Scenari

America e Giappone si accordano sul trasporto marittimo di pellet

giappone pellet

Il commercio di pellet tra America e Giappone è stato finora limitato. Ma per il futuro si prevede una crescita

La compagnia di navigazione giapponese Mitsui O.S.K. Lines ha firmato un accordo iniziale con il produttore statunitense di pellet Enviva per la creazione di una filiera più pulita per le biomasse che possa aiutare a ridurre le emissioni di gas serra generate dal trasporto marittimo.

RIDURRE LE EMISSIONI DEL TRASPORTO DI PELLET

Le due aziende lavoreranno allo sviluppo di una nave portarinfuse che dovrebbe emettere minori quantità di gas serra, e quindi ridurre le emissioni legate alla filiera del pellet trasportato in mare. Ci sarebbe anche la possibilità di utilizzare nuove tecnologie pulite, ad esempio dotando l’imbarcazione di un sistema di propulsione “hard sail” che permetta di sfruttare maggiormente l’energia del vento.

ENVIVA VUOLE ESSERE CARBON-NEUTRAL AL 2030

L’accordo aiuterà Enviva a raggiungere il suo obiettivo di neutralità carbonica entro il 2030. Il mese scorso l’azienda ha infatti annunciato di voler azzerare le proprie emissioni nette di gas serra in nove anni utilizzando pratiche di carbon offset (o di “compensazione del carbonio”) e acquistando energia rinnovabile.

Enviva e Mitsui O.S.K. Lines collaborano dal 2016, all’interno di un contratto di noleggio per il trasporto di pellet.

IL COMMERCIO DI PELLET TRA STATI UNITI E GIAPPONE

Gli spostamenti di pellet di legno dagli Stati Uniti al Giappone sono finora stati limitati, in realtà. Ma per il futuro si prevede una crescita quantitativa: lo scorso gennaio, ad esempio, è iniziato il contratto di Enviva con il gruppo giapponese Sumitomo per la fornitura di 250mila tonnellate di pellet all’anno, per quindici anni.

Enviva ha firmato altri contratti con dei clienti giapponesi per circa 3,4 milioni di tonnellate di pellet all’anno. Le consegne dovrebbero iniziare nel periodo 2021-2025.

Solo nel mese di gennaio il Giappone ha importato 26,7 tonnellate di pellet dagli Stati Uniti; in tutto il 2020 ne aveva acquistate appena 31 tonnellate.

GLI OBIETTIVI DEL GIAPPONE SULLE EMISSIONI

Il paese, che vuole raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050, vuole aumentare la combustione di biomasse nelle proprie centrali a carbone per ridurre le emissioni di anidride carbonica.

La società elettrica Okinawa Electric Power, per esempio – che gestisce diverse centrali a carbone nel sud del Giappone –, prevede di arrivare ad utilizzare 30mila tonnellate all’anno di pellet, riducendo le emissioni di CO2 di circa 40mila tonnellate all’anno.