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Rinnovabili sfida e opportunità per il manifatturiero italiano. Il report Intesa Sanpaolo-Prometeia

Rinnovabili

Il conflitto russo-ucraino ha posto l’accento sulla necessità di diversificare sul piano energetico verso un maggior ricorso a fonti rinnovabili

Il conflitto tra Russia e Ucraina “coglie il manifatturiero italiano in un momento positivo: nel 2021 il fatturato ha registrato una crescita del +5,4% sul 2019, a prezzi costanti e del +11,2% a prezzi correnti, superando la soglia record di 1.000 miliardi di euro. Decisivo il traino degli investimenti, soprattutto in costruzioni. Bene anche l’export (+12,9% tendenziale a prezzi costanti), con risultati brillanti sui mercati europei, negli Stati Uniti e in Asia, diffusi a tutti i settori”. È quanto emerge dalla presentazione del 101esimo Rapporto Analisi Settori Industriali di maggio 2022 e l’approfondimento “Le energie rinnovabili: sfide e opportunità per il manifatturiero italiano” a cura di Intesa Sanpaolo e Prometeia.

POSSIBILE RECUPERO DELLA REDDITIVITA’ PER IL MANUFATTURIERO ITALIANO

Più nel dettaglio, evidenzia lo studio, “il rimbalzo del fatturato dovrebbe aver consentito anche un recupero sul piano della redditività, dopo la lieve erosione del 2020, contenuta dai sostegni governativi e dalla presenza di un nucleo forte di imprese, meglio attrezzate rispetto al passato per affrontare la volatilità dello scenario economico”.

Anche se “minore domanda, costi proibitivi e carenza di materiali portano a ridimensionare la stima di crescita del fatturato manifatturiero 2022 a prezzi costanti: +1,5% tendenziale, dal 4,9% previsto a ottobre”, si legge nel report.

DA INFLAZIONE SACRIFICI SUL PIANO DELLA MARGINALITA’

“La spinta inflativa, derivante dalla traslazione dei rincari lungo le filiere, sosterrà un aumento consistente del fatturato a prezzi correnti (+17,9% tendenziale nel 2022), ma comporterà sacrifici sul piano della marginalità (EBIDTA margin a 8,8%, da 9,1% stimato per il 2021)”, sottolinea l’analisi di Intesa Sanpaolo e Prometeia.

PROSPETTIVE MENO FAVOREVOLI PER SETTORE AUTO, ELETTRODOMESTICI E MOBILI. PESA IL CARO ENERGIA

Passando alle prospettive 2022, queste ultime “sono meno favorevoli per i settori produttori di beni durevoli, Autoveicoli e moto, Elettrodomestici e Mobili, che risentiranno dell’erosione dei redditi indotta dal caro energia. Gli ultimi due settori sono anche tra i più esposti verso il mercato russo in termini di export, insieme al Sistema moda”. In ogni caso l’outlook 2022 “resta positivo per i settori che continueranno a ricevere impulsi dal PNRR e dagli investimenti già programmati per la transizione green e digitale: Prodotti e materiali da costruzione (+5% tendenziale il fatturato deflazionato 2022), Meccanica (+3,8%), Elettrotecnica (+3,2%) ed Elettronica (+2,4%)”.

SI STIMA UNA CRESCITA DEL 2,6% PER IL SETTORE MANUFATTURIERO

“In assenza di ulteriori escalation del conflitto, il manifatturiero è atteso crescere del 2,6% medio annuo nel 2023-26, a prezzi costanti, una performance che segna un deciso cambio di passo rispetto al ventennio pre-Covid”, evidenzia ancora l’analisi secondo cui è però “cruciale per il raggiungimento di questi risultati” “il sostegno offerto dal PNRR, in termini di risorse e riforme, a cui dovranno affiancarsi significativi piani di investimento da parte delle imprese, per accelerare sul fronte della transizione digitale e ambientale”.

FONDAMENTALE DIVERSIFICARE LE FORNITURE DI ENERGIA. RINNOVABILI VANNO RAFFORZATE

“Il conflitto russo-ucraino ha posto l’accento sulla necessità di diversificare sul piano energetico verso un maggior ricorso a fonti rinnovabili, rafforzando i progressi fatti negli ultimi anni, che già vedono l’Italia al secondo posto tra i principali paesi europei per consumi complessivi da rinnovabili (20,4% nel 2020, superiore al target del 17%), davanti a Germania e Francia. Per diminuire la dipendenza dall’estero e centrare gli ambiziosi obiettivi green fissati dall’UE al 2030, che coinvolgono in misura crescente i settori hard-to-abate, il nostro paese potrà contare sulla presenza di produttori di componentistica destinata alle fonti rinnovabili ben posizionati nella filiera europea e nel commercio mondiale”, ha concluso l’analisi di Intesa Sanpaolo e Prometeia.

QUI L’APPROFONDIMENTO SULLE RINNOVABILI

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