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Quanto conta la svolta all’idrogeno pulito secondo Breton

Breton, Carbonio E Idrogeno

Secondo il commissario europeo per il mercato interno, il piano IPCEI è in corso di notificazione dagli Stati alla Commissione

Quindici paesi membri, quarantuno progetti. Numeri elevati che identificano un lavoro intenso che presto verrà valutato dalla Commissione europea. Oggetto di questo operato sono le proposte di investimento nello sviluppo e nella produzione di elettrolizzatori; di celle a combustibile; di tecnologie per l’alimentazione di veicoli pesanti; o per lo stoccaggio sicuro dell’idrogeno.

In un commento nel suo blog personale, il commissario al mercato interno in Ue Thierry Breton ha giudicato questo percorso come fondamentale per garantire autonomia comunitaria rispetto alle dipendenze energetiche, ma non solo. Un percorso che dovrà apportare sicurezza, prosperità e resilienza.

TUTTI I PROGETTI DI INTERESSE COMUNE IN UE

Come specificato dallo stesso commissario Breton, “la Commissione si è impegnata a procedere rapidamente a una revisione entro le prossime sei settimane in modo che i progetti possano iniziare ad essere attuati sul campo il prima possibile”.

Ma non solo. A settembre arriverà un altro blocco di progetti IPCEI, cioè di interesse comune a livello europeo. Progetti importanti, secondo Breton. “Stiamo entrando in una dimensione industriale completamente nuova: i 70-80 progetti rivoluzionari racchiusi nei due IPCEI aumenteranno l’offerta industriale europea su larga scala e la domanda di idrogeno, come mai prima d’ora”, ha ammesso il commissario nel suo commento scritto.

Dove ha poi aggiunto un’ulteriore proiezione. “Seguiranno altri IPCEI dell’idrogeno. E altre fonti di finanziamento, pubbliche o private, come il Fondo per l’innovazione, saranno mobilitate per sostenere questa transizione. Naturalmente, non stiamo solo sostenendo l’idrogeno attraverso i finanziamenti”.

QUANTO CONTA L’IDROGENO PULITO PER LA TRANSIZIONE

Insomma, l’impegno presente e futuro appare chiaro sul tema dell’idrogeno pulito. Che permette di stoccare energia e integrare l’elettricità rinnovabile intermittente. E consente di effettuare sostituzioni nei processi industriali basati sull’energia come materia prima.

Al 2030, Bruxelles vuole produrre 10 milioni di tonnellate di idrogeno pulito per poter rinunciare senza sacrificio a ben 40 miliardi di metri cubi di gas attualmente importati dalla Russia. E su questa via aiuteranno i partenariati su cui l’Unione sta lavorando, così come sta facendo passi avanti per produrre norme più adatte.

“Quando si tratta di promuovere la partnership e la collaborazione tra la comunità dell’idrogeno, abbiamo raggiunto un importante traguardo un mese fa. In una dichiarazione congiunta con la Commissione, i produttori di elettrolizzatori in Europa si sono impegnati a decuplicare la loro capacità produttiva entro il 2025”, ha ricordato Breton. “Per mettere questo in prospettiva, questo è sufficiente per produrre tutto l’idrogeno necessario per raggiungere il nostro obiettivo REPowerEU”.

SERVONO NORME FAVOREVOLI

Quello regolatorio è un fronte delicato anche nel settore dell’idrogeno. “Alla fine dello scorso anno, la Commissione ha proposto norme a livello dell’UE per consentire il mercato dell’idrogeno e creare infrastrutture dedicate”, ha scritto ancora Breton.

“Ora, due proposte che stabiliscono i criteri per i prodotti che rientrano nella categoria “idrogeno rinnovabile” sono attualmente in fase di consultazione pubblica. Sono di fondamentale importanza per aumentare la fiducia degli investitori nei progetti di idrogeno. E attendo con impazienza il feedback delle parti interessate. Lo stesso vale per le procedure di autorizzazione”. Su cui l’Italia ne sa più di qualcosa.

E allora la strada è ancora lunga anche a livello comunitario. “Perché sappiamo qual è la posta in gioco: la posizione dell’Europa come regione leader per la trasformazione industriale dell’idrogeno. Vediamo la produzione di idrogeno dell’UE spostarsi “dal laboratorio alla fabbrica”; e il nostro settore che trasforma la padronanza tecnologica in leadership commerciale. Il nostro sforzo congiunto è una testimonianza della determinazione dell’Europa a sostenere le nostre ambizioni climatiche. Dimostra inoltre che l’Europa ha la visione e la potenza di fuoco per raggiungere la leadership industriale nelle tecnologie verdi strategiche”, ha concluso il commissario.

 

 

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