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Vacilla l’alleanza tra Nissan e Renault

Renault

Nissan e Renault sull’orlo del divorzio dopo il caso Ghosn, un colosso da 10 milioni di auto

La vicenda di Carlos Ghosn rischia di avere strascichi particolarmente pesanti sull’economia francese, a cominciare dal possibile divorzio tra Renault e Nissan. Secondo il Financial Times i vertici di Nissan sono decisi a eliminare le sinergie e chiudere la collaborazione nei settori dell’ingegneria e della produzione.

ALLEANZA “TOSSICA”

“Nonostante gli sforzi per migliorare le relazioni di entrambe le parti, la partnership con Renault – che produce 10 milioni di auto all’anno – è diventata tossica”, hanno riferito alcune fonti a Ft aggiungendo che “molti dirigenti Nissan ora credono che la casa automobilistica francese sia un freno”.

ALLA RICERCA DI NUOVI PARTNER?

Se dovesse verificarsi una simile ipotesi, sottolinea il quotidiano finanziario “probabilmente entrambe le case automobilistiche dovrebbero cercare nuovi partner in un settore alle prese con il calo delle vendite e l’aumento dei costi dal passaggio ai veicoli elettrici”. Senza dimenticare che la separazione porterebbe con sé anche un ridimensionamento delle due aziende “in un momento in cui i rivali si stanno espandendo, con Fiat Chrysler e PSA che si fondono e Volkswagen e Ford che formano la loro alleanza”.

PER ORA RENAULT E NISSAN LAVORANO A STRETTO CONTATTO

Nelle prossime settimane, Jean-Dominique Senard, presidente della Renault, presenterà diversi progetti per dimostrare che l’alleanza può ancora funzionare. “Non possiamo sopravvivere se non ci muoviamo rapidamente ora per fare una vera condivisione”, ha dichiarato Senard al FT in un’intervista il mese scorso. Non solo. “Una persona vicina alla direzione della Nissan ha dichiarato che Makoto Uchida, il nuovo amministratore delegato, stava lavorando a stretto contatto con Senard per lanciare i nuovi progetti”.

TUTTO PARTE DAL CASO GHOSN

“Senza Ghosn il destino della partnership è subito sembrato a rischio, tanto che lo stesso Senard al momento di succedergli aveva espresso dubbi sulla sopravvivenza del grande gruppo franco-giapponese – si legge sul Corriere della Sera -. I piani per una separazione, già in corso da mesi, avrebbero subito un’accelerazione dopo la fuga di Ghosn a Beirut e soprattutto a seguito della clamorosa conferenza stampa durante la quale l’ex capo ha accusato Nissan e il governo giapponese di avere ordito un complotto contro di lui, fabbricando false prove, con l’intento di recuperare potere a danno di Renault e dello Stato francese, che della casa della losanga resta l’azionista principale con il 15,01%”.

IL GOVERNO FRANCESE IN SILENZIO

“E il governo francese, che negli ultimi mesi non si stancava di ripetere quanto l’alleanza con Nissan fosse la priorità, a costo di fare saltare una fusione praticamente già fatta con Fca, ieri ha scelto il silenzio – ha aggiunto il Corsera -. La fine dell’alleanza sarebbe una sconfitta notevole per Parigi, soprattutto tenendo conto del fatto che le tensioni con Tokio sono cominciate nel 2015, quando l’allora ministro francese dell’Economia – Emmanuel Macron – raccolse in Borsa quasi il 5% delle azioni per arrivare al 20% che dava al governo diritti di voto doppi in base alla ‘legge Fiorange’”.

“In attesa del regolamento di conti finale tra le sue ex aziende, Ghosn intanto a Beirut non si placa: definisce le sue dimissioni da Renault ‘una farsa’ e annuncia una causa alla casa francese per ottenere i 770 mila euro di pensione l’anno che è convinto gli spettino”, ha concluso il Corsera.