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Salvini

Riforma autostrade minaccia casse dello Stato, Governo chiama Dongfeng, l’Alfa “Sergio”. Cosa c’è sui giornali

Riforma autostrade potenziale pericolo per le casse dello Stato, il Governo chiama Dongfeng per gli autobus, Alfa pensa al modello Sergio, la guida Ispra per la finanza sostenibile. La rassegna dei giornali

La nuova riforma delle autostrade proposta dal ministro Matteo Salvini potrebbe creare un buco enorme nelle casse finanziarie dello Stato. A lanciare l’allarme è Nicola Zaccheo, presidente Autorità di Regolazione dei Trasporti. Restando in tema di mobilità, il Governo italiano ha chiamato la cinese Dongfeng per potenziali investimenti in Italia. Intanto, Alfa Romeo pensa a un nuovo modello chiamato Sergio, in ricordo di Sergio Marchionne. Ispra pubblica una guida per la finanza sostenibile per aiutare imprese, enti e operatori finanziari a rispettare gli obblighi di rendicontazione stabiliti dalla Ue per indirizzare gli investimenti privati su attività sostenibili per l’ambiente.

TRASPORTI, ZACCHEO (ART): “CON RIFORMA AUTOSTRADE SI RISCHIA BUCO PER STATO”

“L’Autorità dei trasporti avverte sulle criticità del piano del ministro Salvini sulle concessioni. Pedemontana Veneta: modello finanziario negativo. «Sono due gli elementi che non vanno bene: il rischio traffico che verrebbe trasferito allo Stato e il pedaggio unico. Si potrebbe creare un buco finanziario enorme per lo Stato. Né si può pensare di ristatalizzare la rete autostradale. Del resto, chi aveva il pedaggio unico, la Francia, è tornato indietro, non ce l’ha più». Nicola Zaccheo, presidente dell’Autorità di regolazione dei trasporti, va dritto al punto sul dossier più caldo sul suo tavolo, le concessioni autostradali, al centro di un progetto di riforma del ministro Matteo Salvini”, si legge sull’edizione odierna de Il Sole 24 Ore.

“(…) Il piano di Salvini ha due punti chiave: alla scadenza delle concessioni in vigore i pedaggi futuri verrebbero riscossi dallo Stato he poi trasferirebbe la quota spettante ai gestori come canone e un pedaggio unico nazionale, identico per tutte le tratte. (…) C’è un rischio elevatissimo perché si trasferirebbe il rischio traffico allo Stato. E invece è essenziale che il rischio traffico rimanga al concessionario. Del resto su questo abbiamo un esempio non particolarmente efficiente che è la Pedemontana veneta”, dice Nicola Zaccheo, presidente autorità di regolazione dei trasporti al Sole.

“(…) C’è un buco finanziario enorme che ricade sulle casse pubbliche. Con la riforma proposta, anziché cercare di risolvere questo caso, si estenderebbe il modello a tutto il sistema. (…) Considerando gli epocali cambiamenti che sono accaduti negli ultimi anni, abbiamo avviato nei mesi scorsi una verifica di impatto della regolazione che ci ha portato ad adottare, subito, alcune «indicazioni operative» per applicare i modelli regolatori in maniera corretta, e ad avviare, proprio la scorsa settimana, un procedimento di aggiornamento del quadro regolatorio complessivo. Le indicazioni operative si sono rese necessarie perché, in alcuni casi, c’erano dei margini di interpretazione nell’applicazione dei modelli che potevano portare a distorsioni del sistema”, ha detto Zaccheo.

GOVERNO CHIAMA DONGFENG PER AUTOBUS

“Sondaggi, videocall, schede tecniche di approfondimento, poi gli incontri e i sopralluoghi. L’abboccamento tra il governo, con il ministero delle Imprese e del made in Italy (Mimit), e i produttori cinesi di auto va avanti da mesi ma è ancora difficile capire il confine tra il pourparler e la progettazione di un vero investimento. Di certo, secondo quanto ricostruito dal Sole 24 Ore, emissari del gruppo Dongfeng Motor Group Co. hanno visitato possibili siti di localizzazione nel Mezzogiorno tra cui Flumeri, l’area in provincia di Avellino dove sorge anche lo stabilimento di Industria Italiana Autobus, l’ex BredaMenariniBus ed ex Irisbus. Proprio oggi, al Mimit, è previsto un nuovo tavolo su Industria Italiana Autobus con focus sul processo di cessione della società”, si legge sull’edizione odierna de Il Sole 24 Ore.

“(…) Sul tavolo, secondo quanto ricostruito dal Sole 24 Ore, ci sarebbe anche l’ipotesi di usare la parte del sito non occupata dagli impianti Iia per l’eventuale investimento evocato un mese fa da Qian Xie, direttore delle operazioni in Europa di Dongfeng, che parlò di un progetto potenziale da 100mila auto. Questo spiega la nota con cui, al termine dell’ultimo tavolo con i sindacati che ha confermato il processo di cessione dai due soci pubblici Leonardo (vendita dell’intera quota) e Invitalia (discesa in minoranza) al gruppo campano Seri, il Mimit ha affermato che si guarda all’ingresso di un player internazionale. A questo scopo il soggetto pubblico che resterà in campo, quindi Invitalia, potrà esercitare un diritto di opzione sulle aree non utilizzate nello stabilimento di Flumeri per permettere l’insediamento di ulteriori attività produttive”, aggiunge il quotidiano di Confindustria.

“(…) Il dialogo sarebbe però andato oltre, toccando un possibile coinvolgimento di Dongfeng, che va ricordato è azionista di Stellantis con una quota di poco superiore all’1,5%, anche direttamente nel progetto di rilancio di Industria italiana autobus. E qui Seri avrebbe prospettato l’interesse ad aprire ai cinesi come socio di capitale, ipotesi che però almeno in prima battuta non avrebbe trovato sponda negli emissari di Donfgeng che in giro per l’Europa stanno valutando soprattutto operazioni come primo investitore”, aggiunge il quotidiano, sottolineando che Dongfeng si aggiunge alla lista delle aziende cinesi contattate dal Governo italiano, che ad oggi include Byd, Chery, Great Wall Motor.

“Ma la strada non è in discesa, considerato anche che nel frattempo Byd, dopo aver avviato un investimento in Ungheria, dialoga anche con il governo francese, e che Chery ha un accordo per la produzione in Spagna (sebbene dal ministero reputino l’operazione non alternativa a un eventuale progetto in Italia)”, conclude Il Sole 24 Ore.

ALFA PENSA AL MODELLO “SERGIO”

“Era l’inizio del 2018 quando il designer Umberto Palermo presentò ad Alfredo Altavilla, allora capo di Fca Emea, una proposta di stile legata al suo progetto Alfa Mole Costruzione Artigianale, con l’intento di portare avanti le gesta del brand italiano. Era necessario costruire sulla base di una Alfa 4C il futuro del marchio del Biscione e Palermo cercava i segni più distintivi che potessero identificare il marchio e generare le quattro auto che ne sarebbero conseguite, tra cui la nuova Giulia”, si legge nell’edizione odierna de Il Corriere della Sera.

Marchionne desiderava rendere l’Alfa un oggetto del desiderio, avvicinandolo a Maserati, per costruire in Fca un polo del lusso. Il manager parlava di integrazione culturale, vedendo proprio in Torino le capacità per riportare all’eccellenza la storia industriale. (…) Se esiste ancora la volontà di farla sopravvivere, è sufficiente aprire i cassetti, nel momento in cui le auto iconiche non esistono più, il B suv, prima chiamato Milano non decolla e la 333, è una Maserati M20 mascherata. Umberto Palermo potrebbe mettere le mani al suo studio (Altavilla), affinarlo e aggiornarlo, da cui risorgerebbe una vettura simbolo, battezzata, in questo caso, Sergio”, continua il maggiore quotidiano nazionale.

GUIDA ISPRA PER LA FINANZA SOSTENIBILE

“Una guida per aiutare imprese, enti e operatori finanziari a rispettare gli obblighi di rendicontazione stabiliti dalla Ue per indirizzare gli investimenti privati su attività sostenibili per l’ambiente. Secondo stime della Commissione Ue per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione e di mitigazione dell’impatto sul clima sono necessari 520 miliardi di euro di investimenti aggiuntivi nel periodo 2021-2030 rispetto al decennio precedente. Non bastano le risorse pubbliche, bisogna coinvolgere capitali privati. Di qui l’iniziativa dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) di mettere a disposizione di imprese, investitori, banche e altri operatori un manuale-guida per aiutarli a rendere la finanza sostenibile. Siamo nell’ambito dei criteri Esg, con un focus specifico sull’ambiente, campo d’azione dell’istituto pubblico presieduto da Stefano Laporta”, si legge sull’edizione odierna de Il Sole 24 Ore.

“(…) Il volume «La sfida ambientale per la finanza sostenibile. Metodologie, informazioni e indicatori ambientali», elaborato dall’Ispra, verrà presentato oggi in un convegno alla presidenza del Consiglio. È «un supporto» per aiutare imprese, enti e operatori «per orientarsi nel complesso mondo della sostenibilità alla luce del nuovo impianto regolatorio europeo», spiega Maria Siclari, d.g. dell’istituto.

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