Skip to content
rinnovabili regioni rosse

Rinnovabili, gli scienziati suonano l’allarme a Schlein: “Nelle regioni rosse si va troppo piano”

Il confronto a Roma tra la segretaria del Pd e i ricercatori di Energia per l’Italia segue l’appello dei 120 firmatari inviato a maggio ai leader del centrosinistra, e punta ad accelerare eolico, fotovoltaico e decarbonizzazione

La segretaria del Pd Elly Schlein incontrerà oggi, venerdì 28 agosto, a Roma una delegazione di scienziati e promotori di Energia per l’Italia, il gruppo composto da 120 scienziati che lo scorso maggio ha scritto una lettera aperta ai leader del Campo largo per chiedere un’accelerazione sulle energie rinnovabili. Come raccontato da la Repubblica, all’incontro parteciperà anche la parlamentare europea Annalisa Corrado.

L’APPELLO DEGLI SCIENZIATI

La richiesta dei ricercatori riguarda in particolare l’attuazione degli obiettivi del Pniec, il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima. Giovanni Montagnani, che coordinerà l’incontro, spiega che l’obiettivo della lettera è fare in modo che «si raggiungano gli obiettivi Pniec, che sono modesti, ma comunque necessari contro l’intensificazione della crisi del clima».

I firmatari contestano il ritardo di alcune regioni amministrate dal centrosinistra nello sviluppo di grandi impianti eolici e solari «Non possiamo non notare come il Campo largo sia alla guida di regioni che risultano decisamente indietro nel cronoprogramma del Pniec».

IL NODO DELLE REGIONI

Tra i territori indicati come più lenti nello sviluppo dei grandi impianti figurano Sardegna, Umbria, Emilia-Romagna e Toscana. Nicola Armaroli, ricercatore del Cnr tra i firmatari dell’appello, chiede al Pd un chiarimento sulle politiche energetiche adottate a livello locale: «Al Pd chiederemo chiarezza a livello di enti locali. Schelin si è espressa in maniera netta sulla necessità di affrontare la crisi del clima, ma sui territori da loro amministrati non funziona nulla in quella direzione. Il Pd deve far capire ai suoi governatori che le rinnovabili vanno distribuite, non ci si può tirare fuori con la scusa che rovinano il “bello”. Noi non stiamo parlando di ricoprire di pale le regioni, ma di pochi impianti precisi ed efficaci. Nessuno vuole devastare niente: ma se non facciamo nulla, se deleghiamo, col nuovo clima non ci sarà più nulla da difendere».

Nel confronto riportato da la Repubblica, Giovanni Montagnani sottolinea il divario tra alcune regioni del centrosinistra e territori amministrati dal centrodestra « …regioni come la Lombardia, Piemonte, Friuli o Veneto amministrate dal centrodestra sono ora in anticipo sui piani».

IL RITARDO SUL PNIEC

La questione riguarda anche il ritmo di installazione della nuova capacità. Secondo Terna, a maggio 2026 le fonti rinnovabili hanno coperto il 52,8% della domanda elettrica nazionale, contro il 57,7% di maggio 2025. Nello stesso mese la capacità installata rinnovabile è aumentata di 493 MW, arrivando al 31 maggio a 86,42 GW, di cui 46,12 GW di solare e 13,91 GW di eolico.

Il quadro nazionale evidenzia comunque una distanza tra la capacità rinnovabile già installata e gli obiettivi fissati per il 2030. Nel Rapporto Adeguatezza Italia 2025, Terna indica che a fine 2025 la capacità installata di eolico e solare era pari a 57 GW, a fronte di un target PNIEC 2030 di 107 GW. Nel 2025 la nuova capacità installata era aumentata di 7,1 GW. E secondo i dati dell’Osservatorio FER di ANIE Rinnovabili, nel 2025 le nuove installazioni sono diminuite dell’8,2%, fermandosi a 6,2 GW.

L’ACCELERAZIONE SULLE RINNOVABILI

L’appello punta  sull’accelerazione degli impianti, in particolare sull’eolico. In vista del confronto con il Pd, Armaroli sostiene che «il Campo largo aiuti per esempio l’eolico, ora bloccato in Italia spesso proprio per scelte di amministratori del centrosinistra. Dunque basta con le idee romantiche o continueremo ad andare a gas».

 

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Rispettiamo la tua privacy, non ti invieremo SPAM e non passiamo la tua email a Terzi

Torna su