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Sorgenia, arrivano le offerte di A2a-Eph, Iren, F2i e Contourglobal

Sorgenia

Nel perimetro di cessione di Sorgenia anche la quota azionaria in Tirreno Power. Ravanelli (F2i): Se risultassimo vincitori apporteremo subito altri 500 megawatt tra l’eolico di Veronagest e le biomasse

Alla fine le offerte per Sorgenia sono arrivate. Puntuali alla scadenza, fissata per le 19, “sarebbero arrivate sul tavolo degli advisor Lazard , Colombo Associati e studio legale Molinari almeno quattro offerte”, scrive il Sole 24 Ore. E sarebbero quelle di F2i, Iren, A2A-Eph e Contourglobal interessante anche alla quota azionaria in Tirreno Power, anch’essa nel perimetro della cessione.

LE QUATTRO OFFERTE VINCOLANTI

Le offerte vincolanti, prosegue il Sole 24 Ore “sarebbero giunte dal tandem costituitosi tra A2a e la società dell’imprenditore ceco Daniel Kretinski Eph (cordata assistita dagli advisor finanziari di Rothschild), dall’ex municipalizzata di Reggio Emilia, Torino e Genova Iren (affiancata dai consulenti di Equita) e dal gruppo britannico Contourglobal. Dopo parecchia incertezza sulla sua partecipazione (o meno) al processo di vendita, è rientrato in campo F2i: un’offerta vincolante sarebbe arrivata anche dal gruppo finanziario infrastrutturale guidato da Renato Ravanelli affiancato dal fondo spagnolo Asterion che potrebbe partecipare con un’iniezione di circa 2oo milioni di curo. La cordata è assistita dall’advisor Mediobanca”. Tra i soggetti esteri esistono, invece, “dubbi sulla partecipazione del colosso tedesco dell’energia Rwe. Ora le banche azioniste di Sorgenia si prenderanno qualche giorno per valutare le offerte definitive”.

ANCHE TIRRENO POWER NEL PERIMETRO

“Nel perimetro di cessione è presente anche la quota azionaria in Tirreno Power. Quest’ultima partecipazione è motivo di discussioni con i potenziali acquirenti. L’impianto Tirreno Power, con la centrale di Vado Ligure, è infatti stato riconvertito. Sul sito rimane la centrale a gas, che non ha bisogno di investimenti straordinari. Ma è ugualmente in corso un processo per disastro ambientale”, evidenzia il quotidiano di Confindustria.

COSA OFFRONO LE AZIENDE IN GARA

“Iren sembra tra i soggetti più convinti sull’operazione, mentre in cordata con A2a ci sono i cechi di Eph: con ovvie considerazioni sulla spartizione degli asset in caso di vittoria. Il fondo F2i rappresenta invece un’opzione a se stante. Rischia di sparigliare le carte come unico acquirente finanziario rispetto al parterre di gruppi strategici in gara: un ruolo di terzo incomodo che potrebbe manifestarsi soprattutto se, grazie all’apporto di Asterion e grazie alla possibile leva finanziaria dell’operazione, sarà in grado di mettere sul piatto un prezzo maggiore capace di convincere le banche azioniste di Sorgenia”, evidenzia il Sole 24 Ore.

RAVANELLI (F2I): SORGENIA DEVE RESTARE ITALIANA

A sorpresa, ma Energiaoltre.it a suo tempo aveva espresso dubbi sull’uscita di scena, è rientrata anche F2i, il fondo di cui è amministratore delegato Renato Ravanelli che sempre dalle pagine del Sole 24 Ore ha chiarito i motivi della partecipazione: “No, nessuna sorpresa – risponde Ravanelli – Abbiamo lavorato a lungo sul dossier Sorgenia. Poi è arrivata l’operazione in Spagna, per noi molto importante visto che ci permette un salto di qualità. Una volta conclusa ci è stato fatto notare che comunque per Sorgenia avevamo messo in piedi un piano industriale importante, che non solo creerebbe valore per gli azionisti ma sarebbe significativo per il sistema Paese, una sorta di suggello finale all’operazione-ponte delle banche’. ‘Puntiamo su tre fattori: il rilancio industriale di Sorgenia, il mantenimento della sua indipendenza e il controllo italiano di assets strategici per il mercato. Sorgenia dovrà essere il leader nel processo di transizione energetica, e ha tutte le carte in regole per farlo potendo sviluppare le energie rinnovabili insieme alla tecnologia che le sostiene, ovvero i cicli combinati a gas’. Ma in concreto? ‘Se risultassimo vincitori apporteremo subito altri 500 megawatt tra l’eolico di Veronagest e le biomasse, come base di partenza. Poi siamo in grado di fornire tutto il supporto finanziario che servirà per lo sviluppo futuro, con opportunità che possono spaziare sul fronte estero. Non abbiamo vincoli finanziari. F2i ha da poco vinto la gara internazionale per la gestione dei 500 milioni del fondo Ania. E poi all’inizio del 2020 partiremo con un quinto round di raccolta, di taglia più rilevante’”.