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Studio IIPH: cambiamento climatico sta già danneggiando la salute delle persone

Clima Foresta

Lo scenario emerge dal documento “Climate Change Is A Health Crisis”, realizzato dall’Italian Institute for Planetary Health (IIPH) insieme all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma

Nel 2020 l’Italia ha segnato uno degli incrementi di temperatura maggiori in tutta Europa, con +1,54 °C rispetto alla media del periodo 1961-1990 e continua a surriscaldarsi più velocemente della media globale”. È uno dei dati contenuti nel dossier “Il cambiamento climatico in Italia: l’impatto sulla salute umana e i processi di adattamento. Lo scenario italiano alla luce del documento “Climate Change Is A Health Crisis”, realizzato dall’Italian Institute for Planetary Health (IIPH) insieme all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma.

IL CAMBIAMENTO CLIMATICO STA GIÀ DANNEGGIANDO LA SALUTE DELLE PERSONE

Il cambiamento climatico impatta sulla salute e sul benessere umano in vari modi: patologie, lesioni e morti causate da eventi climatici estremi come inondazioni, incendi e ondate di calore; aumento della diffusione di malattie trasmesse da zanzare e mosche; aumento della prevalenza di problemi cardiovascolari causati dal caldo estremo e problemi respiratori legati all’inquinamento dell’aria; problemi di sicurezza alimentare; aumentato rischio di sviluppo di malattie mentali; effetti su mezzi di sussistenza migrazione e conflitti.

Queste condizioni ed esiti di salute sono sensibili al clima sia per vie dirette (ad esempio il calore, le inondazioni) che indirette (ad esempio i vettori di malattie, gli allergeni, l’inquinamento dell’aria e dell’alterazione del sistema alimentare). Nel 2019 si stimava che le malattie sensibili al clima comprendessero il 69,9% dei decessi globali, di cui quelle cardiovascolari costituivano la percentuale maggiore il (32,8%).

L’impatto del cambiamento climatico sulla salute è dunque già presente e in via di peggioramento, colpendo in modo schiacciante le comunità svantaggiate ed emarginate e aggravando disuguaglianze sanitarie già esistenti. Una rapida e decisa riduzione delle emissioni e una strategia di risposta al cambiamento basata sulle evidenze scientifiche possono diminuire notevolmente i futuri rischi per la salute.

NECESSARIE MISURE MAGGIORI PER PROTEGGERE LA NOSTRA SALUTE

Abbiamo molte soluzioni a portata di mano per ridurre i rischi per la salute associati al cambiamento climatico, ma sono necessarie ancora molte altre azioni. Rendere la salute umana resiliente a tali cambiamenti richiede di prevenire gli impatti del cambiamento climatico stesso, identificando le popolazioni vulnerabili e migliorando le misure di protezione della salute. Tra queste, la riduzione delle disuguaglianze socio economiche può attenuare, inoltre, anche la vulnerabilità delle persone nei confronti dei rischi per la salute legati al clima.

SOLUZIONI CHE AVVANTAGGIANO SIA LA NOSTRA SALUTE CHE L’ECONOMIA

I benefici per la salute superano di gran lunga i costi della messa in pratica di quelle azioni volte al miglioramento del clima. Strategie ben progettate per la riduzione delle emissioni di gas serra e per il rafforzamento della resilienza al cambiamento climatico hanno risultati e benefici significativi per la salute e il benessere: acqua, aria e suolo più puliti; miglioramento della salute mentale; comunità più attive e resilienti; diete più sane e molto altro.

I cosiddetti spazi verdi urbani, compresi gli orti urbani, possono portare beneficio alla coesione sociale, alla salute mentale e al benessere di adulti e bambini, e ridurre l’impatto sulla salute delle ondate di calore, contribuendo a ridurre le temperature. Questo processo contribuisce a diminuire le disuguaglianze nell’esposizione allo stress da calore per i gruppi a basso reddito e svantaggiati.

Investire in infrastrutture di base universali, compresi i servizi igienici, l’acqua potabile, il drenaggio delle acque, l’elettricità può trasformare le opportunità di sviluppo, ridurre le disuguaglianze, aumentare la capacità di adattamento e ridurre la vulnerabilità ai rischi legati al clima.

RICCIARDI: COMBATTERE CAMBIAMENTO CLIMATICO, HA IMPATTO ENORME SU SALUTE MENTALE

Per Walter Ricciardi, Professore ordinario d’Igiene e Medicina Preventiva presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, “il Rapporto delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico, pubblicato due mesi fa, è stato silenziato. In Italia non ha avuto alcun ascolto, eppure è strano, lo stiamo vedendo in questi giorni, perché il nostro è uno dei Paesi più colpiti dal cambiamento climatico e forse quello che necessita di più di interventi urgenti”.

L’Italia, ha aggiunto Ricciardi, “è il Paese che ha avuto il maggior numero di incendi in Europa, il secondo al mondo, e che ha la più alta desertificazione, come stiamo vedendo dalla siccità del Po, dalla difficoltà di irrigare la Pianura Padana. È il Paese che sta vivendo più ondate di calore, quello che sta vedendo l’insorgenza di nuove malattie infettive da vettori, sono già 3 i morti per West Nile Fever, una malattia trasmessa dalle zanzare, che stanno ritornando a infestare parti importanti del nostro territorio. È importante combattere questo cambiamento climatico, abbiamo le soluzioni ma vengono largamente ignorate, anche perché questo ha un impatto enorme sulla salute mentale della popolazione e sul benessere”.

REMUZZI: I COMPORTAMENTI INDIVIDUALI SONO IMPORTANTI, IL CIBO È IMPORTANTE

Quello dei cambiamenti climatici è un tema che tocca da vicino anche le abitudini alimentari dei cittadini, come ha sottolineato il prof. Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS: “I comportamenti individuali sono importanti, il cibo è importante. Pensate che mangiare bene fa risparmiare molti morti. Tenete conto che cattive scelte alimentari fanno più morti che tabacco, droga, alcol e cattive abitudini sessuali messe insieme”.

Tutto questo “ha anche una ricaduta sul clima. Un lavoro del Lancet di un paio d’anni fa faceva vedere l’impatto di ciascuna singola scelta alimentare sulla salute del pianeta. È un lavoro straordinario che fa vedere quanto è importante ciò che noi mangiamo ogni giorno sulla generazione di CO2, sul consumo di suolo e di energia, sul benessere degli altri abitanti della Terra. Siamo tutti nella stessa condizione, è molto importante realizzarlo. Il contributo che noi possiamo portare, dal punto di vista degli studi sull’alimentazione corretta, alla salute del pianeta, arriva al 25%”.

CADEDDU (IPHH): COSTRUIRE UN SISTEMA SALUTE RESILIENTE

Il Report, presentato dalla dottoressa Chiara Cadeddu, coordinatrice scientifica dell’IIPH, lancia un allarme rivolto ai decisori politici affinché si intervenga con urgenza, come fatto per affrontare il Covid: “Occorre costruire un sistema salute resiliente, implementando meccanismi di allerta e di risposta rapida e assicurando la disponibilità di risorse adeguate, con una governance dell’adattamento che sia coordinata a più livelli, in modo da creare sinergie tra il livello locale, regionale e nazionale”.

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