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Ue, ecco cosa prevede il piano europeo per abbandonare il gas russo

UE

Rinnovabili, idrogeno, stoccaggi, gas low carbon ma anche efficienza energetica e Gnl. Dati, fatti e numeri della piano che Bruxelles presenterà l’8 marzo

L’Europa ha bisogno di sviluppare la sua capacità di energia rinnovabile e diversificare la sua fornitura di gas per porre fine alla dipendenza dal gas russo. Per questo è previsto per il prossimo 8 marzo la presentazione di un nuovo piano da parte di Bruxelles per rimodulare quel 40% di import di gas che la Russia fornisce all’Europa.

EUROPA TROPPO DIPENDENTE DALL’ESTERO

“I prezzi dell’energia continuano ad essere motivo di grande preoccupazione in tutta l’UE – si legge nella bozza di comunicazione europea -. I prezzi elevati e volatili del gas, fortemente influenzati dall’elevata domanda globale e dalle crescenti tensioni geopolitiche, guidano i prezzi dell’elettricità. Con i depositi di gas dell’Ue a livelli storicamente bassi e le preoccupazioni sulla sicurezza dell’approvvigionamento nei gasdotti dall’Est, assistiamo a una crescente crisi del gas. L’Ue rimane fortemente dipendente dalle importazioni di energia per la generazione di energia e il riscaldamento, in particolare per quanto riguarda il gas, dove dipendiamo dalle importazioni per il 90% del nostro consumo e la Russia controlla oltre il 40% delle consegne nell’UE. Questa dipendenza ha aggravato l’attuale situazione di prezzi elevati dell’energia, che continua ad avere un impatto sulle famiglie e le imprese europee”.

LE PAROLE DELLA VON DER LEYEN

Nei giorni scorsi la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen che ha chiesto un’accelerazione della transizione verde durante un incontro tra l’Unione europea e il presidente ucraino Volodymyr Zelenskiy. “Ogni kilowattora di elettricità che l’Europa genera da energia solare, eolica, idroelettrica o biomassa riduce la nostra dipendenza dal gas russo e da altre fonti di energia – ha affermato von der Leyen -. Si tratta di un investimento strategico perché una minore dipendenza dal gas russo e da altre fonti di combustibili fossili significa anche meno soldi per il forziere del Cremlino”.

PREZZI DI GAS ED ELETTRICITA’ ALTI ALMENO FINO AL 2023

Secondo le recenti previsioni, sottolinea ancora la bozza “i prezzi del gas e dell’elettricità rimarranno alti e volatili almeno fino al 2023. Rispetto alle prospettive dell’autunno scorso, la situazione è peggiorata e probabilmente durerà più a lungo. I prezzi sostenuti dell’energia hanno un impatto su tutta l’economia, spingendo l’inflazione e colpendo duramente le famiglie, l’agricoltura e l’industria. I prezzi del gas più alti rendono anche gli investimenti nelle energie pulite rinnovabili ancora più redditizi. Tuttavia, nel frattempo, portano anche a un maggiore utilizzo del carbone in alcuni Stati membri, aumentando la pressione sul prezzo del carbonio nell’UE e rendendo più costosa l’eliminazione graduale del carbone. Oggi, la situazione richiede un’azione supplementare”.

DIVERSIFICARE LE FORNITURE DI GAS, RINNOVABILI E GAS LOW CARBON NEI PENSIERI UE

La bozza prevede quindi diverse “azioni” per staccarsi dall’energia russa. Questi includono la diversificazione delle forniture di gas in Europa e un “nuovo patto energetico” che aumenterebbe l’energia rinnovabile in tutto il Vecchio Continente. “Ridurre la nostra dipendenza da un unico fornitore di gas fossile richiede la diversificazione dell’approvvigionamento di gas e l’utilizzo del pieno potenziale delle fonti energetiche verdi e a basse emissioni di carbonio”, si legge nella bozza.

ACCELERARE EFFICIENZA ENERGETICA E INVESTIMENTI IN RETI

Ma non solo: “La Commissione propone di rimuovere gli ostacoli normativi e consentire l’accelerazione degli investimenti nell’elettricità rinnovabile, nelle reti e nell’efficienza energetica, oltre ad approfondire l’integrazione del sistema energetico attraverso l’elettrificazione basata sulle rinnovabili e i gas rinnovabili. In via prioritaria, le misure Fit for 55 devono essere attuate al più presto. Questo porterà sul mercato servizi energetici più accessibili e renderà l’Europa meno vulnerabile alle fluttuazioni dei mercati dei combustibili fossili”, sottolinea la bozza.

SI GUARDA AL GNL NEL BREVE TERMINE

Le azioni di Bruxelles riguardano innanzitutto la riduzione della dipendenza da un unico fornitore di gas. A breve termine, questa diversificazione sarà sotto forma di più GNL, spedito da paesi come gli Stati Uniti e il Qatar. “La Commissione continuerà a rafforzare i dialoghi internazionali con i nostri partner, basandosi sull’attuale quota dell’UE nell’approvvigionamento globale di GNL di circa il 15%. Per quanto riguarda specificamente le forniture di GNL, la Commissione e l’HRVP discuteranno con i principali acquirenti mondiali di gas (Giappone, Corea del Sud, Cina, India) le aspettative sullo sviluppo del mercato a medio termine, al fine di evitare in futuro pratiche di mercato conflittuali, che fanno aumentare il prezzo delle forniture energetiche per tutti”, sottolinea la comunicazione Ue.

IL NEW ENERGY COMPACT

La seconda azione riguarda un ‘Nuovo patto per l’energia’: “Per anticipare i benefici dell’European Green Deal in termini di sicurezza dell’approvvigionamento e ridurre la nostra dipendenza da un fornitore dominante per le importazioni di gas naturale, il New Energy Compact aumenterà le energie rinnovabili in Europa mobilitando ulteriori investimenti, rimuovendo gli ostacoli allo sviluppo delle energie rinnovabili e consentendo ai consumatori di svolgere un ruolo attivo nel mercato energetico”.

REINDIRIZZARE LE ENTRATE NELLO SVILUPPO DELLE ENERGIE RINNOVABILI

“Gli Stati membri dovrebbero utilizzare le entrate aggiuntive dell’ETS per lo sviluppo delle energie rinnovabili. Il Fondo per l’innovazione e il Fondo per la modernizzazione, istituiti con i proventi delle quote ETS, forniscono un sostegno per la generazione e l’uso di energie rinnovabili, nonché per la dimostrazione commerciale di tecnologie innovative a basse emissioni di carbonio”.

Inoltre “gli Stati membri dovrebbero astenersi da misure fiscali che mirano a rendite elevate che sarebbero altrimenti reinvestite nelle energie rinnovabili”. “Partecipando alle aste effettuate nell’ambito del meccanismo, gli Stati membri aiutano a costruire la capacità delle rinnovabili in aree in tutta l’UE in modo efficace dal punto di vista dei costi”.

RIMUOVERE GLI OSTACOLI ALLO SVILUPPO DELLE ENERGIE RINNOVABILI E DELLE INFRASTRUTTURE DI RETE

“Procedure amministrative troppo complesse sono state identificate come uno dei principali ostacoli agli investimenti nelle energie rinnovabili. Per affrontare queste barriere, la Commissione invita tutti gli Stati membri a finalizzare il recepimento e ad attuare pienamente le disposizioni pertinenti della direttiva sulle energie rinnovabili”, si legge nella bozza. Per questo “la Commissione adotterà a giugno una raccomandazione sui permessi per i progetti sulle energie rinnovabili e stabilirà delle tappe fondamentali per seguirne l’attuazione”.

In particolare, gli Stati membri dovrebbero “designare aree limitate e chiaramente definite come particolarmente adatte allo sviluppo delle energie rinnovabili (aree FER “go-to”), evitando il più possibile le aree di valore ambientale”.

ENERGIA SOLARE PER TUTTI GLI EUROPEI

La Commissione europea “presenterà a giugno una comunicazione sull’energia solare con l’obiettivo di contribuire a sbloccare il potenziale dell’energia solare come fonte di energia rinnovabile principale nell’UE”, si legge nella bozza Ue.

AUMENTARE L’EFFICIENZA ENERGETICA E LA RISPOSTA ALLA DOMANDA

“L’energia più economica è quella non utilizzata – l’efficienza energetica dovrebbe essere prioritaria in tutti i settori. Essa riduce sia le bollette energetiche che le importazioni, in particolare quelle di gas naturale. I maggiori e più convenienti guadagni in termini di risparmio energetico possono essere raggiunti nel riscaldamento e nella ristrutturazione degli edifici. La Commissione invita i colegislatori ad approvare rapidamente la proposta della Commissione per la direttiva sull’efficienza energetica e la revisione della direttiva sul rendimento energetico nell’edilizia, che consentirebbe di risparmiare 17 miliardi di metri cubi di gas entro il 2025”, si legge ancora.

RAFFORZARE LA PRODUZIONE DI BIOGAS

“Ai prezzi attuali del gas, il biogas è competitivo rispetto al gas fossile e può sostituire il gas naturale negli impianti esistenti. Per stimolare il settore del biogas, la Commissione raccomanda l’ambizione a livello dell’UE di produrre 35 miliardi di metri cubi di biogas entro il 2030 e chiede agli Stati membri di incanalare i finanziamenti della politica agricola comune verso la produzione di biogas da fonti di biomassa sostenibile attraverso i loro piani strategici nazionali e di utilizzare altri fondi disponibili”. (Energia Oltre – set)

ACCELERATORE DELL’IDROGENO

“Per accelerare la diffusione dell’idrogeno rinnovabile, la Commissione metterà in atto l’acceleratore dell’idrogeno: Per completare il quadro normativo, la Commissione invita il Parlamento europeo e il Consiglio ad adottare rapidamente il pacchetto sul mercato dell’idrogeno e del gas decarbonizzato e la direttiva riveduta sulle energie rinnovabili. Finalizzerà anche gli atti delegati sui combustibili rinnovabili di origine non biologica (RFNBO)16 e la certificazione dell’idrogeno rinnovabile e a basso contenuto di carbonio per garantire una rapida adozione. L’approvazione degli aiuti di Stato per i progetti sull’idrogeno sarà trattata in via prioritaria. Una volta ricevuta la notifica completa dagli Stati membri, la Commissione si impegna a completare la valutazione dei primi progetti importanti di interesse comune europeo (IPCEI) sull’idrogeno entro la fine del primo semestre 2022”, si legge nella bozza di comunicazione.

Oltre all’idrogeno rinnovabile prodotto nell’UE, entro il 2030 sarà necessario importare milioni di tonnellate di idrogeno verde. “A tal fine, la Commissione sosterrà progetti pilota sulla produzione e il trasporto di idrogeno rinnovabile nel vicinato dell’UE, iniziando con un partenariato mediterraneo per l’idrogeno verde”. Inoltre la Commissione lavorerà con l’industria “per promuovere la creazione di uno Strumento europeo globale per l’idrogeno per aumentare l’accesso degli Stati membri all’idrogeno rinnovabile a prezzi accessibili e presenterà questa iniziativa nella strategia internazionale di impegno energetico nel maggio 2022”.

GLI STOCCAGGI

Per evitare problemi futuri con gli stoccaggi europei di gas “lo stoccaggio medio in Europa dovrebbe essere almeno dell’80% entro il 30 settembre 2022”. E per fare ciò la Commissione proporrà un meccanismo per garantire l’adozione di misure se i tassi di stoccaggio non sono sufficienti per raggiungere tale obiettivo. Sta inoltre valutando di proporre un obbligo legale per i paesi dell’UE di garantire che un livello minimo di stoccaggio sia raggiunto entro il 30 settembre di ogni anno. A lungo termine, la Commissione mira ad aumentare la quantità di gas alternativi.

EXTRA PROFITTI

Capitolo extra-profitti: “I prezzi elevati dell’energia, pur essendo un peso per l’industria e le famiglie, si sono anche tradotti in profitti aggiuntivi per alcuni operatori del mercato e in maggiori entrate pubbliche. Per esempio, solo nel 2021, la messa all’asta delle quote di emissione nell’ambito dell’ETS dell’UE ha generato più di 30 miliardi di euro, quasi il doppio dell’importo nel 2020. Queste entrate possono essere investite per accelerare la diffusione delle energie rinnovabili. Le tecnologie solari fotovoltaiche non solo hanno un enorme potenziale nell’UE, ma permettono anche a milioni di europei di produrre la propria elettricità”. Tuttavia, “il 20-25% dei progetti solari pianificati nell’UE sonos tati rinviati o cancellati completamente nel 2021, principalmente a causa dei recenti picchi dei prezzi globali dell’energia e delle materie prime, nonché dell’aumento dei costi di trasporto e logistici”. Ma anche “l’efficienza energetica e gli investimenti che portano al risparmio energetico utilizzando tecnologie più intelligenti, una migliore progettazione dei prodotti e rinnovando i nostri edifici dovrebbero avere la priorità”.

LA BOZZA DI COMUNICAZIONE EUROPEA (IN INGLESE)

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