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Russia, produzione petrolifera verso un nuovo record

La produzione attuale è di circa 11,3 milioni di barili al giorno e supera il record post-sovietico stabilito nel 2016 prima del patto Opec

La produzione russa di greggio è saltata al nuovo record dell’era post-sovietica, aumentando le entrate di bilancio del paese alla vigilia dei colloqui con l’OPEC+ su ulteriori cooperazioni.

LA RUSSIA VERSO UN NUOVO RECORD DI PRODUZIONE

Nord Stream RussiaLa produzione petrolifera del paese è attualmente oscillante tra 1,54 milioni e 1,55 milioni di tonnellate al giorno – guidata principalmente dal gigante statale Rosneft PJSC – ha rivelato un esponente del governo russo. Ciò equivale, nel complesso, a 11,29 milioni di barili al giorno, una cifra che batte il precedente record di 11,25 milioni di barili al giorno stabilito nell’ottobre 2016 prima che la Russia si accordasse con l’Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio per tagliare la produzione.

NEL FINE SETTIMANA L’INCONTRO IN ALGERIA TRA I MEMBRI DELL’OPEC+

L’aumento della produzione russa arriva a distanza di pochi giorni dall’incontro in Algeria con gli altri membri del gruppo dell’OPEC+ composto da 24 paesi membri, chiamato informalmente anche “Gruppo di Vienna” e composto dai 14 paesi aderenti dell’Opec più i 10 paesi non Opec firmatari del patto per mettere un tetto alla produzione petrolifera. I produttori hanno concordato a giugno di iniziare a ridurre i loro tagli per compensare le perdite di output di paesi come Venezuela e Iran, rispondendo anche alle richieste del presidente degli Stati Uniti Donald Trump per alleviare la pressione sui prezzi. Questo fine settimana, i ministri discuteranno le previsioni della domanda e dell’offerta per il quarto trimestre dell’anno e le possibilità di estendere la cooperazione al prossimo anno.

IRAN PRONTO A PORRE IL VETO

La Russia potrebbe decidere di aumentare la sua produzione di circa 300.000 barili al giorno rispetto al record di ottobre 2016 entro un anno, ma al momento non c’è ancora nessuna decisione per sfruttare questa capacità inutilizzata e la dimensione dell’aumento dipenderà dai colloqui con il più ampio gruppo OPEC+, ha detto la settimana scorsa il ministro russo dell’energia Alexander Novak. L’Iran, dal canto suo, questa settimana ha riferito che avrebbe posto il veto a qualsiasi decisione dell’OPEC di riduzione della sua quota di mercato. Il ministro del petrolio iraniano Bijan Namdar Zanganeh ha ammesso che il comitato OPEC che si riunirà questo fine settimana ad Algeri non ha alcuna autorità per imporre un nuovo accordo. E ha aggiunto che alcuni produttori stanno cercando di creare un forum di fornitori alternativi che sostenga le politiche statunitensi ostili agli interessi dell’Iran. La Russia e l’Arabia Saudita “possono cooperare quanto vogliono sulla base dei propri interessi – ha detto Zanganeh ai giornalisti a Teheran martedì scorso -. Ma dai paesi dell’OPEC ho aspettative più elevate e in particolare nella situazione attuale – e l’ho già detto molte volte – non è appropriato che due membri comincino a guidare e ad assumere la leadership di una corrente anti-iraniana”.

I VANTAGGI DELLA RUSSIA

Il petrolio è stato scambiato vicino ai massimi di due mesi a Londra, a quasi 80 dollari al barile, a causa delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina e delle perdite di approvvigionamento da parte di Iran e Venezuela. Il greggio in rubli è vicino ai livelli più alti mai raggiunti all’inizio di settembre per via della debolezza della valuta. Le entrate di bilancio della Russia dalle imposte sull’energia sono destinati a saltare quasi il 46 per cento quest’anno ad un record di 8,71 trilioni di rubli (131 miliardi di dollari), secondo le stime del Ministero delle Finanze russo. La dipendenza dall’energia, che il presidente Vladimir Putin ha faticato a tagliare negli ultimi anni, è destinata a superare il 46 per cento del bilancio complessivo del paese, rispetto al 40 per cento nel 2017: il livello più alto dal 2014.

PER LA RUSSIA NECESSARIA UNA COOPERAZIONE CONTINUATIVA TRA I MEMBRI DEL GRUPPO

Se i produttori russi manterranno i livelli di settembre fino alla fine dell’anno, l’obiettivo di produzione annuale del paese potrebbe raggiungere i 555 milioni di tonnellate, il che significa altri 2 milioni di tonnellate nei restanti 100 giorni, ha detto il funzionario governativo. Ciò equivale a 150.000 barili al giorno, oltre alla produzione dello scorso mese di 11,21 milioni di barili. Ma se previsioni statali prevedono un aumento della produzione entro la fine dell’anno, non c’è ancora chiarezza sui piani per il 2019. L’attuale accordo OPEC+ sui tagli scade alla fine di quest’anno, a meno che i produttori non lo sostituiscano con uno nuovo. Novak ha ammesso che la Russia vede la necessità di una cooperazione continuativa tra i membri del gruppo. Ciò potrebbe comportare l’eliminazione delle quote di produzione, con la possibilità di utilizzare questo strumento in futuro, se il mercato dovesse richiederlo.