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Re Rebaudengo: Le priorità del prossimo governo? Lo sviluppo delle rinnovabili

Rinnovabili

Il presidente di Elettricità Futura: Il prossimo Governo dovrà pubblicare tutti quei provvedimenti attualmente in ritardo che servono per sbloccare le rinnovabili. Ad iniziare dall’emanazione del decreto sulle aree idonee ad ospitare i nuovi impianti. 

“Il Governo che verrà dovrebbe porre in cima alle priorità il concreto sviluppo delle rinnovabili come soluzione per ridurre i costi energetici e rilanciare l’economia e l’occupazione non solo della specifica filiera industriale”.
Lo ha detto Agostino Re Rebaudengo, presidente di Elettricità Futura, associazione che all’interno di Confindustria rappresenta i produttori del 70% dell’energia made in Italy, in una intervista con Energia Oltre.

D: Presidente, Cingolani dice che serve arrivare a 8GW annui, per raggiungere gli obiettivi che attualmente il nostro paese si è dato eppure il ritmo di crescita non sembra aver ancora preso la giusta velocità. A che punto è l’Italia sotto questo punto di vista?

R: L’Italia sta scontando il prezzo di almeno un decennio di fermo delle rinnovabili. Alcune delle misure che adesso vengono discusse come soluzioni all’emergenza caro energia, Elettricità Futura le promuove da oltre 4 anni, la diffusione dei contratti di acquisto di energia rinnovabile a lungo termine (PPA) che danno la possibilità di approvvigionarsi di elettricità a un costo prestabilito per un ampio periodo di tempo, mettendo al riparo dai rischi di fluttuazione del mercato. Per far si che lo sganciamento del prezzo del gas da quello dell’elettricità prodotta con le rinnovabili dia davvero i benefici sperati, bisogna aumentare la produzione da rinnovabili, accelerando le nuove installazioni.

D: Il governo Draghi ha agito correttamente sulle rinnovabili o era necessario fare di più?

R: Il Governo Draghi ha cercato di intervenire in materia di semplificazione della burocrazia autorizzativa, ma gran parte di quelle norme devono ancora trovare attuazione con specifici decreti. Lo scorso giugno, Elettricità Futura ha presentato il Piano 2030 del settore elettrico condiviso con tutte le forze politiche. L’obiettivo di arrivare all’84% di elettricità prodotta da fonti rinnovabili nel 2030 è stato condiviso da tutte le forze politiche. Data l’urgenza di dare attuazione al Piano, sarebbe stato lecito attendersi l’immediata pubblicazione di decreti chiave ma a distanza di 3 mesi ancora non si vedono.

D: Cosa è chiamato a fare il governo che verrà? 

R: In primis, il prossimo Governo dovrà pubblicare tutti quei provvedimenti attualmente in ritardo che servono per sbloccare le rinnovabili (ritardometro). Ad iniziare dall’emanazione del decreto sulle aree idonee ad ospitare i nuovi impianti. Urgente è anche l’apertura di un Tavolo di confronto con gli operatori del settore elettrico, per rendere eque le misure sui presunti extra profitti ed evitare l’irreparabile verificarsi di fallimento delle imprese dell’energia, un rischio che già molti altri Stati stanno provando ad evitare. Nei diversi programmi elettorali, anche se con diversa enfasi, è presente la transizione energetica. Tutti i partiti riconoscono l’importanza di aumentare l’indipendenza energetica e le rinnovabili, sebbene ci sia una differenza di strumenti individuati per farlo.Il Governo che verrà dovrebbe porre in cima alle priorità il concreto sviluppo delle rinnovabili come soluzione per ridurre i costi energetici e rilanciare l’economia e l’occupazione non solo della specifica filiera industriale.

D: La convincono le idee dei partiti in materia energetica?

R: Sul tema Elettricità Futura a fine luglio ha proposto a tutte le forze politiche azioni urgenti per realizzare il Piano 2030 del settore elettrico, una strategia di rilancio industriale che permetterà di creare in Italia 470.000 nuovi posti di lavoro e 345 miliardi di benefici economici, ovvero, in media circa 40 miliardi di euro all’anno di vantaggi per la nostra economia. Abbiamo proposto di: Definire urgentemente le aree idonee ad ospitare i nuovi impianti rinnovabili; Completare la semplificazione della burocrazia per autorizzare gli impianti.; Aggiornare il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC) in coerenza con i nuovi target e le Regioni adeguino coerentemente i loro Piani Energetici; Valorizzare al massimo la produzione nazionale di gas, sia di metano che di biometano.

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