Il Ponte sullo Stretto torna al centro del confronto dopo il parere positivo del Consiglio superiore dei Lavori pubblici. Per il Governo è un nuovo passo avanti ma le oltre cento prescrizioni possono fermare il progetto
Il Consiglio superiore dei Lavori pubblici ha espresso parere positivo sulla prosecuzione della progettazione esecutiva del Ponte sullo Stretto, accompagnando però il pronunciamento con oltre cento prescrizioni e raccomandazioni. Per Matteo Salvini si tratta di un via libera alla progettazione con prescrizioni da recepire; il Fatto Quotidiano sottolinea invece che i numerosi approfondimenti richiesti rappresentano di fatto una bocciatura.
DALLO STOP DEL 2025 AL RILANCIO DEL GOVERNO MELONI
Per capire il significato del passaggio attuale bisogna partire dallo stop dell’autunno 2025, quando il CIPESS aveva approvato il progetto definitivo del Ponte, per un investimento indicato dalla Stretto di Messina in circa 13,5 miliardi di euro, in attesa del controllo preventivo della Corte dei conti.
Il 29 ottobre 2025 la Corte dei conti ha ricusato il visto sulla delibera CIPESS: le motivazioni hanno indicato tra i profili ritenuti decisivi la materia ambientale, le modifiche intervenute nel rapporto contrattuale e la mancata acquisizione del parere dell’Autorità di regolazione dei trasporti sul piano tariffario.
Il Governo Giorgia Meloni ha quindi riaperto il percorso attraverso il decreto-legge 11 marzo 2026, n. 32, con l’obiettivo di completare l’iter approvativo, aggiornare il piano economico-finanziario, acquisire i pareri necessari e arrivare a una nuova delibera CIPESS.
CHI DECIDE E COSA SUCCEDE ADESSO
Il parere del Consiglio superiore è un passaggio tecnico e non coincide con la decisione finale sull’iter. Il prossimo percorso passa dalla predisposizione della documentazione necessaria per una nuova deliberazione del CIPESS, mentre resta previsto il controllo della Corte dei conti sugli atti soggetti alla registrazione.
La stessa Stretto di Messina, nel bilancio 2025, spiega che il decreto-legge n. 32 del 2026 è stato adottato proprio per conformarsi ai rilievi della Corte dei conti sulla delibera CIPESS del 6 agosto 2025 e sul decreto interministeriale relativo alla convenzione. Il provvedimento prevede, tra l’altro, l’aggiornamento del piano economico-finanziario e l’acquisizione di ulteriori pareri.
Il parere del Consiglio superiore entra dunque in questo nuovo procedimento. Prima della “Fase B” della progettazione esecutiva dovranno essere affrontate le prescrizioni indicate dai tecnici.
SALVINI, IL FATTO E LA POSIZIONE DI CIUCCI
La lettura politica del provvedimento arriva dal ministro delle infrastrutture e dei trasporti, che considera il parere un via libera alla progettazione: l’obiettivo è superare i rilievi e riportare il progetto sul percorso realizzativo.
il Fatto Quotidiano parte dallo stesso dato formale, ma ne mette in evidenza il contenuto, che di fatto, secondo il quotidiano, rende impossibile seguire la tabella di marcia indicata dal governo.
Una posizione intermedia è quella di Pietro Ciucci, amministratore delegato della Stretto di Messina, secondo il quale «le raccomandazioni indicate dal CSLLPP erano già previste in fase di progettazione esecutiva».
PRESCRIZIONI E RACCOMANDAZIONI
La distinzione tra prescrizioni e raccomandazioni è importante per leggere correttamente il documento. Le prescrizioni rappresentano indicazioni da recepire nel prosieguo dell’attività progettuale; le raccomandazioni hanno invece una funzione diversa e indicano ulteriori elementi da considerare.
Il punto, quindi, non è soltanto contare le indicazioni contenute nel parere, ma capire quali richiedano effettive integrazioni della progettazione e quali costituiscano invece approfondimenti già previsti o richiesti nell’ambito della progettazione esecutiva.
CHE COSA CHIEDONO I TECNICI
Le prescrizioni toccano numerosi capitoli: geologia, idrogeologia, geotecnica, idraulica, carichi, materiali e condizioni di esercizio. Il parere considera anche gli effetti di vento, traffico ferroviario e stradale, condizioni ambientali e altri fattori che possono incidere sul comportamento della struttura.
Tra gli approfondimenti figurano quelli relativi ai terreni, alle fondazioni delle torri e ai blocchi di ancoraggio. Sono richieste inoltre verifiche sui materiali e aggiornamenti del quadro conoscitivo necessario alla progettazione.
IL NODO SISMICO
Il punto più delicato riguarda la sismicità. Il Consiglio superiore chiede ulteriori studi su geologia e faglie dello Stretto, sulla domanda sismica, sul terremoto del 1908, sulle fondazioni delle torri e sul comportamento dell’opera in condizioni estreme.
Non si tratta quindi di semplici integrazioni documentali: sono richiesti nuovi approfondimenti, anche se la Stretto di Messina sostiene che gli aspetti sismici siano già stati considerati nel progetto.

