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Snam: utile netto in crescita a 646 milioni di euro (+1,7%) nel I semestre 2022

Snam

“Le stime più recenti sull’evoluzione della domanda di gas naturale in Italia per l’anno in corso prevedono una flessione rispetto al 2021, in particolare per l’effetto dell’aumento dei prezzi energetici nel settore industriale e per temperature attese meno rigide” avverte Snam.

Crescono ricavi e utile netto per Snam nel primo semestre del 2022, che conferma anche il piano investimenti stilato nel 2022. Il Consiglio di Amministrazione di Snam, riunitosi sotto la presidenza di Monica de Virgiliis, ha quindi approvato la Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 2022.

VENIER: NEL NUOVO CONTESTO GEOPOLITICO SNAM HA UN RUOLO SEMPRE PIU’CENTRALE

“I risultati del primo semestre confermano la solidità del nostro core business, la positiva performance operativa e la crescita del contributo dei nuovi business e delle società partecipate – ha commentato Stefano Venier, Amministratore Delegato di Snam -. Nel nuovo contesto geopolitico ed energetico, Snam ha un ruolo sempre più centrale per la sicurezza e la diversificazione degli approvvigionamenti dell’Italia e dell’Europa. In questi mesi, abbiamo supportato la strategia energetica del Paese favorendo il riempimento degli stoccaggi con l’acquisto di circa 2 miliardi di metri cubi di gas e assicurandoci due nuove unità galleggianti di stoccaggio e rigassificazione. Siamo anche impegnati ad abilitare la transizione energetica, come dimostrano il nostro supporto alla quotazione di De Nora, la principale IPO europea del secondo trimestre, e le nuove iniziative nel biometano, nell’efficienza energetica e nella cattura e stoccaggio dell’anidride carbonica”.

AUMENTANO I RICAVI

Nel dettaglio dei numeri, i ricavi totali, al netto degli energy costs, ammontano a 1.595 milioni di euro, in aumento di 141 milioni di euro (+9,7%) rispetto al primo semestre 2021. Crescono i ricavi dei nuovi business (+129 milioni di euro; +82,2%), principalmente per lo sviluppo dell’efficienza energetica, in particolare in ambito residenziale. Nonostante l’effetto negativo dovuto alla riduzione del WACC (64 milioni di euro), crescono anche i ricavi del core business (+12 milioni di euro), grazie alla realizzazione degli investimenti programmati e all’offerta di servizi output-based, oltre che ad effetti positivi one-off.

I ricavi regolati, al netto degli energy costs, ammontano a 1.253 milioni di euro, in riduzione di 32 milioni di euro (-2,5%) rispetto al primo semestre 2021. La predetta riduzione del WACC (-64 milioni di euro, di cui -50 milioni relativi al trasporto) è stata in parte compensata: (i) dall’incremento dei ricavi connessi alla RAB (+24 milioni di euro, incluso l’effetto dei minori incentivi “input based”); (ii) dai maggiori volumi di gas trasportato (+5 milioni di euro) dovuti alla ripresa dei consumi interni e alla crescita delle esportazioni; (iii) dai maggiori ricavi per servizi “output based” (+19 milioni di euro: +8 milioni di euro relativi al trasporto e +11 milioni di euro relativi allo stoccaggio, per i servizi di flessibilità offerti sulle aste di breve termine). Il primo semestre 2021 aveva, inoltre, beneficiato del rilascio di poste patrimoniali pregresse per 17 milioni di euro.

IL MOL

Il margine operativo lordo adjusted del primo semestre 2022 ammonta a 1.155 milioni di euro, sostanzialmente in linea (-0,7%) rispetto al corrispondente valore del primo semestre 2021. La crescita dei nuovi business (+13 milioni di euro), legata al positivo contributo delle attività di efficienza energetica, è stata assorbita dalla riduzione registrata dal core business anche a seguito della dinamica dei fondi rischi ed oneri, a fronte dei rilasci effettuati nel primo semestre 2021 per controversie giunte a conclusione.

L’UTILE OPERATIVO

L’utile operativo adjusted del primo semestre 2022 ammonta a 728 milioni di euro, in riduzione di 34 milioni di euro (-4,5%) rispetto al corrispondente valore del primo semestre 2021, a seguito della predetta riduzione del margine operativo lordo e dei maggiori ammortamenti e svalutazioni (-26 milioni di euro, pari al 6,5%) per effetto principalmente dell’entrata in esercizio di nuovi asset.

GLI ONERI FINANZIARI

Gli oneri finanziari netti (51 milioni di euro) risultano sostanzialmente in linea rispetto al primo semestre 2021 (+1 milione di euro; +2%). L’aumento del costo medio del debito lordo che passa dallo 0,8% del primo semestre 2021 all’1% circa del primo semestre 2022, è stato assorbito dai proventi one-off connessi al parziale rimborso dello Shareholders Loan da parte di OLT con conseguente rideterminazione dei flussi di cassa futuri.

I proventi netti da partecipazioni ammontano a 176 milioni di euro, in aumento di 37 milioni di euro (+26,6%), rispetto al primo semestre 2021, per effetto principalmente del positivo contributo delle società partecipate e, in particolare, di Interconnector Limited (+18 milioni di euro) a seguito dei maggiori conferimenti di capacità in esportazione, favoriti dalle attuali condizioni di mercato e in particolare dalla forte disponibilità di gas naturale liquefatto nel Regno Unito, con conseguente maggiore competitività del prezzo.

L’UTILE NETTO ADJUSTED

L’utile netto adjusted di gruppo nel primo semestre 2022 ammonta a 646 milioni di euro, in aumento di 11 milioni (+1,7%) rispetto al corrispondente valore conseguito nel primo semestre 2021 (635 milioni di euro), per effetto della positiva performance delle società partecipate.

GLI INVESTIMENTI TECNICI

Gli investimenti tecnici del primo semestre 2022 ammontano a 537 milioni di euro, in riduzione di 29 milioni di euro (-5,1%), e si riferiscono essenzialmente ai settori trasporto (430 milioni di euro; 458 milioni di euro nel primo semestre 2021) e stoccaggio di gas naturale (60 milioni di euro; 68 milioni di euro nel primo semestre 2021). Nonostante i rallentamenti dovuti agli effetti della pandemia e alle difficoltà di approvvigionamento connesse al conflitto Russia-Ucraina, con riferimento al core business regolato si conferma il livello del piano investimenti annunciato per il 2022.

IL CASH FLOW

Il positivo flusso di cassa netto da attività operativa (2.318 milioni di euro), attribuibile principalmente alla dinamica del capitale circolante connessa all’attività di bilanciamento, unitamente agli incassi derivanti dal rimborso del credito finanziario da parte della partecipata OLT, a fronte del contestuale rifinanziamento sul mercato, e dalla dismissione di una quota di partecipazione in Industrie De Nora a supporto della quotazione in borsa della società, hanno consentito di generare un free cash flow di 1.749 milioni di euro. L’indebitamento finanziario netto, inclusi il flusso di cassa del capitale proprio (844 milioni di euro) derivante dal pagamento agli azionisti del dividendo 2021 e le variazioni non monetarie relative principalmente all’estinzione del bond convertibile mediante assegnazione di azioni Snam in portafoglio, registra una riduzione di 1.199 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2021, attestandosi a 12.822 milioni di euro (14.021 milioni di euro al 31 dicembre 2021).

SI STIMA UN CALO DELLA DOMANDA GAS

Per quanto riguarda l’evoluzione prevedibile di gestione, “le stime più recenti sull’evoluzione della domanda di gas naturale in Italia per l’anno in corso prevedono una flessione rispetto al 2021, in particolare per l’effetto dell’aumento dei prezzi energetici nel settore industriale e per temperature attese meno rigide” avverte Snam.

“L’attività di ottimizzazione della struttura finanziaria condotta negli ultimi sei anni ha portato alla riduzione del costo medio del debito lordo, con un valore medio al di sotto dell’1% nel 2021 rispetto al 2,4% del 2016 – ha proseguito l’azienda -. Si prevede che le attuali condizioni di mercato e lo scenario di tassi e credit spread potranno pesare nella rimanente parte dell’anno, seppur in maniera limitata grazie alle azioni di funding sul mercato dei capitali e all’esercizio di liability management conclusi a inizio 2022, nonché a linee di credito revolving stipulate nel corso del secondo trimestre e nel mese di luglio 2022. Tali azioni hanno consentito di completare il funding previsto a piano per il 2022, lasciando la seconda parte dell’anno per eventuali esercizi di pre-funding”.

SNAM NON ATTIVA SUL MERCATO RUSSO

Con riferimento al conflitto Russia-Ucraina, Snam precisa che “non è attiva nel mercato russo e non detiene partecipazioni, anche in joint venture, in società russe. Al momento, i flussi dalla Russia verso l’Europa sono diminuiti e hanno subito alcune interruzioni. La continua incertezza e il timore di ulteriori possibili implicazioni sul fronte degli approvvigionamenti continuano a tradursi in una significativa crescita dei prezzi del gas.

TAG (società a controllo congiunto) e GCA (società collegata) “sono le società partecipate estere con maggiore esposizione verso forniture di gas russo attraverso contratti per il trasporto. Impatti comunque limitati rispetto ai complessivi risultati del Gruppo potrebbero emergere qualora intervenissero prolungate interruzioni delle importazioni e/o la cancellazione dei contratti di durata pluriennale in essere (generalmente in quota parte coperti comunque da garanzie bancarie)”, sottolinea ancora Snam.

SI CONFERMA IL PROGRAMMA INVESTIMENTI 2022

In merito alla gestione operativa delle attività ricorrenti e alla realizzazione del programma di investimenti 2022, infine “si conferma il livello annunciato, con particolare riferimento ai business regolati, per supportare la crescita industriale di Snam. La guidance sull’utile netto 2022 è prevista in rialzo ad almeno 1,13 miliardi di euro, soprattutto grazie ai buoni risultati realizzati dalle associate, assumendo la stabilità del contributo delle consociate austriache”.

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