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Verso il mercato unico baltico del gas

sardegna

Dal 1 gennaio al via l’interconnettore baltico e il mercato comune del gas tra i tre paesi dell’area

Gli stati baltici riorganizzano il mercato e la distribuzione del gas naturale, con un progetto regionale. Il 1 gennaio del 2020, infatti, sono entrate in funzione due importanti progetti: uno fisico e un altro commerciale-istituzionale.

L’INTERCONNETTORE BALTICO

Il legame fisico, già inaugurato nel precedente mese di dicembre, è l’interconnettore baltico: una pipeline, in parte sottomarina, che connette le reti pre-esistenti di Estonia e Finlandia. Lungo in totale 77 chilometri, da Palsiski a Inga, è costato 250 milioni di euro coperti per il 75% da fondi europei; è stato costruito in poco più di un anno, ha una portata di quasi un miliardo di metri cubi di gas naturale all’anno, è comunque bidirezionale (il flusso può essere invertito).

La sua funzione prioritaria, in realtà, è quella di connettere la Finlandia a un terzo paese, alla Lettonia: così da darle accesso al grande deposito sotterraneo di Incukalns, realizzato già in epoca sovietica; anche la connessione tra Lettonia ed Estonia era già attiva.

I benefici maggiori sono infatti a vantaggio della Finlandia: che potrà disporre del gas immagazzinato a Inculkans, più che sufficiente a coprire i bisogni annuali della regione (compresa la Russia nord-occidentale), senza dover ricorrere al più caro mercato spot in caso di fluttuazioni stagionali della domanda.

IL MERCATO COMUNE TRA FINLANDIA, ESTONIA, LITUANIA

Sempre il 1 gennaio, è entrato in funzione anche il mercato comune del gas che raggruppa per l’appunto i 3 paesi. La più efficiente circolazione del combustibile, di conseguenza, è resa possibile non solo dal nuovo legame fisico ma anche dall’abbattimento delle tariffe di transito.

Inoltre, sono in corso negoziati per far entrare in questo sistema vistuoso anche la Lettonia: attraverso sia il potenziamento dell’interconnettore con l’Estonia già esistente, sia l’adesione di Riga al mercato comune baltico. L’apporto della Lettonia sarebbe estremamente significativo, visto che dal 2015 dispone di un terminal per la ricezione di gas naturale liquefatto, nel porto di Klaipeda (l’idea è di convogliarlo nel deposito di Inculkans).

GAZPROM SI DEFILA

Nel frattempo, la Gazprom ha deciso di vendere le sue quote di minoranza (il 34%) nell’azienda, la Conexus, che dal 2016 gestisce proprio il deposito estone, oltre alla rete di distribuzione nazionale. L’acquirente è ancora sconosciuto, verrà in ogni caso valutato dalle autorità di Tallinn prima di ricevere il via libera.