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Giornali

Superbonus, Eni e Confindustria: ecco cosa c’è sui giornali di oggi

Le aree terremotate del 2016 potrebbero rientrare nel superbonus, mentre Eni è pronta ad aggregarsi con Ithaca Energy per acquisire alcuni asset in Uk mentre Antonio Gozzi ha deciso di non fare ricorso dopo la sua esclusione nella corsa alla presidenza di Confindustria: cosa scrivono i giornali di oggi

Si apre uno spiraglio per reintrodurre le aree del terremoto del 2016 all’interno del Superbonus, dopo la scure del Governo che si è abbattuta sull’incentivo. Sul tavolo due ipotesi: la riapertura di sconti e cessioni per le sole abitazioni principali di cittadini entro una soglia di reddito predeterminata oppure aumentare i fondi del contributo parametrico, e compensare per quella via l’aiuto che viene meno dal Superbonus. Intanto, si registra l’avvio di una trattativa esclusiva tra Ithaca Energy ed Eni per una potenziale aggregazione riguardante gli asset presenti nel Regno Unito. Mentre si avvia alle battute finali la scelta per la presidenza di Confindustria dopo la scelta dell’escluso Antonio Gozzi di non fare ricorso e aprire una trattativa con i due rimasti in corsa, cioè Edoardo Garrone ed Emanuele Orsini.

SUPERBONUS, PARTE LA TRATTATIVA SUI CANTIERI NELLE AREE DEL TERREMOTO 2016

“L’agitazione prodotta nella maggioranza dalla nuova tagliola sui crediti d’imposta piombata a sorpresa in consiglio dei ministri martedì sera è stata resa plasticamente dal pressing subìto ieri dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, arrivato alla Camera per il question time. Più di un parlamentare si è avvicinato al titolare dei conti per sottoporgli richieste di correttivi su questa o quella fattispecie, ma a tutti Giorgetti avrebbe ripetuto che i margini per modifiche sono strettissimi”. È quanto riporta Il Sole 24 Ore di oggi. “(…) Com’era facile prevedere, proprio lo stop a cessioni del credito e sconti in fattura per le zone colpite dal terremoto del 2016, escluse dalla tagliola fatta scattare nel febbraio 2023, è il filone politicamente più delicato all’interno di un blocco a tutto campo che coinvolge anche le Onlus e le Rsa. La notizia è arrivata del tutto inattesa anche negli uffici che si occupano della ricostruzione, e che temono il blocco delle opere attese da anni. Il negoziato interno alla maggioranza, in cui peraltro Fratelli d’Italia esprime dal gennaio 2023 il commissario per la ricostruzione del Centro Italia, è andato avanti fino all’ultimo. Sul tavolo due ipotesi: la prima, avanzata dal ministero dell’Economia, offriva la riapertura di sconti e cessioni per le sole abitazioni principali di cittadini entro una soglia di reddito predeterminata, sul modello di quanto deciso l’anno scorso per le villette. Il partito della premier ha spinto invece per un patto su una modifica da introdurre in Parlamento per aumentare i fondi del contributo parametrico, e compensare per quella via l’aiuto che viene meno dal Superbonus. (…)”, prosegue il quotidiano.

“La decisione di tirare il freno alla cessione dei crediti anche nelle aree terremotate misura del resto il livello di allarme sui conti pubblici che ha portato Giorgetti al nuovo intervento. A due settimane dal Def che dovrà ridefinire numeri e prospettive dei saldi di finanza pubblica non si è ancora fermato il contatore del deficit 2023, che dovrebbe superare di qualche decimale anche il 7,2% del Pil (quasi 60 miliardi in più rispetto ai calcoli del Def di aprile, 39 in più invece nel confronto con la NaDef di fine settembre) mentre anche intorno al disavanzo 2024 si moltiplicano le incognite (…)”, si legge sul Sole 24 Ore.

ENERGIA, ENI TRATTA IN ESCLUSIVA CON ITACHA ENERGY PER GLI ASSET UK

“Trattativa esclusiva tra Ithaca Energy ed Eni per una potenziale aggregazione di asset con il business britannico upstream di Eni, inclusi gli asset Neptune Energy recentemente acquisiti”. È quanto si legge su Il Sole 24 Ore di oggi.

CONFINDUSTRIA, TRA GARRONE E ORSINI DIECI VOTI DI DISTANZA

“Nessuno ha la vittoria in tasca, anche perché la scelta dell’escluso Antonio Gozzi di non fare ricorso e aprire una trattativa con i due rimasti in corsa tiene la situazione aperta. C’è chi si sente più vicino alla presidenza di Confindustria, come il numero uno della Erg e del Sole 24 Ore ,Edoardo Garrone, che considera di avere una decina di preferenze in più tra i 185 delegati del Consiglio generale di viale dell’Astronomia rispetto all’imprenditore del legno e dei prosciutti, oltre che vicepresidente uscente, l’emiliano Emanuele Orsini. I conti però sono fatti dai sostenitori di Garrone, che vanta lo zoccolo duro di Assolombarda, del Nord-Ovest e della Romagna. I supporter di Orsini sono convinti di avercela già fatta e di avere la maggioranza dei voti”. È quanto scrive La Repubblica di oggi. “Da aspirante presidente mancato di viale dell’Astronomia, l’altro ligure, il numero uno di Federacciai e della Duferco Gozzi, volta pagina. Ieri ha inviato una lettera ai probiviri di Confindustria per chiedere ancora lumi rispetto alle delibere che i saggi non hanno accolto. (…) È deciso, comunque, a non appellarsi alla magistratura ordinaria. Questione di rispetto per il ruolo che ricopre, in Federacciai, e per la stessa Confindustria. Questo non vuol dire che uscirà di scena. (…) L’incontro con i sostenitori per Gozzi è stato un modo per smentire le voci di un accordo già fatto con Orsini per fare il vice. Al massimo, nella squadra di Orsini, se sarà lui il prescelto nel Consiglio generale del 4 aprile, potrebbero trovare spazio sostenitori del presidente di Federacciai, come qualche big del settore, come Giuseppe Pasini. (…)Orsini però conta sul lavoro al Sud fatto dell’ex presidente Antonio d’Amato e sui voti delle partecipate di Stato. Dai ministeri trapela una preferenza per lui. Qualcuno tra i grandi industriali teme che il governo Meloni preferisca l’emiliano per avere in viale dell’Astronomia un presidente ancora più morbido.”, ha concluso il quotidiano.

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