La Commissione Finanze approva la stretta sulle chiamate commerciali nonostante il parere contrario del Governo. Sventato il tentativo di eliminare l’obbligo del numero identificativo e la nullità dei contratti.
La lotta alle telefonate moleste segna un punto decisivo a favore dei cittadini. La Commissione Finanze del Senato ha approvato un emendamento al decreto Accise ter che estende il divieto di telemarketing selvaggio, già previsto per i settori di luce e gas, anche al comparto delle telecomunicazioni. È quanto emerge dai lavori parlamentari sulla conversione del provvedimento atteso ora in Aula, che conferma la volontà dei senatori di rafforzare la tutela dei consumatori domestici e il loro diritto di scelta, nonostante il parere non favorevole espresso dall’esecutivo durante la votazione.
LE REAZIONI DELLE ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI
Il Codacons ha accolto con favore la decisione, parlando esplicitamente di un “blitz sventato” a danno dei cittadini. Secondo l’associazione, era stato presentato un emendamento definito incomprensibile che avrebbe rappresentato un pericoloso passo indietro nelle tutele. “Ora finalmente le tutele previste per l’energia elettrica ed il gas si estenderanno anche al settore delle tlc”, spiega l’associazione, ricordando che si attendono ora i provvedimenti operativi di Agcom e Garante Privacy che scatteranno il prossimo 19 giugno.
Anche Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, ha definito l’estensione del divieto una “ottima notizia”, sottolineando come gli italiani siano stufi di ricevere chiamate invasive. Dona ha inoltre aggiunto una nota polemica sulla tecnica legislativa: “Certo non si può dire che la materia sia attinente ad un decreto legge sulle accise, ma se il Parlamento è oramai privato delle sue competenze in materia legislativa e costretto quasi soltanto a ratificare i provvedimenti d’urgenza del Governo, allora si tratta di legittima difesa”.
IL COMMENTO DEI PROMOTORI DELLA STRETTA
Soddisfazione è stata espressa anche dai senatori della Lega Massimo Garavaglia, presidente della commissione Finanze, e Giorgio Maria Bergesio. “È un segnale importante a tutela dei cittadini, spesso bersaglio di telefonate invasive e ingannevoli”, hanno dichiarato in una nota congiunta, ricordando che si tratta di un impegno già preso in precedenza dal partito. L’emendamento approvato, a prima firma dello stesso Garavaglia, mira a garantire regole più efficaci contro le molestie commerciali, un tema su cui la Commissione ha lavorato intensamente analizzando diverse formulazioni del testo.
DALL’ENERGIA ALLE TLC: COSA PREVEDE LA NUOVA NORMA
La formulazione che ha ottenuto il via libera mantiene l’impianto rigido adottato lo scorso aprile con il decreto bollette. In concreto, decorsi sessanta giorni dall’entrata in vigore della disposizione, sarà vietato effettuare sollecitazioni commerciali telefoniche o via messaggio per la proposta di nuovi contratti. Il professionista potrà contattare il consumatore solo in due casi specifici: se vi è stata una richiesta esplicita dell’utente tramite interfacce informatiche (come i siti web ufficiali) o se il contatto riguarda già propri clienti che hanno espresso un consenso specifico per ricevere offerte commerciali.
Un punto cardine della norma resta l’obbligo di utilizzare numeri identificativi univoci: se la chiamata non permette di risalire chiaramente al professionista, il contratto eventualmente stipulato sarà considerato nullo.
IL GIALLO DELLA RIFORMULAZIONE E IL TESTO SCARTATO
Durante la mattinata di discussione in Commissione, si era temuto un indebolimento della riforma. Era stata infatti presentata una terza versione dell’emendamento (il cosiddetto “testo 3”) che appariva molto più generica. Questa proposta eliminava il riferimento specifico ai settori, ma cancellava anche le disposizioni sulla nullità del contratto in mancanza di numero univoco e le possibilità per il consumatore di avvalersi dei servizi di conciliazione dell’Autorità per l’energia.
Questo testo prevedeva un divieto tout court ma privo degli strumenti sanzionatori più efficaci. Tuttavia, dopo il dibattito, questa versione non è stata formalizzata né posta al voto, preferendo tornare alla versione che garantisce maggiore continuità con le tutele già attive per l’energia.
ALTRE MISURE FISCALI: DAL CONCORDATO AI CARBURANTI
Oltre al telemarketing, la Commissione ha affrontato altri nodi del pacchetto fiscale. È stato approvato un emendamento del Governo che fa confluire nel provvedimento attuale anche il successivo decreto carburanti quater.
Sul fronte del concordato preventivo biennale, l’emendamento di Antonella Zedda (FdI) è stato ritirato, mentre la proposta di Claudio Lotito (FI) sul ravvedimento operoso per chi aderisce al concordato nel 2026-2027 è stata trasformata in un ordine del giorno con l’impegno del Governo a trovare una soluzione futura.
GLI EMENDAMENTI RITIRATI E LE PROPOSTE SULLA SICUREZZA ENERGETICA
I lavori in Commissione hanno visto anche il ritiro di diverse proposte di peso. Sono saltati gli emendamenti della maggioranza che miravano alla non pignorabilità dei conti correnti e quelli relativi al collegamento obbligatorio tra pagamenti elettronici e registratori di cassa.
Ritirate anche le proposte della Lega sui rimborsi Iva e la valorizzazione del Ministero della Difesa per la creazione di comunità energetiche rinnovabili nazionali (Cer). Infine, non hanno trovato spazio le proposte di Forza Italia e Lega per la costituzione di una nuova piattaforma informatica dedicata, né i testi che puntavano a legare maggiormente la sicurezza energetica nazionale al contributo del dicastero della Difesa.


