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Scioperi, Trump, Iran e Libia: perchè il mercato del petrolio è in fibrillazione

Petrolio

Trump pronto ad incontrare Rohani per discutere delle sanzioni

Uno sciopero dei lavoratori nel Mare del Nord, la guerra civile in Libia, la crisi del Venezuela e gli effetti negativi delle sanzioni all’Iran: il mercato del petrolio è in fibrillazione. Una serie di eventi negativi, infatti, potrebbero far crollare il prezzo del greggio che in queste ore sembra ancora mantenere una certa stabilità: il Wti cala di “soli” 36 centesimi a 69,77 dollari al barile (si mantiene tutto sommato intorno ai 70 dollari), il Brent cede 35 centesimi a 74,67 dollari.

Al momento, a catturare maggiormente l’attenzione sono i rapporti tra Usa ed Iran. Il presidente degli Stati Uniti ha affermato di essere disposto a incontrare la sua controparte di Teheran “in qualsiasi momento” e “senza precondizioni”.

Trump ha comunque sottolineato che  “L’Iran non dovrà avere mai l’arma nucleare” e che quindi che non cambia l’accordo sul programma nucleare iraniano.

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