Non c’è la fumata bianca per il decreto infrastrutture. Il governo ha rinviato la norma a un altro Consiglio dei ministri nonostante il testo, di 5 articoli, fosse pronto.
CLAUDIO ANDREA GEMME FAVORITO DALLA LEGA
I POTERI DEL COMMISSARIO
Il commissario straordinario diventerebbe una sorta di mega-commissario, rilevando i compiti oggi assegnati a oltre una dozzina di “colleghi” su 93 progetti in tutta Italia del valore di oltre 25 miliardi. Secondo fonti governative, il partito di Meloni, non gradisce il tentativo del leader leghista di controllare questo enorme flusso di spesa. Il testo avrebbe ridisegnato la governance delle opere commissariate Anas con il subentro automatico dell’ad di Anas agli attuali commissari straordinari. Come scrive Il Sole 24 Ore, al commissario subentrante, spiega la relazione illustrativa, sarebbero stati attribuiti «tutti i poteri già riconosciuti ai commissari straordinari», inclusi quelli di stazione appaltante e la possibilità di operare «in deroga alle disposizioni ordinarie in materia di contratti pubblici», pur nel rispetto dei principi del codice, della normativa antimafia e dei vincoli derivanti dall’ordinamento europeo.
La scelta di conferire poteri straordinari a un unico commissario è motivata dall’esigenza di superare «le criticità operative riscontrate nella realizzazione degli interventi commissariati», che hanno prodotto «ritardi e disomogeneità procedurali» lungo la rete. Il perimetro delle deroghe servirebbe per «assicurare la tempestiva esecuzione degli interventi» e ridurre i tempi di avvio dei cantieri. In altre parole, accelerare sul completamento delle opere nei cantieri ancora aperti soprattutto in vista dei Giochi Milano Cortina per i quali è già scattato il countdown più stringente.
RINVIATE ANCHE ALTRE NORME

