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Stellantis, a Termoli scocca la scintilla con l’elettrico

La casa automobilistica, nata dalla fusione di Fca con Psa, investirà 30 miliardi entro il 2025 nell’elettrificazione e ha deciso di aprire in Italia la terza Gigafactory. Soddisfatti i sindacati


Stellantis ha le idee chiare e un piano ambizioso: vuol diventare leader di mercato nei veicoli a basse emissioni (Lev). Per realizzare questo obiettivo la società guidata da Carlos Tavares oggi ha annunciato di prevedere di investire oltre 30 miliardi entro il 2025 nell’elettrificazione e nello sviluppo del software, inclusi gli investimenti azionari effettuati in joint venture per il finanziamento delle rispettive attività. Il fabbisogno di batterie e componenti per veicoli elettrici sarà soddisfatto grazie a un totale di cinque “gigafactory” in Europa e in Nord America.

LA STRATEGIA

Da qui al 2030, il mix Lev di Stellantis per le autovetture è destinato a crescere stabilmente in Europa oltre il 70%. Si tratta di 10 punti percentuali in più rispetto alle attuali ipotesi del settore sul mix del mercato generale. Negli Stati Uniti, invece, il mix Lev di Stellantis per autovetture e veicoli commerciali leggeri dovrebbe superare il 40% entro il 2030.

L’azienda riconferma l’impegno a espandere la sua leadership nei veicoli commerciali in Europa, a rafforzare la propria posizione in Nord America e a diventare leader mondiale nei veicoli commerciali elettrici. Facendo leva sulle conoscenze e sulle sinergie disponibili, nei prossimi tre anni il percorso di elettrificazione dei veicoli commerciali si estenderà a tutti i prodotti e a tutte le Region, anche con l’offerta di furgoni alimentati da celle a combustibile a idrogeno entro la fine del 2021.

GIGAFACTORY IN ARRIVO

La roadmap di Stellantis per l’elettrificazione abbraccia l’intera catena del valore. Con la sua strategia di approvvigionamento delle batterie per i veicoli elettrici, l’azienda prevede di assicurarsi oltre 130 gigawattora (GWh) di capacità entro il 2025 e oltre 260 GWh entro il 2030. Il fabbisogno di batterie e componenti per EV sarà soddisfatto grazie a un totale di cinque “gigafactory” in Europa e in Nord America, a cui si aggiungeranno altri contratti di fornitura e partnership a supporto della domanda totale.

Stellantis ha fatto gioco di squadra e firmato accordi con due partner attivi nell’estrazione di litio geotermico dalle brine in Nord America e in Europa per assicurarsi un approvvigionamento sostenibile di litio, identificato come la materia prima per batterie più critica in termini di disponibilità, e per avere la possibilità di integrare il litio così acquisito nella supply chain.

Non solo approvvigionamento, ma anche batterie meno costose. L’obiettivo è quello di ridurre i costi dei pacchi batterie di oltre il 40% tra il 2020 e il 2024 e di un ulteriore 20% o più entro il 2030. Tutti gli aspetti del pacco batterie possono concorrere alla riduzione dei costi: l’ottimizzazione generale del pacco, la semplificazione del formato dei moduli, l’aumento delle dimensioni delle celle e i progressi nella chimica delle batterie. L’azienda ha ben in mente l’economia circolare, dato che intende massimizzare il valore delle batterie nell’intero ciclo di vita attraverso la riparazione, la rigenerazione, il riutilizzo e il riciclo e creare un sistema sostenibile, ponendo al centro le esigenze dei clienti e le tematiche ambientali.

Oltre alle batterie, anche i veicoli elettrici nel loro complesso non devono essere troppo costosi. Stellantis, punta a rendere il costo totale di queste vetture equivalente a quello dei veicoli con motore a combustione interna entro il 2026.

BATTERIE CHE DURANO

Non solo batterie con costi contenuti, ma anche che durino. L’autonomia e la ricarica rapida sono fattori cruciali per l’adozione su larga scala dei veicoli elettrici. Stellantis affronta questa sfida con un’offerta che raggiunge autonomie di 500-800 km, con capacità di ricarica rapida di 32 km al minuto.

Stellantis offrirà una gamma completa di soluzioni per clienti privati, aziende e flotte dirette a semplificare la gestione dei veicoli agli acquirenti. Le proposte comprenderanno offerte di ricarica intelligente per l’uso quotidiano basate su fonti di energia sostenibili, che sfrutteranno le partnership esistenti per ampliare le opzioni di ricarica e accelerare l’uso delle smart grid.

Quattro piattaforme costituiscono l’ossatura portante dei veicoli elettrificati dei brand Stellantis. Le piattaforme sono progettate con un alto livello di flessibilità (lunghezza e larghezza) e condivisione dei componenti, creando economie di scala con cui ogni piattaforma potrà supportare fino a due milioni di unità ogni anno.

Le quattro piattaforme sono: STLA Small, con un’autonomia fino a 500 km; STLA Medium, con un’autonomia fino a 700 km; STLA Large, con un’autonomia fino a 800 km e STLA Frame, con un’autonomia fino a 800 km.

I pacchi batterie saranno configurati in modo differenziato per diverse tipologie di veicoli – dalle configurazioni più piccole per le city car fino ai pacchi ad alta densità energetica destinati ai veicoli commerciali e alle vetture ad alte prestazioni. Per il 2024 è previsto l’impiego di due tipologie di batterie in risposta alle diverse esigenze dei clienti: un’opzione ad alta densità energetica e un’alternativa priva di nichel e cobalto. Per il 2026 è invece prevista l’introduzione della prima tecnologia competitiva per le batterie allo stato solido.

SODDISFATTI I SINDACATI

Coro unanime tra le organizzazioni dei lavoratori, che giudicano positiva la costruzione della Gigafactory in Italia, a Termoli.

“L’annuncio dell’ad Stellantis Tavares viene considerato molto positivo da parte della Fismic Confsal in quanto era pregiudiziale per la nostra organizzazione che la terza Gigafactory del gruppo venisse costruita in Italia”, ha affermato Roberto Di Maulo segretario generale Fsimic Confsal. “Il fatto che si sia scelto il sito di Termoli – ha spiegato Di Maulo – dimostra che avevamo ragione quando abbiamo richiesto con forza al ministro Giorgetti, in sede ministeriale, di agevolare in tutti i modi la costruzione della Gigafactory in Italia.

“L’abbiamo ribadito e richiesto in tutti i tavoli negoziali e di confronto che abbiamo avuto nelle ultime settimane con Stellantis e con il Governo Italiano. L’obiettivo principale era fare in modo che la Gigafactory di Stellantis fosse localizzata nel nostro Paese”. Lo hanno evidenziato Roberto Benaglia segretario generale Fim-Cisl e Ferdinando Uliano segretario nazionale Fim-Cisl responsabile settore auto.

Francesca Re David, segretaria generale Fiom-Cgil e Michele De Palma, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile automotive hanno sottolineato che: “L’annuncio da parte del ceo di Stellantis Carlo Tavares, nell’ambito della Electrification Day, della realizzazione della terza gigafactory del gruppo automobilistico in Italia è una scelta importante che va nella direzione delle richieste sostenute dalle mobilitazioni che da tempo la Fiom con i lavoratori a partire da Torino e in tutta Italia avanzano da anni all’azienda e al Governo. La strategia di elettrificazione e di digitalizzazione , che sarà sostenuta da nuovi importanti investimenti pubblici (compreso il Pnrr) e privati, deve recuperare un ritardo di anni e deve prevedere la riapertura del tavolo nazionale con i Ministeri competenti per un confronto sul piano industriale e occupazionale”.

Sul tema è intervenuto su twitter Luigi Sbarra, segretario generale della Cisl, scrivendo che: “L’annuncio della Gigafactory Stellantis a Termoli è un investimento importante, un segnale di fiducia per il nostro paese ed in particolare per il Mezzogiorno, che apre la strada alla transizione ecologica, premiando il ruolo responsabile del sindacato nel rilancio dell’azienda”.

BENE DECISIONE DI STELLANTIS ANCHE PER MOTUS-E

“Con la decisione di Stellantis di insediare una gigafactory a Termoli, nel Sud Italia, la svolta verso l’elettrico diventa definitiva e non più discutibile. Anche la politica, ed in particolare il Governo, ha dato finalmente un segnale importante verso la transizione della elettromobilità. La maggiore industria automobilistica, presente nel nostro paese, compie un passo decisivo verso la creazione di un ecosistema industriale, che sarà di ispirazione anche per gli altri e punto di riferimento per un nuovo indotto che si verrà a creare. Come Motus-E abbiamo impiegato tutte le nostre forse, in questi tre anni, per dialogare con i decisori sull’importanza di una scelta del genere che finalmente oggi diventà realtà”. Lo scrive in una nota Motus-E, associazione italiana che raggruppa tutti gli attori della mobilità elettrica in Italia.

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