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Prezzi ‘caldi’ per luce e gas. Aiget: togliere oneri da bollette. Bessi (Pd): Transizione si confronti con realtà

Energia

Nel Regno Unito il prezzo medio delle forniture elettriche di oggi potrebbe oltrepassare addirittura i 1000 euro per megawattora

Prezzi dell’energia sempre più ‘caldi’. E L’Italia in Europa rischia di essere la più penalizzata visto che oggi il prezzo medio è pari a 145,03 euro per megawattora, tallonata da vicino solo da Spagna e Portogallo a 141, 71 euro per megawattora. Tutti gli altri paesi europei sono intorno ai 130 euro.

I PREZZI

Come ricorda il Sole 24 Ore di oggi “il prezzo medio all’ingrosso della corrente elettrica l’anno scorso” era pari a “38,92 euro per mille chilowattora” in media “quattro volte tanto”. Il problema si proporrà per i consumatori a partire dal 1 ottobre con l’aggiornamento trimestrale delle bollette di luce e gas che potrebbe essere molto più pesante di quanto accaduto nel precedente aggiornamento del 1 luglio.

COSA DICE AIGET

Secondo Aiget, l’Associazione Italiana di Grossisti di Energia e Trader, “l’aspetto transizione energetica potenzialmente destabilizzante è costo dell’energia per consumatori e imprese – si legge su Twitter -. Tema delicato soprattutto per struttura bollette, in cui costo energia è quasi raddoppiato da altri oneri, alcuni dei quali decisamente impropri”. “L’assaggio di ciò che potrebbe accadere si è avuto a luglio. @ARERA_it ha aggiornato tariffe con aumento del 9,9%. Balzo non da poco, ma che sarebbe stato più robusto, addirittura 20%, se governo non fosse intervenuto in fretta e furia con 1,2 miliardi Euro per contenimento aumento”.

“Le nostre bollette sono ormai troppo strette per poter contenere tutto: da incentivi a rinnovabili agli oneri più disparati, i cosiddetti oneri di sistema. Su una bolletta ‘complessiva’ italiani di circa 40 miliardi, i soli incentivi alle fonti rinnovabili pesano per 14 miliardi”, ricorda Aiget su Twitter.

“Proprio per questo governo sarebbe pronto a correre ai ripari. Già a luglio ha abbassato bolletta di 1,2 miliardi Euro con proventi delle aste per la CO2. Meccanismo che potrebbe essere replicato anche prima di ottobre, quando è previsto un nuovo balzo dei prezzi – prosegue Aiget -. Ma soluzione vera è altra: togliere da bollette tutti gli oneri impropri, quelli che con energia non c’entrano. Impegno in tal senso governo lo ha preso con UE in PNRR, unico modo per calmierare costi energia degli italiani e evitare che alzino barricate su transizione energetica”.

GLI ALTRI PAESI

Il tema, come accennato, non riguarda solamente l’Italia: “Il metano sul mercato olandese Ttf, riferimento per tutta Europa, ieri ha raggiunto il prezzo da primato di 55 euro per mille chilowattora” e “i prezzi medi delle borse elettriche europee sono infiammati” con il “listino elettrico Epex che rileva per oggi quotazioni medie di 131,76 euro per mille chilowattora in Francia 130,23 euro in Germania, 132 in Austria e così via”.

Nel Regno Unito addirittura il prezzo medio delle forniture elettriche si aggira su “325 euro con prezzi pazzeschi per stasera: 783 sterline per le 18 /911 euro), 867 per le ore 19 (1009 euro), 687,55 sterline per mille chilowattora le consegne di stasera alle 20 (800 euro)”, sottolinea il quotidiano confindustriale.

IL COMMENTO DI BESSI

“Non vorrei essere frainteso, è anche comprensibile che la classe politica culturale e scientifica del Paese discuta di green pass da tre mesi o di possibili obblighi vaccino ma non dobbiamo perdere di vista che si sta aprendo una stagione inflazionistica che si vedeva a occhio nudo da più di tre mesi sia attraverso il trend del ciclo del prezzo del petrolio sia attraverso le chiacchierate con persone che ogni giorno si confrontano con l’economia reale – ha commentato a Energia Oltre Gianni Bessi, esperto di energia e consigliere Pd in Emilia Romagna -. Ma anche a occhio nudo vedendo i cantieri piccoli nelle nostre città dopo tanto tempo. Materie prime o materiali dopo anni asfittici non compaiono d’incanto. Come si può pensare che siano pronti in magazzino o che le risorse energetiche come gas o petrolio, governate sul piano fisico da Stati che hanno sul piano dei prezzi forze finanziarie gigantesche ma anche una miriade di ‘pirati’ dai terminali in tutti gli angoli del mondo, non subiscano crescita di prezzo o speculazioni. Ricordo sempre la Storia dei Ragazzi dell’Essex. Ecco una ragione in più perché diventa lunare a volte la discussione sulla transizione energetica senza confrontarsi con la realtà o almeno con quello che si può fare realmente. E questo vale per tutti gli estremismi sia quelli ‘ambientalisti’ che quelli ‘negazionisti’ dei cambiamenti climatici. Questo porta immobilismo e soluzioni irreali. E il risultato è che il Re Petrolio sta vincendo come sempre”, ha concluso Bessi.

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