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Sad, Up: Favorire ricambio auto, non penalizzare carburanti

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Up: “La tassazione sui prodotti petroliferi per autotrazione (ben al di sopra di qualsiasi costo ambientale) in Italia è già tra le più alte in Europa”

Nel 2019 la fonte petrolifera, pur coprendo il 34% della domanda di energia totale, ha generato un gettito fiscale pari all’81% dell’intera fiscalità energetica (26 miliardi di euro di accise) cui si aggiungono 12 miliardi da Iva. Per questo sui prodotti petroliferi “emerge un carico fiscale decisamente sproporzionato rispetto alle altre fonti di energia usate sia per scopi termici che per autotrazione”. È quanto evidenzia Unione petrolifera audita al ministero dell’Ambiente presso la commissione per lo studio e l’elaborazione di proposte per la riduzione dei sussidi ambientalmente dannosi. “Bisogna essere consapevoli che qualsiasi ipotesi di revisione deve essere tale da non pregiudicare la competitività del paese o determinare ulteriori penalizzazioni per il consumatore contribuente già sottoposto a una tassazione tra le più alte a livello europeo”. (QUI LE SLIDE DI UP)

ASPETTARE LE CONCLUSIONI DEI LAVORI UE

Secondo Up “qualsiasi intervento sulla tassazione energetica non dovrebbe prescindere dalla conclusione dei lavori in corso a livello comunitario, prevista non prima della seconda metà del 2021, che risentirà anche dei nuovi scenari di consumo dei singoli prodotti a seguito dell’emergenza ‘Covid19’ che sta cambiando le abitudini di mobilità”.

FAVORIRE IL RICAMBIO DEL PARCO AUTO

Inoltre, evidenzia Up “sia benzina che gasolio se utilizzati nei nuovi veicoli ‘euro 6’ hanno un impatto irrilevante sulle emissioni inquinanti; eventuali misure dovrebbero quindi favorire il ricambio del parco auto e non penalizzare il carburante utilizzato”. Senza considerare che qualsiasi revisione della fiscalità tra benzina e gasolio “dovrebbe garantire un’invarianza di gettito”.

ELIMINARE I SAD SENZA COMPENSAZIONI PORTA A DISTORSIONE COMPETITIVA

Per questo, ha concluso Up, “il sistema attuale dei sussidi indiretti è composto da una serie di agevolazioni ed esenzioni che non vanno al produttore ma rappresentano strumenti per rendere la tassazione omogenea rispetto a quella dei concorrenti esteri, a sostegno degli utilizzatori per gli effetti positivi che garantiscono all’economia del territorio. Una loro eliminazione, senza compensazioni, determinerebbe una ulteriore distorsione competitiva nei diversi settori economi interessati, dato l’elevato costo dell’energia in Italia”.

Inoltre, “l’attuale fiscalità energetica nazionale deriva solo marginalmente da criteri ambientali, essendosi concretizzata attraverso lo stratificarsi negli anni di interventi legati ad esigenze di bilancio dello Stato”.

TASSAZIONE PRODOTTI PETROLIFERI ITALIANA GIA’ TRA LE PIU’ ALTE

“La tassazione sui prodotti petroliferi per autotrazione (ben al di sopra di qualsiasi costo ambientale) in Italia è già tra le più alte in Europa, con un delta fiscale verso la media europea su benzina e gasolio, rispettivamente di 11,2 e 14,9 centesimi di euro al litro. Gli obiettivi fissati nell’ambito dell’Energy Unione richiederebbero una rivalutazione della fiscalità energetica sotto il profilo ambientale senza pregiudicare però la sicurezza e l’economicità degli approvvigionamenti”.

NECESSARIA UNA PIANIFICAZIONE DI MEDIO-LUNGO PERIODO CHE CONSENTA

L’intervento fiscale andrebbe pertanto “programmato al fine di stimolare lo sviluppo dell’efficienza energetica e di tecnologie low-carbon in tutta la filiera, ovvero non solo nell’utilizzo ma anche nella produzione. Appare necessaria una pianificazione di medio-lungo periodo che consenta di garantire l’invarianza del gettito fiscale, in stretta armonia con gli indirizzi europei”, ha concluso Up.