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Addio voli low-cost? Stangata sui biglietti già comprati. Antitrust indaga sul caro carburanti

Alcune compagnie aeree chiedono fino a 14 euro in più a persona pochi giorni prima della partenza. Il Codacons segnala all’Antitrust. Ecco cosa sta succedendo ai voli estivi

Il prezzo dei biglietti aerei già acquistati potrebbe aumentare. Un’opzione che fino a poco tempo fa poteva sembrare impossibile, oggi è la prima conseguenza dell’aumento dei prezzi del cherosene a causa del conflitto in Medio Oriente. Infatti, diverse compagnie aeree stanno chiedendo un’integrazione da 9 a 14 euro a persona sul prezzo di biglietti acquistati mesi fa. Il Codacons ha presentato esposto all’Antitrust per fare chiarezza. Tutti i dettagli.

VOLOTEA AUMENTA I PREZZI DEI BIGLIETTI GIA’ COMPRATI PER IL CARO CARBURANTI

La crisi in Medio Oriente spinge in alto i prezzi del cherosene e le compagnie aeree iniziano a temere per i loro profitti. L’ultimo esempio arriva dall’operatore low-cost Volotea, che sta modificando il prezzo dei biglietti già prenotati sette giorni prima del volo per adeguarlo ai prezzi di mercato del carburante. Una misura che può comportare un supplemento fino a 14 euro a persona.

L’escamotage usato da Volotea è l’attivazione di una specifica politica aziendale. La “Fair Travel Promise” (Promessa di Viaggio Equo) in vigore dal 16 marzo prevede che una settimana prima della partenza la compagnia possa adeguare i prezzi dei biglietti ai prezzi di mercato del carburante provenienti da fonti pubbliche. Se il costo del cherosene aumenta, la compagnia aerea applica un supplemento fino a 14 euro a passeggero per volo. Il meccanismo prevede anche che, in caso di diminuzione dei prezzi, l’azienda rimborsi ai clienti la differenza fino allo stesso importo.

LA DIFESA DI VOLOTEA

Volotea ha sottolineato che i passeggeri ricevono tutte le informazioni sulla politica aziendale e aggiornamenti tempestivi. Inoltre, hanno la possibilità di modificare o cancellare la prenotazione gratuitamente fino a 4 ore prima della partenza. Un’opzione che solo il 3% degli utenti ha scelto di percorrere. Un dato che, secondo l’azienda, dimostrerebbe che l’iniziativa sarebbe “in linea con le aspettative dei clienti e offre un’alternativa equa agli aumenti fissi di prezzo” e garantirebbe “la massima trasparenza e flessibilità e facilitando decisioni di viaggio più consapevoli e con maggiore tranquillità”.
Un meccanismo che, riflette l’approccio della compagnia di “non introdurre supplementi carburante fissi arbitrari”, secondo quanto riferito a Europa Press da fonti aziendali. Un metodo che l’azienda considera “innovativo” e in grado di coniugare “flessibilità, equità, libertà di scelta e trasparenza”. Tuttavia, la nuova politica aziendale della compagnia sta attirando diverse critiche, dopo la pioggia di richieste di integrazioni che ha sommerso diversi utenti.

CARO CARBURANTI, VOLOTEA NON E’ SOLA

Volotea non è l’unica compagnia aerea che sta chiedendo un’integrazione sul prezzo di biglietti acquistati mesi fa. La mossa non è sfuggita al Codacons, che ha deciso di presentare un esposto all’Antitrust. Infatti, secondo l’associazione, in questi giorni sono diversi i viaggiatori che si sono visti richiedere somme extra per l’aumento del costo del cherosene. L’associazione dei consumatori punta il dito contro le condizioni di viaggio della compagnia aerea low-cost, che recitano così:

“In caso di variazioni straordinarie dei prezzi del carburante che incidano sui mercati energetici internazionali, Volotea potrà applicare un adeguamento limitato e temporaneo al prezzo del biglietto prima della partenza prevista del volo. Qualsiasi adeguamento di questo tipo sarà calcolato in conformità con la metodologia, le soglie e i limiti pubblicati sul sito web di Volotea. Durante il processo di prenotazione, i passeggeri saranno informati della metodologia applicabile a eventuali adeguamenti derivanti da aumenti o diminuzioni dei costi del carburante, che potranno comportare un corrispondente aumento o diminuzione del prezzo del loro Biglietto. Tali adeguamenti si applicheranno solo ai passeggeri che siano stati informati di tale possibilità durante il processo di prenotazione, consentendo loro di prendere una decisione informata prima di completare l’acquisto”.

Il Codacons sottolinea che la normativa Ue prevede che al momento dell’acquisto il consumatore debba essere informato sul prezzo finale e definitivo del volo, comprensivo di tutti i costi, tasse e supplementi. Inoltre, l’associazione sottolinea che, se la compagnia aerea non rimborsasse effettivamente i passeggeri in caso di diminuzione dei prezzi del carburante, la “Promessa di Viaggio Equo” sarebbe favorevole solamente alle compagnie aeree.

INIZIANO LE CANCELLAZIONI

Piove sul bagnato sulle vacanze estive degli italiani. Infatti, Volotea ha anche iniziato a cancellare alcuni voli a causa del “forte aumento” dei prezzi del carburante. La buona notizia è che le cancellazioni riguardano meno dell’1% dei voli programmati.

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