In un intervento a Energia Oltre, la Governatrice rivendica il primato sulle aree idonee e annuncia 900 milioni per l’autoconsumo; intanto la Toscana fatica a sfruttare il tesoro geotermico.
La Sardegna non intende arretrare sulla propria visione della transizione energetica, rigettando con forza le critiche di chi vede nelle politiche regionali un ostacolo allo sviluppo delle fonti pulite.
In una dichiarazione rilasciata a Energia Oltre, la presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, ha risposto apertamente alle tensioni sollevate da una lettera aperta firmata da 73 tra studiosi e attivisti. Il documento, indirizzato ai leader del “campo largo”, accusava le amministrazioni di Sardegna, Toscana ed Emilia-Romagna di boicottare nei fatti quegli obiettivi climatici che i loro partiti sostengono a parole a livello nazionale.
LA DIFESA DELL’OPERATO SARDO NELL’INTERVISTA ESCLUSIVA
A Energia Oltre, Alessandra Todde ha voluto chiarire la posizione della sua giunta, sottolineando come la transizione energetica sia considerata un pilastro fondamentale, ma che debba essere declinata secondo le esigenze della comunità locale.
“La transizione energetica è una delle grandi questioni del nostro tempo e la Sardegna vuole guidarla”, ha spiegato la Governatrice, precisando che “il nostro obiettivo è costruire una transizione utile ai sardi, capace di ridurre i costi per famiglie e imprese, rafforzare l’autonomia energetica dell’Isola, tutelare ambiente e paesaggio e creare ricadute economiche nei territori”.
Secondo la Todde, parlare di ostruzionismo significa ignorare il lavoro tecnico svolto negli ultimi mesi: “Siamo stati la prima Regione italiana a perimetrare le aree idonee e le aree di accelerazione rispetto agli impianti da fonti rinnovabili. La Sardegna crede nella transizione e farà la sua parte”.
I NUMERI DEL TERRITORIO E IL CONFRONTO CON IL DATO NAZIONALE
Uno dei punti più dibattuti riguarda la percentuale di territorio destinata ai nuovi impianti. La presidente ha contestato duramente l’idea che le restrizioni imposte siano eccessive, offrendo una prospettiva basata sulla geografia dell’Isola. “Quando sento ripetere che l’1% del nostro territorio è poco, mi rendo conto che chi parla non conosce la Sardegna”, ha dichiarato Todde.
Entrando nel dettaglio delle superfici, ha aggiunto: “Sapete a quanto corrisponde l’1% del territorio sardo? Sono 241 chilometri quadrati.
La Sardegna è la terza Regione più estesa d’Italia e questi spazi potrebbero far sviluppare fino a 20 gigawatt di potenza installata, ovvero più del triplo del nostro obiettivo concordato con lo Stato.
Basta pensare che oggi, in tutta Italia, la superficie totale occupata da impianti fotovoltaici è di circa 170 chilometri quadrati”.
IL PIANO FINANZIARIO PER LE COMUNITÀ ENERGETICHE E L’AUTOCONSUMO
La strategia sarda non si limita alla regolamentazione del suolo, ma tocca anche la sfera degli investimenti diretti per incentivare modelli di produzione decentralizzati. Todde ha annunciato lo stanziamento di ingenti risorse per favorire la partecipazione dei cittadini e delle imprese alla produzione di energia pulita.
“Abbiamo programmato circa 900 milioni di euro fino al 2030 per comunità energetiche, impianti fotovoltaici, accumuli e autoconsumo”, ha precisato alla nostra testata.
Per la Governatrice, questa è l’unica via per garantire benefici tangibili: “Questa è la direzione: vantaggi diretti per cittadini, aziende e comunità locali. La stessa Corte costituzionale ha riconosciuto che non si possono ignorare le leggi regionali e che la transizione energetica non si può imporre dall’alto, ma va coordinata con i territori”.


