei nostri impianti è caratterizzata da rilevanti costi di costruzioni che possono essere ammortizzati con difficoltà nelle attuali condizioni di mercato, con il prezzo dell’energia ridotto in pochi anni a fronte di un aumento generalizzato dei canoni”. rinnovabili

ASSOIDROELETTRICA: 500 IMPIANTI CANTIERABILI E 1,3 MILIARDI DI INVESTIMENTI FERMI

“Il decreto incentivi del Mise ha discriminato duramente l’idroelettrico con la precisa intenzione di rendere impossibile la realizzazione di nuove centrali – ha evidenziato Taglioli -. Viene negata la possibilità di accesso all’incentivo agli impianti che sottendono un asta di un fiume, un concetto del tutto nuovo che mai ci saremmo immaginati di fronte a 500 ed oltre progetti per la realizzazione di nuovi impianti che oggi sono già cantierabili. Sui piccoli e medi impianti abbiamo fermi investimenti per 1,3 miliardi”.

ASSOIDROELETTRICA: ESTENDERE LA DURATA DELLE CONCESSIONI

“Un altro aspetto importante è la durata delle concessioni. Là dove gli imprenditori si apprestano a fare degli investimenti a maggior ragione se l’incentivo è basso o non c’è, deve essere data certezza di investimento in un arco temporale lungo: negli altri paesi Ue le concessioni durano minimo 60 anni noi avevamo regioni che rilasciavano concessioni per 6-7 anni. Questo crea una sperequazione che mette gli imprenditori italiani in un condizione di difficoltà”, ha spiegato Taglioli.

ASSOIDROELETTRICA: RIAPRIRE IL DIBATTITO SULL’INCENTIVAZIONE DELLE FER IN UN QUADRO NON DISCRIMINATORIO PER L’IDROELETTRICO

“Riteniamo che la semplificazione degli iter amministrativi sia uno strumento importante, come una durata adeguata delle concessioni. E il bilanciamento della tutela delle acque con la riduzioni delle fonti fossili. Sicuramente l’idroelettrico non è l’unica fonte ma sicuramente un mix equilibrato è indispensabile. Ma anche ridurre al massimo la produzione di energia da fonti fossili, che è incentivata senza scadenza mentre i nostri impianti sono incentivati per un arco temporale limitato, è importante. Occorre riaprire, quindi, il dibattito sull’incentivazione delle Fer in un quadro non discriminatorio per l’idroelettrico, garantendo anche prezzi minimi garantiti per i piccoli impianti”, ha aggiunto Taglioli.

ASSOIDROELETTRICA: AUSPICIO È CHE GARE DIANO PARI OPPORTUNITÀ A TUTTI

“Il decreto Semplificazione, infine, sulle grandi derivazioni cambia le carte in tavola e introduce il meccanismo delle gare. Il nostro auspicio è che le gare possano dare pari opportunità a tutti e che il meccanismo possa non essere falsato da quei soggetti che oltre a essere regolatori sono anche detentori di società che producono energia idroelettrica”, ha concluso Taglioli

ASSOENERGIA: ISTITUIRE UNA CABINA DI REGIA PER PORTARE A COMPIMENTO GLI OBIETTIVI ENERGETICI

Istituire una cabina di regia per portare a compimento gli obiettivi energetici, svecchiare il parco auto a prescindere dal tipo di motorizzazione. E ancora: sostituire il combustibile degli impianti termici con il gasolio per autotrazione. E riconoscere l’importante ruolo delle Esco nella promozione degli interventi di efficienza energetica e risoluzione dei problemi relativi a certificati Bianchi e cessione del credito. Infine, dare certezza normativa alla rete carburanti. Sono queste le proposte del segretario generale di Assoenergia Maria Delfina Gandolfo portate in commissione. “Gli obietti del Piano energia-clima potrebbero essere raggiunti con l’istituzione di una cabina di regia, una autorità dell’energia che possa essere l’interfaccia certa e competente in grado di portare avanti gli obiettivi di policy che il piano si propone. Le decisioni che devono essere prese chiamano in causa una platea ampia ed eterogena di stakeholder con interessi a volte contrastanti. L’auspico della nostra associazione è che le decisioni siano prese in completa trasparenza, con il confronto di tutti i soggetti è ispirate dai principi di neutralità tecnologica e sostenibilità”.

ASSOENERGIA: SERVONO INCENTIVI PER SVECCHIARE IL PARCO AUTO

“Sulla decarbonizzazione, nonostante gli enormi progressi delle tecnologie motoristiche e i carburanti tradizionali siano miscelati con biocarburanti, il piano dà al governo il potere di promuovere una riduzione dei veicoli diesel e benzina per contenere le emissioni – ha detto Gandolfo -. Vorrei precisare che come studi terzi riportano, i motori Euro 6 consentono di rispettare questi limiti anche durante la guida in condizioni reali: per questo è essenziale incentivare lo svecchiamento del parco circolante italiano, e non mettere al bando un diesel euro 6. Inoltre grazie alla direttiva Dafi sarebbe possibile raggiungere i target ambientali oltre che con le euro 6 anche con un maggior numero di veicoli gpl, metano e ibridi”.

ASSOENERGIA: PER IL RISCALDAMENTO USARE GASOLIO PER AUTOTRAZIONE A BASSO CONTENUTO DI ZOLFO

Nel settore del riscaldamento teniamo a sottolineare “che la sostituzione delle caldaie è già avvenuta e le poche rimaste sono rimaste per difficoltà nel cambiamento delle stesse come in zone non metanizzate o dove il pellet è l’unico sistema per il riscaldamento. Quindi è da imputare a difficoltà oggettive. E al costo. Noi abbiamo una proposta che stiamo portando avanti da anni: invece di sostituire la caldaia dobbiamo sostituire il prodotto ad esempio il gasolio normale con quello per autotrazione con un basso tenore di zolfo. In questo modo il consumatore non deve cambiare la caldaia e l’ambiente ne giova ed è immediatamente applicabile”, ha ammesso Gandolfo.

ASSOENERGIA: SERVE STABILITÀ DEL QUADRO REGOLATORIO PERCHÉ I PRODOTTI PETROLIFERI AVRANNO ANCORA PER MOLTI ANNI UN RUOLO CENTRALE

“Un ulteriore modo per sostenere efficienza a chi ristruttura casa è quello di uno sportello unico, una cabina di regia in cui il cittadino possa ottenere tutte le informazioni di cui ha bisogno. In ultimo la sicurezza energetica e il mercato interno dell’energia. Malgrado la crescita delle rinnovabili i prodotti petroliferi avranno ancora per molti anni un ruolo centrale in diversi ambiti industriali e del trasporto. Assopetroli rappresenta il 50% delle infrastrutture presenti nel nostro paese. Considerata l’infattibilità tecnica della dismissione degli idrocarburi per diversi decenni, riteniamo che la stabilità del quadro regolatorio sia una precondizione per non bloccare gli investimenti necessari invece per modernizzare il settore con determinate prospettive”, ha concluso Gandolfo.