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Come Snam vuole trasformare l’Italia in hub del gas

gas naturale

Per Alverà (amministratore delegato di Snam), il sistema italiano del gas ha dimostrato un’affidabilità maggiore a quella di altri paesi europei. Articolo di Sebastiano Torrini 

 

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Per la prima volta nella sua storia, l’Italia ha esportato la scorsa settimana, gas naturale verso la Svizzera. Complessivamente sono stati forniti agli elvetici 3 milioni di metri cubi di combustibile, secondo quanto riporta Bloomberg. Si tratta di una novità assoluta e rientra nell’ambito degli sforzi messi in campo da Snam per trasformare il nostro paese in un hub per il trading del combustibile nel Mediterraneo. Una nuova opzione, in sostanza, per soddisfare la domanda europea e sfruttare gli impianti di stoccaggio italiani. Il traguardo, che ha richiesto a Snam anni di pianificazione e investimenti nel “reverse flow”, rafforza le connessioni tra la rete italiana e il cuore del business commerciale del gas nell’Europa settentrionale.

COME GRAN BRETAGNA E PAESI BASSI

Gran Bretagna e Paesi Bassi dispongono dei due principali hub commerciali del gas europeo e Marco Alverà, amministratore delegato di Snam, punta fortemente sullo sviluppo del potenziale italiano in questo settore. Da tempo Snam sta lavorando per aumentare la flessibilità del sistema gas italiano per fare in modo che gli approvvigionamenti provenienti da Africa ed Europa del sud possano raggiungere il centro del Vecchio Continente.

SERVE PIU’ SICUREZZA E FLESSIBILITA’

 

L’obiettivo del numero uno di Snam Marco Alverà è aumentare la “sicurezza e la flessibilità del sistema italiano che soprattutto nei passati mesi ha dimostrato in diverse occasioni un’affidabilità paragonabile a quella di altri paesi europei”, ha ammesso durante la presentazione del piano strategico la settimana passata. Il rifornimento è avvenuto dal Passo di Gries che al momento ha una capacità di 5 milioni di metri cubi ma che verrà incrementato a 40 nell’ambito della strategia di investimenti decisi da Snam. Il completamento dei lavori è previsto per ottobre 2018 e consentirà di rifornire non solo la Svizzera ma anche Germania, Francia e Nord Europa in generale.