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Scorte Usa al massimo, esportazioni Iran al minimo, cala il prezzo del petrolio

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Scorte americane al massimo, calo delle esportazioni dell’Iran. Il prezzo del petrolio si abbatte e preoccupa i mercati

Le scorte di petrolio americano hanno raggiunto il livello massimo dal 2008, circostanza che, assieme al calo delle esportazioni dell’Iran, abbatte i prezzi e preoccupa i mercati. L’EIA, Energy Information Administration, registra in Usa un aumento delle scorte settimanali di petrolio di 6,8 milioni di barili.
Il risultato è frutto di un aumento delle importazioni, soprattutto dall’Arabia Saudita, che hanno raggiunto il picco da maggio 2017.
Le scorte di greggio e prodotti petroliferi sono cresciute di 17 milioni di barili, l’aumento più elevato dal 2008 secondo gli analisti di Mediobanca Securities.
Parallelamente, si registra un consistente calo delle esportazioni di greggio dell’Iran, scese del 30% e giunte a quota 1,56 milioni di barili al giorno rispetto al picco di 2,21.

Ciononostante, Ferragosto il prezzo del petrolio abbia toccato i minimi da aprile (64,54 dollari al barile), circostanza che preoccupa Mediobanca. In un report citato da Mf/Milano Finanza, si evidenzia come L’Opec potrebbe aver aumentato la produzione troppo presto, «alla luce di un potenziale rallentamento della crescita della domanda a seguito della svalutazione delle valute dei mercati emergenti, mentre si prevede che la produzione di greggio negli Usa tornerà a crescere prima di fine anno».
Il possibile ulteriore calo delle esportazioni dell’Iran potrebbe contenere i rischi. La previsione degli esperti di Mediobanca sul prezzo del Brent a lungo termine è fissata a 65 dollari al barile.