Il vertice tra Ministero e Confindustria lancia il salvagente per le industrie energivore: iperammortamento triennale e taglio alla burocrazia. Ecco chi beneficerà della pioggia di investimenti e come cambieranno i contratti di sviluppo
Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha incontrato il numero 1 di Confindustria, Emanuele Orsini, per rafforzare la competitività delle imprese energivore e accompagnarle nella transizione energetica partendo dal taglio della burocrazia. Ecco il piano congiunto.
GUERRA ALLA BUROCRAZIA
Il primo punto all’ordine del giorno è la semplificazione, da anni cavallo di battaglia delle imprese italiane. Urso e Orsini hanno concordato un percorso accelerato per tagliare gli oneri burocratici che frenano il rilancio produttivo.
Il cuore dell’operazione sarà la riforma dei contratti di sviluppo. Nelle prossime settimane, tecnici del Ministero e di Confindustria lavoreranno insieme per riscrivere le regole, rendendo l’accesso ai fondi più fluido e meno simile a una corsa a ostacoli.
TRANSIZIONE 5.0 SI ESTENDE A TRE ANNI
Transizione 5.0 non è una misura passeggera, ma è una strategia triennale. Una rassicurazione arrivata dal ministro Urso che fa sorridere i bilanci aziendali. Inoltre, tornerà anche l’iperammortamento per incentivare il digitale e l’efficientamento energetico. L’obiettivo è dare alle imprese la certezza normativa necessaria per pianificare investimenti pesanti in innovazione e sostenibilità senza la paura di cambi di rotta improvvisi.
I SETTORI CALDI
Il confronto tra il ministro Urso e il numero 1 di Confindustria si è concentrato sui settori che tengono in piedi il PIL. In particolare, il focus si è spostato sui dossier aperti per proteggere le industrie pesanti dai costi energetici ancora instabili. Nella lista troviamo settori strategici quali l’acciaio, la chimica, la carta, il cemento e la plastica.
Questo pomeriggio, Urso e Orsini vedranno poi Stéphane Séjourné, il Vicepresidente della Commissione UE, per discutere dell’Industrial Accelerator Act. Il ministro e il presidente di Confindustria chiederanno di definire una strategia industriale continentale che riconosca le peculiarità del sistema produttivo italiano e lo supporti nella competizione con i giganti USA e Cina


