Entra ufficialmente in vigore oggi la Legge 15 gennaio 2026, n. 4, che converte con modificazioni il decreto-legge n. 175 del novembre scorso meglio conosciuto come Dl Transizione 5.0. Il provvedimento, promulgato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e controfirmato dai vertici del Governo, definisce il quadro normativo urgente per il Piano Transizione 5.0 e la produzione di energia da fonti rinnovabili. La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (Serie Generale n. 15 del 20 gennaio 2026) sancisce l’immediata operatività di un testo che mira a riordinare gli incentivi alle imprese e a disciplinare con maggior rigore l’installazione di impianti su suolo agricolo e aree industriali.
Di seguito analizziamo nel dettaglio le novità introdotte dal provvedimento, rimodulando il contenuto del testo legislativo per chiarezza e fruibilità.
SCADENZE E VIGILANZA GSE SUL PIANO TRANSIZIONE 5.0
Il cuore del provvedimento riguarda la gestione temporale e il controllo dei crediti d’imposta. La legge fissa al 27 novembre 2025 il termine ultimo per la presentazione delle comunicazioni relative agli investimenti. Per le pratiche inviate tra il 7 e il 27 novembre 2025, qualora emergano dati non corretti o documentazione incompleta, il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) potrà richiedere integrazioni. Le imprese avranno un termine perentorio, comunque non oltre il 6 dicembre 2025, per sanare le irregolarità; il mancato rispetto di questa finestra temporale comporterà la decadenza della procedura e la perdita del credito d’imposta.
Il legislatore ha posto un paletto rigido: non sarà possibile sanare in un secondo momento la mancanza di elementi essenziali riguardanti la certificazione della riduzione dei consumi energetici. Parallelamente, vengono rafforzati i poteri del GSE. L’ente non si limiterà a controlli formali, ma eserciterà una vigilanza sostanziale sui soggetti abilitati al rilascio delle certificazioni, verificando nel merito la rispondenza tecnica dei progetti alle normative. In caso di irregolarità rilevate, il GSE annullerà la prenotazione del credito, comunicandolo all’Agenzia delle Entrate per il recupero delle somme maggiorate di interessi e sanzioni.
