Sostenibilità

Piano Energia-Clima: Obiettivi sfidanti ma raggiungibili secondo Anpeb e Anie

Biogas

Le due associazioni ascoltate in commissione Attività produttive alla Camera hanno fornito una serie di proposte per aiutare il paese a raggiungere i target

Gli obiettivi del Piano energia-clima italiano “sono ambiziosi” e “sfidanti” ma “raggiungibili”. Si possono sintetizzare così le parole di Michelangelo La Fronza (Anie rinnovabili) e di Cristian Banfi presidente di Anpeb – Associazione per le imprese produttrici di energia elettrica da bioliquidi – ascoltati in audizione in commissione Attività produttive alla Camera.

ANPEB: CON IMPIANTI BIOLIQUIDI RITENIAMO DI POTER CONTRIBUIRE AI TARGET DEL PIANO ENERGIA-CLIMA

biometano“Gli obiettivi individuati nel piano siano ambiziosi e sfidanti ma in qualche modo raggiungibili e lo diciamo sulla scorta di quanto avvenuto nel settore delle rinnovabili negli ultimi due decenni in cui il nostro paese è stato da esempio sia a livello europeo sia globale – ha detto il presidente di Anpeb – Associazione per le imprese produttrici di energia elettrica da bioliquidi di taglia superiore a 1 MW, Cristian Banfi -. La tecnologia che usiamo è ormai matura, 100% italiana, sviluppata da motori di derivazione navale. Spesso capita che ci siano delegazioni straniere per carpire la competenza che abbiamo messo in questi impianti. Terna ci ha richiesto l’abilitazione ai servizi di dispacciamento proprio perché sono in grado di aumentare o diminuire la quantità di energia immessa in rete”. Cioè di garantire un bilanciamento al sistema. “Spesso – ha aggiunto Banfi – questi impianti sono sorti su aree già adibite a produrre energia elettrica, soprattutto centrali a olio pesante i cosiddetti brown field. Quindi sono impianti che non hanno occupato suolo ulteriore e a basso impatto ambientale perché in grado di utilizzare bioliquidi 100% certificati e con limiti stringenti sulle emissioni”.

Per questo “riteniamo di poter dare il nostro contributi al Piano – ha aggiunto il presidente di Anpeb -. Un tavolo tecnico con il Gestore dei servizi energetici sicuramente ci vedrebbe molto volentieri partecipi per proporre quelle che sono le nostre soluzioni per traguardare il 2030. Ad esempio i nostri impianti, al di là della durata degli incentivi con priorità di dispacciamento in rete e al di là della durata dell’incentivo stesso, se manutenuti correttamente sono in grado di funzionare ben al di là del periodo incentivato. Riteniamo, quindi, che uan volta assunto l’obiettivo di contenere l’impatto ambientale e garantire l’aspetto occupazionale, il mantenimento degli impianti esistenti in ottica 2030 possa dare un piccolo contributo nell’ambito del Piano nazionale”. Anpeb, in un documento depositato in commissione Attività produttive alla Camera, ha inoltre precisato che “non può che essere allineata all’obiettivo di snellimento e semplificazione dei processi autorizzativi, unitamente alla esigenza di mantenere un quadro regolatorio il più stabile e certo possibile, mediante l’introduzione di disposizioni certe e non retroattive ed un’ulteriore semplificazione autorizzativa che, in ultima analisi, rafforzino la fiducia degli operatori energetici, domestici e internazionali, e li spingano a incrementare gli investimenti indirizzati verso il settore energetico”.

LE PROPOSTE DI ANIE PER IL PIANO ENERGIA E CLIMA

“Riteniamo che all’interno del piano ci siano tutti gli elementi in grado di portare alla transizione energetica. Diamo quindi un giudizio positivo ma ci sono alcuni punti da rivedere per garantire una crescita armonica e circostanziare meglio quanto il piano prevede, ma soprattutto per dare un segnale chiaro alle imprese che si aspettano un po’ di visibilità nel lungo termine – ha sottolineato Michelangelo Lafronza di Anie rinnovabili -. Sulla decarbonizzazione abbiamo analizzato i dati e letto la direttiva appena approvato dalla Ue e data la situazione del nostro paese, che ha già superato gli obiettivi 2020, riteniamo che la possibilità di aumentare i target al 32% possa avere senso visto anche il costo molto basso e competitivo di solare e eolico. Ma a un patto: quello di coniugare le fonti mature con quelle più innovative e lo storage elettrochimico. Ma anche con le infrastrutture di rete per le quali si prevedono investimenti per 35 miliardi di euro in ottica 2030 in uno scenario base”. Sul fronte del mercato dei servizi di dispacciamento Lafronza ritiene che l’ambito “vada reso più competitivo aprendolo a storage e fonti rinnovabili” mentre fondamentale, secondo il suo giudizio, è anche il “mix di generazione elettrica”: “La Bioenergia e la geotermia sono più stabili perché programmabili mentre le altre fonti rinnovabili sono più aleatorie. Per esempio l’idroelettrico nel 2018 ha prodotto molto di più del fotovoltaico penalizzato dalla pioggia eccessiva”.

Se si volesse raggiungere l’obiettivo del 32% nelle fonti pulite, l’incremento di fotovoltaico ed eolico, ha precisato Lafronza, dovrebbe essere rispettivamente “del 3,6 e del 2,3%”. Nel Piano, ha poi aggiunto, c’è in programma di raggiungere i 139 TWh di rinnovabili al 2025 rispetto al 2020 con un incremento di 23 TWh rispetto alle altre misure. “Dobbiamo considerare anche i tempi di realizzazione di questi impianti, in media 2 anni, e stabilire le regole del gioco entro il 2023 per poterle garantire, fermo restando che servirebbe ragionare anche sul fatto di dare maggiore sicurezza agli investitori. I 23 TWh si traducono in 4,7 Gw di potenza prevalentemente solare ed eolico ma noi ribadiamo la necessità di una crescita più armonica”. Fra le proposte Lafronza ha infatti chiesto di “spostare almeno 3-4 GW di fotovoltaico dal 2030-2025 al 2020-2025 prevedendo misure specifiche per le pmi”. Non solo. “Chiediamo – ha aggiunto il segretario di Anie rinnovabili – che vada promosso l’autoconsumo individuale così come è oggi ma anche quello collettivo condominiale attraverso le Fer. Il meccanismo oggi in piedi è quello della detrazione fiscale: noi chiediamo di stabilizzarlo per un triennio e di utilizzare principalmente l’abbinamento fotovoltaico con sistemi di accumulo introducendo un meccanismo di cessione del credito per dare anche ai non capienti la possibilità di essere parte della comunità. Ma anche di sbloccare i sistemi di distribuzione chiusi e di incentivare l’autoconsumo esplicito attraverso una esenzione degli oneri entro il 2025”.

Sullo storage Lafronza ha parlato della concessione di contributi nazionali a fondo perduto a favore dei cittadini per l’acquisto e l’installazione di sistemi di accumulo abbinati a fer di piccola taglia per un valore pari al 30% del costo con un massimale di 3.000 euro con una dotazione annua di 30 milioni euro nel 2020-2022. Tra gli altri suggerimenti l’istituzione del modello unico per tutte le fonti rinnovabili fino a 50 kW e procedure competitive tramite registro per eolico e idroelettrico per 330 MW l’anno nel biennio 2022-2023, prevedendo l’abbinamento con i sistemi di accumulo. Altre proposte di Anie sono arrivate poi nel repowering e revamping degli impianti dove Lafronza ha individuato due temi critici nelle sanzioni del Gse e nella definizione di variante non sostanziale chiedendo procedure ultra-semplificate. Mentre nel settore dell’efficienza energetica Anie ha chiesto di introdurre lo “smart readness indicator” cioè la carta digitale degli edifici “in sede di revisione dell’attestato di prestazione energetica”. Infine, per quanto riguarda gli impianti più grandi, Anie ha chiesto procedure competitive ad asta per eolico e fotovoltaico per 2.031 MW l’anno nel biennio 2022-2023 in aggiunta alle misure contenute nello schema del dm fer, prevedendo sempre l’abbinamento degli impianti con i sistemi di accumulo.