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Privatizzazioni in vista per il petrolio in Angola

Angola

Angola ha individuato 195 asset statali che verranno messi sul mercato, con le cessioni da completare entro la fine del prossimo anno.

C’è aria di privatizzazioni in Angola, uno dei paesi più importanti quando si parla di petrolio e gas in Africa. E nel quale molte compagnie europee, Eni compresa che ricava 37 milioni di barili equivalenti di petrolio l’anno dal paese, gestisce diversi asset.

La novità è rappresentata dalla privatizzazione della società statale di assicurazioni ENSA nell’ambito di una campagna che coinvolge anche la compagnia petrolifera statale Sonangol.

L’obiettivo del governo è quello di vendere una quota di maggioranza in ENSA entro la fine di novembre e poi il resto della sua partecipazione nella società in due-cinque anni, ha riferito Reuters, citando il presidente del consiglio di amministrazione della società.

195 ASSET DA CEDERE

L’Angola ha individuato complessivamente 195 asset statali che verranno messi sul mercato, con le cessioni da completare entro la fine del prossimo anno. Sonangol, uno dei gioielli della corona africana, che sarà privatizzata l’anno prossimo, insieme al produttore di diamanti Endiama e alla compagnia aerea nazionale TAAG.

ENTRO IL 2022 L’IPO DI SONANGOL

L’Angola avvierà il processo per la quotazione del 30% della compagnia petrolifera Sonangol nei prossimi due anni, anche se la pandemia ha rallentato il percorso. L’annuncio del ministro delle risorse minerarie e del petrolio Diamantino Azevedo prevede in una prima fase la privatizzazione di molte attività secondarie di Sonangol poi del resto della società fino allo sbarco in borsa, per la quale ha incaricato Deloitte di supervisionare tutto il processo.

VENDUTI OTTO BLOCCHI DEL PORTAFOGLIO SONANGOL

Sonangol il mese scorso ha venduto le quote che deteneva in otto blocchi offshore nell’ambito di una complessiva rivalutazione del suo portafoglio mirato a garantire che Sonangol potesse raggiungere i suoi obiettivi di esplorazione e produzione, aveva dichiarato all’epoca il presidente del comitato esecutivo upstream della società.

LA RAFFINERIA DI LOBITO

Nei giorni scorsi, invece, Sonangol ha lanciato una gara d’appalto per la raffineria di Lobito, con una capacità fino a 200.000 barili al giorno. L’Angola importa, infatti, l’80% del suo fabbisogno di carburante, ha osservato Azevedo. Ciò ha il suo peso date le fluttuazioni dei tassi di cambio del paese e i mercati internazionali. Per questo il paese ha deciso, nell’ambito del Piano di sviluppo nazionale 2018-22, di cambiare rotta e puntare su un impianti di raffinazione. Oltre ai vantaggi economici della lavorazione del proprio petrolio, il progetto creerà anche fino a 8.000 posti di lavoro durante la costruzione, ha affermato Azevedo.

ANGOLA SECONDO PRODUTTORE DI PETROLIO DELL’AFRICA SUBSAHARIANA

L’Angola è il secondo paese produttore di petrolio dell’Africa subsahariana, con una produzione stimata di 1,37 milioni di barili al giorno di petrolio e circa 17,9 miliardi di piedi cubi di gas naturale. Tuttavia, la produzione nel paese è stata molto al di sotto del suo pieno potenziale a causa dei bassi investimenti negli ultimi anni a causa del calo dei prezzi del petrolio tra il 2014 e il 2016.

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