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Pnrr, ecco cosa prevede per energia e ambiente

PNRR

Stanziati il 30% circa – 57 miliardi di euro – su Rivoluzione verde e transizione ecologica: l’obiettivo, come si legge, è “migliorare la sostenibilità e la resilienza del sistema economico assicurando una transizione equa e inclusiva”.

Nel complesso gli obiettivi sono quelli di riparare ai danni economici e sociali della crisi pandemica ma anche di contribuire ad affrontare le debolezze strutturali dell’economia italiana (in particolare i divari territoriali, il basso tasso di partecipazione al mercato del lavoro, la crescita debole della produttività e i ritardi nell’adeguamento delle competenze tecniche). Per il resto si confermano investimenti in 16 componenti organizzati in 6 missioni accompagnati da un ambizioso pacchetto di riforme. La bozza visionata da ENERGIA OLTRE che sta circolando, in attesa del via libera definitivo del governo, prevede investimenti complessivi per 221,5 miliardi di euro e stanzia il 30% circa – 57 miliardi di euro – su Rivoluzione verde e transizione ecologica: l’obiettivo, come si legge, è “migliorare la sostenibilità e la resilienza del sistema economico assicurando una transizione equa e inclusiva”.

Le azioni principali sono investimenti e riforme per l’economia circolare e la gestione dei rifiuti, fonti rinnovabili e semplificazione delle procedure di autorizzazione, promozione dell’agrivoltaico e del biometano, potenziamento della capacità delle reti elettriche, della loro affidabilità, sicurezza e flessibilità (Smart grid), incentivi per incrementare l’efficienza energetica degli edifici privati e pubblici, investimenti per affrontare i rischi del dissesto idrogeologico, investimenti nelle infrastrutture idriche, e nell’idrogeno con sostegno a produzione, uso locale nell’industria e nel trasporto e la creazione di stazioni di ricarica, e ricerca di frontiera.

Dal punto di vista delle infrastrutture per una mobilità sostenibile l’obiettivo complessivo è quello di uno sviluppo razionale di una infrastruttura di trasporto moderna, sostenibile ed estesa a tutte le aree del paese. In questo senso le risorse stanziate – pari a 25,3 miliardi di euro circa il 13% del totale – sono destinate ai trasporti ferroviari ad alta velocità e velocità di rete, all’introduzione dello European Rail transport Managment system, alla modernizzazione e potenziamento delle linee ferroviarie regionali e alla creazione dello sportello unico doganale e all digitalizzazione della catena logistica.

Più nel dettaglio le proposte di finanziamento riguardano il rinnovo delle flotte di bus, treni e navi verdi richiesti dal Mims per 1,4 mld complessivi e ancora 8,25 mld (proposta Mite/Mef) su Ecobonus e sismabonus fino al 110% per l’efficienza energetica e la sicurezza degli edifici. Altri 2 miliardi vanno alla voce “sicuro, verde e sociale”, 1,73 miliardi sul rafforzamento delle linee regionali (Mims), 1,15 mld su strade sicure per l’implementazione del sistema di monitoraggio dinamico per il controllo remoto di ponti, viadotti e tunnel (A24 e A25) e altro 450 milioni ad Anas per lo stesso motivo. Infine 0,39 miliardi vanno all’aumento selettivo della capacità portuale, 0,24 mld all’ultimo/penultimo miglio ferroviario/stradale e 0,05 all’efficientamento energetico e 0,85 all’elettrificazione delle banchine, 0,27 agli inteventi per la sostenibilità ambientale dei porti (Green Ports), il tutto connesso con gli interventi ‘Distretti intelligenti e logistica integrata intermodale, l’ex progetto integrato Porti d’Italia’. A salute, ambiente e clima, (Ministero della Salute) vanno invece 0,50 miliardi.

Entrando ancora più nei dettagli alla missione 2 che si occupa di Agricoltura sostenibile ed economia circolare vanno in totale 5,46 miliardi di euro, di questi 2,10 sono destinati al miglioramento della capacità di gestione efficiente e sostenibile dei rifiuti e al paradigma dell’economia circolare con 1,5 miliardi alla realizzazione di nuovi impianti per la gestione dei rifiuti e all’ammodernamento di quelli esisteni e altri 3 allo sviluppo delle filiera agroalimentare sostenibile.

A transizione energetica e mobilità sostenibile tra nuovi e vecchi interventi vengono investiti 24,8 miliardi di euro di cui 2,11 nello sviluppo agrovoltaico, 2,2 mld nella promozione di comunità energetiche e auto-consumo, 0,68 mld nella promozione di impianti innovativi incluso l’offshore e 1,92 mld nello sviluppo del biometano. E ancora: 3,61 mld vanno al rafforzamento delle smart grid e 0,5 mld agli interventi sulla resilienza climatica delle reti; 3,19 mld complessivi vanno all’idrogeno di cui 2 solo per l’utilizzo nei settori hard-to-abate. Complessivi 8,58 mld vanno allo sviluppo del trasporto locale sostenibile di cui 3,52 al trasporto pubblico di massa e 3,72 al rinnovo di flotte, bus e treni verdi. Altri 2 miliardi vanno alla leadership internazionale industriale e di ricerca e sviluppo nelle principali filiere di transizione: di questi 1 mld a rinnovabili e batterie, 0,45 all’idrogeno, 0,30 ai bus elettrici e il resto a supporto delle start-up e venture capital attivi nella transizione ecologica.

All’efficienza e riqualificazione degli edifici vanno complessivamente 11,69 mld di cui 10,26 per ecobonus e sismabonus per l’efficienza energetica e la sicurezza degli edifici. Alla tutela del territorio e della risorsa idrica vanno 15,06 miliardi (di cui 5,33 di nuovi interventi e 9,73 già in essere) soprattutto per prevenire e contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici sui fenomeni di dissesto idrogeologico e sulla vulnerabilità del territorio. Altri 4,38 mld (di cui 2,9 2 nuovi) sono allocati per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento e al gestione sostenibile ed efficiente delle risorse idriche lungo l’intero ciclo.

Sulle infrastrutture all’alta velocità ferroviaria e alla manutenzione stradale 4.0 vanno complessivi 24,97 miliardi (13,77 nuovi e 11,2 già in essere).

PRESENTAZIONE PNRR

TABELLA PNRR 1

TABELLA PNRR 2