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Sicurezza energetica Italia riforme UE

Urso: riforme ETS e “Made in Europe” in agenda UE, l’Italia blinda la sicurezza energetica

Il Ministro annuncia a Bruxelles la revisione del mercato elettrico. Stoccaggi di gas oltre il 50%, ma l’assenza del nucleare pesa ancora sulle bollette nazionali.

L’Italia segna un punto decisivo nella partita diplomatica per l’energia in Europa, riuscendo a portare le proprie proposte di riforma all’attenzione del prossimo Consiglio Europeo. Durante il Question Time alla Camera dei Deputati, il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha delineato una strategia nazionale volta a rispondere alle turbolenze geopolitiche globali — dall’invasione russa alle tensioni nello Stretto di Hormuz — puntando su autonomia strategica, diversificazione e riforme strutturali del mercato elettrico. Secondo quanto riferito dal Ministro, Roma è riuscita a inserire nell’agenda comunitaria la revisione del meccanismo ETS e il rafforzamento della produzione interna tramite l’Industrial Accelerator Act.

LE RIFORME A BRUXELLES E IL NODO DELLO STRETTO DI HORMUZ

Il cuore dell’intervento italiano in sede europea riguarda il superamento delle distorsioni nei prezzi dell’energia. Urso ha confermato che l’Italia è oggi capofila di un gruppo di tredici Paesi, tra cui la Germania, decisi a cambiare le regole del gioco. “Abbiamo chiesto il mercato unico dell’Energia e la revisione sostanziale del meccanismo degli Ets. Poco fa ci è stato comunicato che la riforma da noi sollecitata è stata posta all’agenda del prossimo Consiglio europeo”, ha annunciato il Ministro.

L’obiettivo è chiaro: evitare che i costi dei certificati di emissione si ribaltino sulle fonti rinnovabili, generando extra-profitti ingiustificati. Sullo sfondo resta l’incognita del conflitto mediorientale: “Siamo consapevoli che la guerra in corso ha significative conseguenze sul prezzo dell’energia. Dipende ovviamente dalla durata del conflitto e se questa determinerà anche la chiusura dello Stretto di Hormuz”. Proprio per prevenire shock sulle forniture, il Governo ha avviato un vertice permanente a Palazzo Chigi con le aziende produttrici e le associazioni di categoria.

SICUREZZA DEGLI APPROVVIGIONAMENTI E IL PARAGONE CON IL 2022

Rispetto alla crisi energetica di quattro anni fa, il quadro italiano appare oggi capovolto in positivo. Urso ha citato i dati del 2022, quando il gas raggiunse i 300 euro al MWh, costringendo lo Stato a interventi da un miliardo al mese. “Ieri il prezzo era a 65 e oggi è già sceso a 53”, ha spiegato, sottolineando come l’Italia sia oggi hub di transito grazie a gasdotti dal Nord Africa e dall’Azerbaigian e al potenziamento del GNL statunitense.

Un dato fondamentale riguarda le riserve: “Gli stoccaggi si attestano su livelli elevati, superiori al 50%, il più alto livello in Europa, a fronte di una Germania scesa sotto il 30%”. Tuttavia, il Ministro ha ammesso che il prezzo in Italia resta troppo vincolato alle quotazioni del gas (TTF) a causa della mancanza di atomo: “Il prezzo risente direttamente dell’andamento del gas perché noi non disponiamo di fonti autonome di energia nucleare come Francia o Spagna”.

TRANSIZIONE 5.0 E IL RITORNO ALL’ENERGIA ATOMICA

Per correggere strutturalmente il mix energetico nazionale, l’Esecutivo ha avviato il percorso per l’introduzione dei reattori nucleari di nuova generazione, definiti “puliti e sicuri”, destinati ad affiancare le rinnovabili. Nel frattempo, il sostegno immediato all’industria passa per Transizione 5.0. “Questa misura molto ambita dalle imprese ha già attivato investimenti record per 4,2 miliardi e si prepara a un nuovo ciclo triennale con una dotazione iniziale di 8,4 miliardi”, ha precisato Urso.

Il piano mira a incentivare l’autoproduzione industriale da fonti pulite, riducendo i consumi e rendendo le aziende italiane più competitive sui mercati internazionali. L’integrazione di questi strumenti è ritenuta vitale per garantire l’autonomia strategica invocata da Roma.

MATERIE PRIME CRITICHE E STOCCAGGIO NEL NORD ITALIA

La sicurezza nazionale passa anche attraverso il controllo delle risorse minerarie essenziali per la tecnologia green e digitale. Il Ministro ha formalizzato la candidatura dell’Italia per ospitare uno dei primi centri europei di stoccaggio strategico per le materie prime critiche, con una possibile localizzazione nelle regioni settentrionali.

“Lo scopo è mettere in sicurezza l’approvvigionamento e garantire stabilità alle nostre filiere in caso di crisi”, ha spiegato Urso. A questo si aggiunge un piano di riordino del settore minerario nazionale e nuove collaborazioni internazionali con Stati Uniti e Norvegia per assicurare l’accesso alle risorse strategiche, riducendo la dipendenza da Paesi terzi.

CONTRASTO ALLA SPECULAZIONE E TUTELA DEL POTERE D’ACQUISTO

Sul fronte interno, il Governo è impegnato a difendere i risultati ottenuti sul contenimento dell’inflazione, scesa dall’11,8% al momento dell’insediamento all’1,5% attuale. “Questa mattina la media dei prezzi della benzina e del gasolio è rispettivamente a 1,7 e 1,8 euro al litro. Siamo già in azione con il Garante dei prezzi per segnalare alla Guardia di Finanza eventuali anomalie”, ha avvertito il Ministro.

Per monitorare possibili speculazioni su carburanti e prodotti alimentari, sono state convocate due riunioni d’urgenza per venerdì prossimo con le associazioni di settore. “Confidiamo che i nuovi strumenti attivati ci possano permettere di evitare quanto accaduto quattro anni fa”, ha concluso Urso, ribadendo che il recupero del potere d’acquisto resta l’obiettivo prioritario dell’Esecutivo.

I lanci completi sono visionabili nella sezione “Agenzia di Stampa” del sito.

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