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Quanto valgono le infrastrutture energetiche sul Pil?

Cosa ha detto Giuseppe Ricci, presidente di Confindustria Energia, su infrastrutture energetiche, decarbonizzazione e Tap

Le infrastrutture energetiche sono importanti per la crescita e lo sviluppo del nostro Paese. Parola di Giuseppe Ricci,presidente di Confindustria Energia, che ha stimato che nei prossimi anni, gli investimenti necessari in Italia per le infrastrutture energetiche primarie al 2030 ammonteranno a 100 miliardi di euro nei prossimi 12 anni.

INFRASTRUTTURE ENERGETICHE: VALGONO LO 0,6% DEL PIL

“Queste opere rappresentano una risposta efficace alle sfide della transizione energetica e restituiscono prospettive di crescita al nostro Paese”, ha affermato a MF-Milano Finanza, Ricci. “I 100 miliardi di euro hanno un impatto medio sul Pil dello 0,6% e una ricaduta positiva sul tasso di occupazione altamente specializzata”.

PUNTARE ALLA DECARBONIZZAZIONE

La priorità, a livello energetico, dell’Italia è quello di puntare alla transizione energetica: “la priorità è quella di traguardare gli obiettivi di decarbonizzazione nei tempi e nei modi giusti. Le rinnovabili copriranno una quota crescente nel mix energetico nazionale; contestualmente le soluzioni tecnologiche tradizionali accompagneranno lo sviluppo delle rinnovabili, garantendo adeguata flessibilità e sicurezza al sistema energetico nel suo complesso”, ha affermato Giuseppe Ricci, sottolineando come tutto questo significherà mettere “in moto l’intera filiera energetica”.

ITALIA HUB DEL MEDITERRANEO

Ricci si spinge oltre e, in questo processo, vede “L’Italia per la sua posizione strategica al centro del Mediterraneo” come “il terminale delle reti dei mercati UE verso Sud” e come “sbocco privilegiato delle risorse provenienti dal Medio-Oriente e Nord Africa e dirette ai mercati dell’Europa continentale”.

TAP: IMPORTANZA FONDAMENTALE PER IL NOSTRO PAESE

Tra le infrastrutture in via di realizzazione, Ricci ha menzionato Tap, che  rappresenta “un’infrastruttura energetica di rilevanza strategica per il nostro Paese perché consente di diversificare le rotte di approvvigionamento di gas contribuendo ad aumentare il grado di sicurezza energetica fortemente dipendente dalle importazioni. L’opera si inserisce, inoltre, in uno scenario di medio termine che vedrà crescere la quota di gas nel mix energetico italiano. Ovviamente non possiamo dimenticare le risorse nazionali che debbono essere valorizzate per ridurre la dipendenza dall’estero e migliorare la sicurezza energetica”.