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Il Giappone vuole raggiungere la neutralità carbonica nel 2050

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La decisione del Giappone potrebbe essere stata influenzata dalla Cina, che ha annunciato il raggiungimento della neutralità carbonica entro il 2060

Il Giappone raggiungerà la “neutralità carbonica”, ovvero l’azzeramento delle emissioni nette di anidride carbonica, entro il 2050. Lo ha annunciato ieri il nuovo primo ministro Yoshihide Suga in un discorso al parlamento.

COSA HA DETTO SUGA

Suga ha detto che “rispondere al cambiamento climatico non è più un vincolo alla crescita economica. Dobbiamo cambiare il nostro modo di pensare, in modo che adottare misure assertive contro il cambiamento climatico porti a cambiamenti nella struttura industriale e nell’economia”.

Suga ha aggiunto che l’innovazione sarà cruciale per raggiungere l’obiettivo – ha menzionato le celle fotovoltaiche di nuova generazione e le tecnologie per il riciclo del carbonio – e ha promesso investimenti in ricerca e sviluppo, ma anche deregolamentazioni e “investimenti verdi”, ha riassunto il Washington Post.

Tra le altre cose, Suga ha parlato di un “cambiamento radicale” nelle politiche sull’utilizzo del carbone.

I PRECEDENTI IMPEGNI

Il Giappone è il quinto maggiore emettitore di anidride carbonica al mondo ed è stato spesso criticato dai gruppi ambientalisti per aver continuato a promuovere, negli anni, la realizzazione di centrali a carbone, sia in patria che all’estero.

In precedenza, Tokyo si era impegnata a ridurre le emissioni soltanto dell’80 per cento (rispetto ai livelli del 2013-2014) entro il 2050, per poi raggiungere la neutralità carbonica il prima possibile nella seconda metà del secolo. Adesso, invece, si è allineata sia all’Unione europea, che vuole arrivare alla neutralità climatica entro il 2050, che alla Cina, che ha annunciato un obiettivo simile per il 2060.

È possibile che la decisione di Suga sia stata influenzata proprio dall’annuncio cinese, oltre che dalla possibilità di una vittoria di Joe Biden alle elezioni presidenziali negli Stati Uniti: anche Biden promette di azzerare le emissioni nette americane entro il 2050.

La Cina è il paese responsabile della maggiore quantità di emissioni di gas serra a livello globale, seguita dagli Stati Uniti. Stati Uniti, Cina e Giappone sono, nell’ordine, le tre economie più grandi al mondo.

LA SITUAZIONE ENERGETICA ATTUALE

Nel 2017 oltre il 41 per cento dell’elettricità in Giappone veniva generata dal carbone e dal petrolio, e un altro 40 per cento dal gas naturale. La quota delle rinnovabili era circa del 16 per cento, mentre quella del nucleare del 3 per cento.

Il piano energetico giapponese – stilato nel 2015 e rivisto nel 2018 – prevede di portare la quota delle rinnovabili fino al 22-24 per cento entro il 2030, e quella del nucleare al 20-22 per cento. È tuttavia possibile che vengano fissati nuovi target, specialmente per le rinnovabili, magari puntando sull’eolico offshore.

Oltre alle rinnovabili e al nucleare, il governo di Suga sta anche esaminando le potenzialità dell’idrogeno. Quanto al carbone, potrebbe continuare ad essere utilizzato solo se affiancato da tecnologie adeguate di cattura e stoccaggio del carbonio.