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Sider Alloys, nodo energia ancora da chiarire

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Il confronto tra le parti proseguirà nei prossimi giorni in sede locale, in vista di un nuovo incontro al ministero con la Sider Alloys

La vertenza sulla ripresa produttiva dello stabilimento ex Alcoa di Portovesme, ora di proprietà della svizzera Sider Alloys è alle battute finali. Al tavolo convocato al Mise sull’azienda del Sulcis, presieduto dalla sottosegretaria Alessandra Todde e al quale hanno partecipato l’azienda, Enel, la Regione Sardegna e i sindacati, il nodo rimasto irrisolto è sempre quello del costo dell’energia. Malgrado esista una bozza di accordo risalente a dicembre.

LA BOZZA DI ACCORDO SULL’ENERGIA

Nella bozza di accordo, contenuta nella lettera consegnata dalla sottosegretaria con delega ai tavoli di crisi, Alessandra Todde, al ceo della multinazionale, Giuseppe Mannina, la condizione per il riavvio degli impianti è rappresentata da un costo dell’energia intorno ai 28-29 euro, inferiore rispetto ai valori di mercato pari a 53-54 euro. Nei giorni scorsi, però, è emerso un nuovo problema: Enel ha chiesto una fideiussione sul contratto di fornitura decennale ‘scontato’ che la multinazionale non sembrerebbe disposta a pagare: si tratta di un conto da 94 milioni di euro.

TODDE: TUTTI AL LAVORO PER FAR RIPARTIRE L’AZIENDA

“E’ prioritario per il Mise che venga al più presto siglato l’accordo sul costo dell’energia e per questo motivo siamo impegnati, insieme a tutti i soggetti coinvolti, a definire gli aspetti relativi alla struttura del contratto – ha dichiarato la sottosegretaria Todde al termine dell’incontro -. Siamo consapevoli che i tempi sono strettissimi perché il territorio del Sulcis ha bisogno di risposte immediate per far riprendere la produzione di alluminio in Sardegna e salvaguardare i lavoratori. Il Governo, la Regione e tutte le parti coinvolte – ha concluso – sono determinate a raggiungere il risultato della ripartenza”.

IN VISTA UN NUOVO INCONTRO

Il confronto tra le parti proseguirà nei prossimi giorni in sede locale, in vista di un nuovo incontro al ministero. Ma i tempi stringono, al massimo altre due o tre settimane per arrivare a dama: e si vocifera che il problema delle garanzie a Enel possa essere superato grazie all’intervento del governo e di Invitalia. Ma visti i tempi sembra essere ancora necessario il sostegno degli ammortizzatori sociali, per i quali è stato programmato per il 31 gennaio un incontro al ministero del Lavoro per stabilire le procedure per la proroga della Cig.

ZEDDA: ABBIAMO OTTENUTO L’IMPEGNO DA PARTE DEL GOVERNO DI UNA ACCELERAZIONE DEFINITIVA

La riunione al Mise era stata preceduta nei giorni scorsi da un incontro propedeutico nel quale Regione, impresa e sindacati hanno evidenziato le criticità della vertenza individuando un percorso di azione unitario e condiviso nell’interesse del rilancio produttivo dello stabilimento. “Questo incontro rappresenta un significativo passo in avanti nella vertenza che coinvolge lavoratori e azienda in un settore strategico dell’economia del Sulcis Iglesiente e della Sardegna. Abbiamo ottenuto l’impegno da parte del governo di una accelerazione definitiva che consenta il riavvio in tempi brevi dello stabilimento e la messa in sicurezza dell’occupazione. Continueremo a vigilare perché gli impegni vengano mantenuti”, ha sottolineato l’assessore Zedda. “L’obiettivo finale è quello di un piano industriale che non si basi solo sulla razionalizzazione dei costi ma abbia una prospettiva di sviluppo a lungo termine in grado di salvaguardare il sito produttivo e i lavoratori”, ha dichiarato ancora l’assessore Zedda.

PILI: ABBIAMO CHIESTO DI RIATTIVARE IL COMITATO TECNICO

“Abbiamo chiesto di riattivare il comitato tecnico che non si riunisce dal 2018 e che ha il compito di monitorare la realizzazione del piano industriale previsto dagli accordi siglati. E’ la prima volta in cui l’assessorato dell’Industria partecipa al tavolo nazionale su Sider Alloys. Questa è la strada da percorrere in quanto la collaborazione tra le istruzioni è fondamentale per lavorare al raggiungimento degli obiettivi strategici per la nostra Isola. Per questo è determinante definire un prezzo equo dell’energia per consentire la ripresa delle attività dello stabilimento”, ha precisato l’assessore Pili.

(UGL): DA GOVERNO QUALI MISURE DI SOSTEGNO? CONFERMARE POLITICHE PASSIVE PER PRECARI E DISOCCUPATI

“Dopo una lunga attesa, è ormai arrivato il momento di conoscere al più presto le misure a sostegno dell’ex Alcoa di Portovesme che ricadono all’interno degli strumenti a disposizione nel nostro Paese per superare le difficoltà e puntare al rilancio economico e occupazionale dell’intera area sarda, sfruttando al meglio le occasioni industriali che il mercato nazionale richiede, dopo gli accordi sottoscritti al ministero dello Sviluppo Economico”. Lo dichiarano in una nota congiunta Antonio Spera, segretario generale UGL Metalmeccanici, e Daniele Fracescangeli, segretario nazionale UGL Metalmeccanici con delega alla Siderurgia. “La nostra preoccupazione – sottolineano – è che da parte di lavoratori e azienda siano fatti tanti sforzi, ma da parte del Governo pochi passi tangibili. Invitiamo quindi l’esecutivo a dare risposte concrete all’ex Alcoa di Portovesme, soprattutto sotto l’aspetto dell’approvvigionamento dell’energia elettrica, con strumenti che siano realmente fruibili e non inaccessibili come accaduto fino ad oggi”. “È prioritario in questo momento – concludono Spera e Francescangeli – difendere e valorizzare un’azienda che si mette in gioco in un mercato problematico e complesso come quello dell’alluminio, concorrendo in questo modo alla difesa di un segmento portante dell’industria nazionale”.

FIOM: NON CONDIVISA LA RICHIESTA DI CIGS O DI RISOLUZIONE ANTICIPATA DEI 20 CONTRATTI A TERMINE

“Per quanto riguarda il costo dell’energia, grazie anche ai provvedimenti del governo, si è riusciti a determinare un prezzo ad oggi sicuramente compatibile con il piano industriale di Sider Alloys. Rimane irrisolto invece il problema della sottoscrizione del contratto di fornitura di energia elettrica con la società Enel. Quest’ultima ha chiesto a Sider Alloys le necessarie garanzie economiche necessarie per la firma di un contratto di durata quinquennale. Garanzie che, allo stato attuale, non sono nelle disponibilità dell’azienda, che chiede di poter negoziare al fine di un loro adeguamento. Su questo tema, sia Invitalia che il governo hanno assicurato un loro interessamento affinché in tempi rapidi si possa trovare una soluzione”, ha sottolineato la Fiom.

“Inoltre è stato ribadito non solo da parte delle organizzazioni sindacali ma anche dai soggetti istituzionali presenti, la non condivisione sia di una richiesta di cassa integrazione sia della risoluzione anticipata dei 20 contratti a termine attualmente presenti in azienda. La disponibilità a un confronto sugli ammortizzatori sociali ci sarà solo quando l’azienda sarà in grado di presentare un piano di revamping con un contestuale rientro dei lavoratori in attività. Infine, su richiesta sindacale, il miSe e la Regione Sardegna si sono impegnati a definire una convocazione in tempi rapidi di un incontro per affrontare presso il ministero del Lavoro il delicato problema del rifinanziamento degli ammortizzatori sociali per i dipendenti ex Alcoa non in attività”, ha concluso la Fiom.