Fact checking e fake news

Prezzi di petrolio e gas in calo nel 2020, incide il coronavirus. Il report Rystad Energy

Co2

Rystad Energy prevede che la domanda di gas in cambio di energia elettrica nell’Europa nordoccidentale aumenti quest’anno di circa il 6% rispetto al 2019.

Con l’epidemia di coronavirus che continua ad espandersi e un numero sempre maggiore di paesi che ne risulta interessato, il rallentamento del consumo globale di petrolio e gas quest’anno colpirà i fornitori che vedranno i prezzi medi scendere al di sotto delle aspettative precedenti. È quanto evidenzia la società di analisi Rystad Energy.

I PREZZI DI BRENT IN RIBASSO

I prezzi del Brent, che in precedenza Rystad Energy prevedeva attestarsi a una media di quasi 60 dollari al barile nel 2020, “dovrebbero ora scendere a circa 56 dollari al barile”. Ma “un’altra revisione al ribasso potrebbe essere dietro l’angolo”, ha evidenziato la società.

Infatti, il Brent ha subito una rinnovata pressione al ribasso questa settimana, scambiando al di sotto dei 55 dollari al barile, sulla scia delle notizia dell’aumento del numero di casi di coronavirus in tutto il mondo che ha spaventato gli operatori del mercato. Le ultime stime di mercato del petrolio di Rystad Energy suggeriscono che l’impatto dell’epidemia sulla domanda di greggio potrebbe creare quasi la stessa quantità di barili di greggio in eccedenza nel secondo trimestre del 2020 rispetto al primo trimestre dell’anno.

SURPLUS PER 1,8 MLN DI BARILI

Più precisamente il surplus potrebbe ammontare a quasi 1,8 milioni di barili al giorno senza ulteriori tagli di produzione sul mercato, nell’ipotesi che la produzione libica torni alla normalità nel secondo trimestre. Rystad Energy vede quindi un ulteriore rischio di ribasso dei prezzi del greggio rispetto ai livelli attuali di 55 dollari nel secondo trimestre, a meno che non venga rimosso almeno 1 milione di barili al giorno dai mercati nel trimestre.

I PREZZI DEL GAS IN EUROPA

Stesso discorso per il gas: “Secondo le revisioni delle nostre previsioni di gennaio, i prezzi del gas in Europa per il 2020 dovrebbero scendere più di quanto previsto in precedenza, fino a raggiungere in media sotto i 4 dollari per milione di unità termiche britanniche (MMBtu). Le previsioni per i prezzi del TTF, in particolare, sono state ridotte a 3,95 dollari per MMBtu, con un calo di 1,61 dollari o del 29% rispetto alle nostre previsioni di gennaio”.

I PREZZI IN ASIA

“Analogamente, le nostre previsioni di prezzo per i prezzi spot asiatici sono state riviste al ribasso a 4,63 dollari per MMBtu per il 2020, il che rappresenta un calo di 1,69 dollari per MMBtu rispetto alle nostre precedenti previsioni”, ha affermato Rystad Energy.

I PREZZI USA

Discorso simile anche negli Usa dove i prezzi del gas all’Henry Hub statunitense dovrebbero “rimanere al di sotto di 2,5 dollari per MMBtu per un periodo prolungato a causa del continuo aumento della produzione e del ritardo nello sviluppo delle infrastrutture. La nostra stima per il 2020 è ora rivista al ribasso a 2,26 dollari per MMBtu, con una riduzione di 0,29 dollari”.

CORONAVIRUS ED ECCESSO DI GNL

“I bassi prezzi del gas sono il risultato sia della domanda colpita dal coronavirus sia di un’offerta eccessiva di gas naturale liquefatto (GNL) quest’anno. Ma cosa succederà con tutto questo gas a basso costo? I prezzi bassi rappresentano un importante incentivo economico per passare dalla produzione di carbone a quella di energia elettrica alla produzione di elettricità a gas”, ammette la società di analisi.

SI RAFFORZA L’ADDIO AL CARBONE, MA IN EUROPA IL MERCATO DEL GAS È GIA’ AL LIMITE

“In Europa e in Asia, i prezzi del gas sono a livelli record, rafforzando in modo significativo l’argomentazione economica per abbandonare il carbone”. Rystad Energy prevede che la domanda di gas in cambio di energia elettrica nell’Europa nordoccidentale aumenti quest’anno di circa il 6% rispetto al 2019.

Ci sono però dei limiti, dice Carlos Torres-Diaz, responsabile dei mercati del gas e dell’energia elettrica di Rystad Energy: “L’Europa sta raggiungendo un limite sui grandi volumi di gas aggiuntivi che può richiedere, dato che i volumi russi rimangono alti, gli stoccaggi sono pieni e le temperature rimangono miti. Gli acquirenti asiatici dovrebbero approfittare del crollo dei prezzi per importare volumi più elevati di un combustibile più economico e meno inquinatene del carbone”, ha ammesso Torres-Diaz.