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neutralità auto

Urso avverte Bruxelles: senza neutralità tecnologica sulle ibride l’Italia non voterà il regolamento

Il governo italiano mette la neutralità tecnologica al centro del confronto europeo sull’Industrial Accelerator Act: per il ministro Adolfo Urso, senza il riconoscimento delle auto ibride nelle regole sul Made in Europe l’Italia non darà il via libera al regolamento. Bruxelles dovrà inoltre valutare il coinvolgimento delle Regioni nelle future aree di accelerazione industriale

L’Italia chiede che il principio della neutralità tecnologica nell’automotive venga recepito nel nuovo Industrial Accelerator Act europeo, il regolamento destinato a creare le future aree di accelerazione industriale per semplificare gli investimenti e accompagnare la riconversione dei siti produttivi.

Secondo quanto riportato da La Stampa, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha definito la posizione italiana nel corso di una riunione tecnica dedicata al negoziato europeo. Il documento del Mimit indica che «l’Italia non potrà condividere il regolamento finché il principio della neutralità tecnologica non sarà adeguatamente recepito».

Il punto riguarda l’applicazione dei criteri di “Made in Europe”: per l’Italia questi non dovrebbero riguardare soltanto le auto elettriche, ma anche le tecnologie ibride.

IL CONFRONTO SUL MADE IN EUROPE

Il ministro Adolfo Urso ha posto una condizione sul negoziato europeo sull’Industrial Accelerator Act: l’Italia non voterà il regolamento se non sarà recepito il principio della neutralità tecnologica nell’automotive, con l’estensione delle regole sul Made in Europe anche alle auto ibride.

Al Mimit si ritiene che il testo di compromesso discusso a Bruxelles sia distante dalla proposta iniziale della Commissione europea: il regolamento sarebbe stato progressivamente modificato, con un ampliamento del perimetro del “Made in Europe” oltre i 27 Paesi dell’Unione europea.

Nel confronto europeo emergono posizioni differenti: Francia e Italia spingono per un’impostazione più rigorosa del “Made in Europe” e per una maggiore tutela della produzione continentale, mentre Germania e altri Paesi sostengono il modello del “Made with Europe”, più aperto alle filiere globali.

Il negoziato politico entrerà nel vivo da settembre.

REGIONI E AREE DI ACCELERAZIONE INDUSTRIALE

Accanto al tema dell’automotive, l’Italia chiede di rafforzare il ruolo delle Regioni nella gestione delle future aree di accelerazione Industriale.

Il Mimit considera «meritevole di approfondimento» la proposta di coinvolgere direttamente le amministrazioni regionali nel rilascio delle autorizzazioni per queste aree, attraverso modifiche da sostenere nel confronto europeo: per i territori con una forte presenza automotive, come il Piemonte, il nuovo strumento viene considerato rilevante per accompagnare la trasformazione industriale.

L’assessore regionale alle Attività produttive Andrea Tronzano ha dichiarato: «I negoziati non saranno semplici, perché ci sono geometrie variabili: sulla contrapposizione tra “Made in Europe” e “Made with Europe” siamo vicini alla posizione francese, mentre sulla neutralità tecnologica nell’automotive siamo più vicini alla Germania».

IL PIEMONTE GUARDA ALLE NUOVE AREE INDUSTRIALI

Andrea Tronzano ha aggiunto: «Uno degli aspetti più importanti è che l’Italia sta lavorando per tornare a un’impostazione del regolamento più vicina a quella iniziale, fortemente orientata alla tutela della base industriale e a una politica industriale più che commerciale”. In particolare, il Piemonte punta a utilizzare le future «aree di accelerazione industriale» come strumento per sostenere nuovi investimenti nei comparti strategici.

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