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TotalEnergies, il sindacato Uk annuncia scioperi

TotalEnergies

La compagnia dei lavoratori Unite ha programmato una serie di giorni di blocco  del lavoro negli impianti della TotalEnergies. Le interruzioni scatteranno dal 6 dicembre e riguarderanno gli stabilimenti di Elgin-Franklin, Culzean e l’impianto gas di Shetland.

Gli scioperi annunciati dal sindacato britannico partiranno domani e coinvolgeranno circa 300 membri di Unite. I blocchi arrivano in un momento particolarmente instabile sul fronte dei prezzi e di scarsità dello stoccaggio di gas, scrive l’agenzia SP Global.

La decisione arriva dopo che TotalEnergies e PBS stavano lavorando alla ricerca di una risoluzione anche tramite Acas, il servizio di relazioni industriali.

IL PIANO

Come si legge dall’analisi dell’agenzia londinese, le operazioni di blocco dovrebbero durante l’intero arco delle giornate calendarizzate, ma ogni arresto degli impianti potrebbe causare ritardi oltre le 24 ore.

Le strutture coinvolte sono le più importanti del territorio britannico,  scrive ancora la SP Global. Saranno, infatti, quelle di Elgin-Franklin, Culzean e Shetland.

LE RAGIONI DELLO SCIOPERO

A spingere i lavoratori e i sindacati a bloccare gli impianti è una problematica contrattuale irrisolta con il fornitore PBS. Come scrive l’agenzia ci sono poi alcuni licenziamenti presi in conto dalla società petrolifera che come previsto non sono ben accetti dai dipendenti.

Secondo il segretario generale di Unite, Sharon Graham, “I membri di Unite a Ponticelli / Semco hanno dato un messaggio clamoroso ai loro datori di lavoro a seguito di un voto schiacciante a favore dell’azione di sciopero”.

“Questi lavoratori non meritano il trattamento che viene inflitto da questi datori di lavoro e si rifiutano di permettere questo attacco ai loro posti di lavoro, retribuzioni e condizioni. Questo voto dimostra che sono pronti a reagire” ha poi concluso il numero uno del sindacato.

La risposta di PBS è giunta per bocca del suo direttore, Andreas Christophersen. Riporta SP che “nonostante i nostri migliori sforzi per evitare azioni sindacali, non siamo ancora stati in grado di raggiungere un accordo. PBS ha fatto un’offerta rafforzata e siamo rimasti delusi dal fatto che non sia stata accettata”.

“Tuttavia abbiamo chiesto che i sindacati si uniscano a noi nei colloqui con Acas sull’avvio di un processo di mediazione per portare la controversia a una conclusione. Continueremo a lavorare con i rappresentanti dei nostri dipendenti e con i sindacati” ha concluso il vertice della compagnia.

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