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La Ue “ingabbia” Gazprom sul gas all’Europa

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Tutti i dettagli dei vincoli imposti all’azienda russa punto per punto e cosa accade in caso di violazione

Dopo sei anni, la Commissione europea ha chiuso le indagini sul colosso energetico russo Gazprom, finito nel mirino di Bruxelles per posizione dominante, imponendo una serie di obblighi per consentire all’azienda il libero flusso di gas a prezzi competitivi sui mercati dell’Europa centrale e orientale. In sintesi la società russa dovrà eliminare gli ostacoli contrattuali al libero flusso di gas, facilitare i flussi di gas da e verso i mercati isolati, garantire la competitività dei prezzi del gas, porre fine dell’abuso della propria posizione dominante nel settore dell’approvvigionamento di gas. (qui il documento completo sulla decisione di Bruxelles)

LA VICENDA E LA SUA CONCLUSIONE

Gazprom ha occupato finora una posizione dominante sul mercato delle forniture di gas in diversi paesi dell’Europa centrale e orientale. Per questo nell’aprile 2015, la Commissione europea ha inviato all’impresa una comunicazione degli addebiti, esponendo il proprio parere preliminare secondo cui l’impresa ha violato le norme antitrust dell’Ue attuando una strategia globale di segmentazione dei mercati del gas lungo i confini nazionali in otto Stati membri (Bulgaria, Repubblica ceca, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Polonia e Slovacchia). Tale strategia potrebbe aver consentito a Gazprom – è l’ipotesi di Bruxelles – di imporre prezzi più elevati per il gas in cinque di questi Stati membri (Bulgaria, Estonia, Lettonia, Lituania e Polonia). La decisione attuale della Commissione Ue pone, quindi, fine al comportamento attuato dall’azienda russa e impone all’impresa un insieme di norme dettagliate che cambieranno drasticamente il suo modus operandi nei mercati del gas dell’Europa centrale e orientale.

COSA SUCCEDE IN CASO DI MANCATA OSSERVANZA DEGLI IMPEGNI UE DA PARTE DI GAZPROM

Gli obblighi imposti da Bruxelles rispondono alle riserve della Commissione in materia di concorrenza e realizzano il suo obiettivo di consentire il libero flusso di gas in Europa centrale e orientale a prezzi competitivi. Pertanto, la Commissione ha deciso di rendere tali “impegni” giuridicamente vincolanti per Gazprom (a norma dell’articolo 9 del regolamento n. 1/2003 in materia di norme antitrust dell’Ue). Se una società viola uno di questi obblighi, la Commissione Ue può infliggere un’ammenda che giunge fino al 10% del fatturato totale realizzato dall’impresa a livello mondiale, senza dover dimostrare l’esistenza di un’infrazione alla normativa dell’Ue in materia di antitrust. Più in generale, la concorrenza effettiva sui mercati del gas dell’Europa centrale e orientale non dipende solo dal rispetto delle regole di concorrenza dell’Ue, ma anche dagli investimenti effettuati nella diversificazione delle forniture di gas, e da una legislazione europea e nazionale sull’energia che sia ben concepita e correttamente applicata. Per questo motivo una delle priorità fondamentali della Commissione è la creazione di un’Unione europea dell’energia. gazpromoil

LA COMMISSARIA PER LA CONCORRENZA VESTAGER: DECISIONE STABILISCE UN CORPUS DI NORME SU MISURA PER IL FUTURO COMPORTAMENTO DI GAZPROM

“Tutte le imprese che operano in Europa devono rispettare le norme europee in materia di concorrenza, indipendentemente dal luogo di origine. La decisione di oggi elimina gli ostacoli creati da Gazprom che ostacolano il libero flusso di gas in Europa centrale e orientale. Ma soprattutto la nostra decisione stabilisce un corpus di norme su misura per il futuro comportamento di Gazprom – ha spiegato la Commissaria per la Concorrenza Margrethe Vestager in una nota –. Essa impone a tale impresa di intraprendere iniziative concrete per integrare ulteriormente i mercati del gas nella regione e contribuire a realizzare un vero mercato interno dell’energia in Europa. Conferisce inoltre ai clienti di Gazprom in Europa centrale e orientale, uno strumento efficace per garantire che il prezzo che pagano sia competitivo. Come sempre, la nostra azione non è dettata dal luogo in cui ha origine il caso, ma dall’obiettivo di soddisfare al meglio gli interessi delle imprese e dei consumatori europei. E il caso non si conclude con la decisione odierna, sono gli obblighi di Gazprom che cominciano ad essere attuati oggi”. Non solo. I consumatori e le imprese che ritengono di aver “sofferto per i comportamenti di Gazprom” potranno “andare davanti ai tribunali nazionali e chiedere compensazioni” anche se la Commissione ha deciso di non procedere con una multa, ha aggiunto la commissaria alla durante una conferenza stampa. Infatti, ha chiarito Vestager, una recente sentenza della Corte europea di giustizia stabilisce che è possibile farlo e il fatto che Gazprom abbia chiuso l’inchiesta per abuso di posizione dominante “non cambia il fatto che un tribunale nazionale possa stabilire se ci sono danni”.

UETUTTI I DETTAGLI SUGLI OBBLIGHI IMPOSTI A GAZPROM PER I PROSSIMI OTTO ANNI

Per rispondere alle riserve della Commissione europea in materia di concorrenza, Gazprom – come detto – dovrà rispettare una serie di obblighi intesi ad assicurare il libero flusso di gas a prezzi competitivi in Europa centrale e orientale. Tali obblighi resteranno in vigore per otto anni. E riflettono le risposte espresse dai portatori di interesse nel test di mercato organizzato dalla Commissione europea nel marzo 2017 su una precedente versione della proposta. In questo modo, ha ammesso Bruxelles, è stata raccolta una “grande quantità di risposte provenienti da numerosi portatori di interesse, tra cui governi, grossisti del gas, autorità nazionali della concorrenza, associazioni di categoria e mondo accademico, le quali hanno contribuito a chiarire gli obblighi definitivi e a garantire la loro efficacia”.

1)   Gazprom deve eliminare gli ostacoli al libero flusso del gas in Europa centrale e orientale

L’intervento della Commissione Ue è stato determinato dal fatto che Gazprom aveva imposto restrizioni territoriali nei suoi accordi di fornitura con i rivenditori all’ingrosso e alcuni clienti industriali in tutti gli otto Stati membri (Bulgaria, Repubblica ceca, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Polonia e Slovacchia). Restrizioni come divieti di esportazione e clausole che impongono l’utilizzo del gas acquistato in un territorio specifico (clausole di destinazione), nonché altre misure che impediscono il flusso transfrontaliero di gas che ora dovranno essere eliminate. Gazprom si è impegnata, inoltre, a non reintrodurre tali clausole in futuro. Per di più, l’impresa dovrà modificare i propri contratti relativamente alle disposizioni sul monitoraggio e la misurazione del gas in Bulgaria che hanno isolato il mercato del gas bulgaro dai mercati limitrofi dell’Ue. Pertanto, Gazprom cederà il controllo dell’infrastruttura di trasmissione del gas all’operatore bulgaro.

2)   Gazprom deve prendere misure concrete per integrare i mercati del gas dell’Europa centrale e orientale

Per realizzare un effettivo libero flusso di gas in tutta l’Europa centrale e orientale, è anche necessario disporre di un’infrastruttura di trasporto, vale a dire interconnettori che colleghino tra loro i mercati nazionali del gas. Mentre nella Repubblica ceca, in Ungheria, in Polonia e in Slovacchia, tale infrastruttura esiste già, l’infrastruttura che collega la Bulgaria, l’Estonia, la Lettonia e la Lituania con i mercati limitrofi dell’Ue non è ancora sufficientemente sviluppata. Pertanto, anche se dispongono di volumi inutilizzati, i clienti di Gazprom hanno difficoltà a rivendere il loro gas da e verso questi paesi. In questo caso l’azienda russa “sopperirà” alla mancanza di interconnessione offrendo ai clienti in questione la possibilità di consegnare il gas da e verso questi paesi. In particolare, i clienti che hanno originariamente acquistato gas per consegnarlo all’Ungheria, alla Polonia o alla Slovacchia possono scegliere di farlo consegnare, interamente o parzialmente, alla Bulgaria o agli Stati baltici (e viceversa). In sostanza i russi dovranno offrire a un’ampia gamma di clienti che hanno concluso, o concluderanno, contratti per la consegna di gas presso alcuni punti di consegna in Europa centrale e orientale, l’opzione swaps (scambi). Ciò vale per i contratti con una durata di almeno 18 mesi. Inoltre dovranno consentire gli scambi in entrambe le direzioni (da e verso i mercati isolati): i clienti dei russi, cioè, avranno la possibilità di chiedere all’impresa di consegnare il gas agli Stati baltici e alla Bulgaria, invece del luogo di consegna originariamente concordato (dalla Polonia o Slovacchia verso gli Stati baltici e dalla Slovacchia o Ungheria verso la Bulgaria). Dovranno, inoltre, essere decise delle commissioni fisse e trasparenti per la consegna e dovrà essere garantita la flessibilità nell’esercizio di questa opzione: a seguito del test di mercato, i clienti di Gazprom possono esercitare tale opzione per volumi minori di gas (50 milioni di m3) e con un preavviso più breve (quattro mesi). Infine, vengono imposte delle limitazioni dei motivi in base ai quali Gazprom può rifiutarsi di compiere lo scambio, vale a dire solo se non esiste una capacità di trasmissione, il che sarà attentamente monitorato da un fiduciario indipendente.

3) Gazprom si è impegnata ad attuare un processo strutturato per garantire in futuro prezzi del gas competitivi in Europa centrale e orientale

La Commissione europea nutriva preoccupazioni sul fatto che Gazprom potesse aver praticato prezzi più elevati in cinque Stati membri (Bulgaria, Estonia, Lettonia, Lituania e Polonia). Per questo la decisione di Bruxelles offre ai clienti di Gazprom che hanno concluso contratti a lungo termine in questi paesi uno strumento efficace per garantire che il prezzo che pagheranno in futuro per il gas sia competitivo, e cioè: i clienti possono esigere un prezzo più basso qualora il prezzo che viene imposto loro si discosti dai prezzi di riferimento competitivi praticati in Europa occidentale a intervalli frequenti (ogni due anni), con l’aggiunta di un “jolly” ogni cinque anni; il nuovo prezzo del gas deve essere in linea con il livello dei prezzi competitivi sui mercati del gas dell’Europa continentale occidentale e l’eventuale riduzione sarà applicata con effetto retroattivo a decorrere dalla richiesta di revisione dei prezzi; nel caso in cui Gazprom e i suoi clienti non si accordano su un nuovo prezzo entro 120 giorni, la controversia può essere deferita a un arbitro che imporrà un prezzo del gas competitivo che tenga pienamente conto dei parametri di riferimento in Europa occidentale con la Commissione che avrà il diritto di intervenire in tali casi in veste di amicus curiae. Queste misure servono, dunque, a garantire la competitività dei prezzi del gas in tali regioni ed evitare che in futuro i prezzi del gas nell’ambito dei contratti indicizzati al petrolio divergano in modo significativo dai parametri di riferimento dei prezzi competitivi. L’obbligo si applica a tutti i contratti di durata pari a tre anni o più.

4)  Eliminazione delle domande ottenute facendo leva sulla propria posizione di mercato

Infine, la Commissione era preoccupata del fatto che Gazprom avesse sfruttato la propria posizione dominante sul mercato della fornitura del gas per ottenere vantaggi in materia di accesso o controllo delle infrastrutture del gas. La comunicazione degli addebiti ha espresso preoccupazioni in relazione al progetto South Stream in Bulgaria e al gasdotto Yamal in Polonia. Riguardo al progetto South Stream, la decisione precisa che Gazprom non farà valere i benefici che le spetterebbero: l’impresa si è impegnata a non chiedere il risarcimento dei danni ai partner bulgari a seguito dell’abbandono del progetto, a prescindere dalla validità di tali richieste. Quanto al gasdotto Yamal, dall’indagine della Commissione è emerso che il presente procedimento antitrust non può modificare la situazione in quanto le relazioni tra la Polonia e la Russia nel settore del gas sono condizionate da accordi intergovernativi. In ogni caso, una decisione rilasciata dall’autorità polacca di regolamentazione nel maggio 2015 non ha confermato i sospetti secondo cui Gazprom avrebbe escluso il mercato del gas polacco riguardo al gasdotto Yamal. L’autorità di regolamentazione ha concluso che l’impresa proprietaria del gasdotto, Europolgaz (parzialmente controllata da Gazprom), non è in grado di ritardare o bloccare gli investimenti previsti: tutti gli investimenti, come quelli che consentono i flussi inversi dalla Germania, sono stati attuati come previsto dal gestore del servizio di trasmissione certificato (Gaz-System). Infine, per gestire meglio i futuri accordi intergovernativi, la Commissione presenterà una proposta legislativa volta a subordinare gli accordi intergovernativi nel settore del gas e del petrolio a un suo esame preliminare. La proposta è entrata in vigore nel 2017.

GAZPROM: DA UE “SOLUZIONE RAGIONEVOLE”

Gazprom ha detto di essere soddisfatta della soluzione raggiunta con l’Ue: “Riteniamo che la decisione odierna sia il risultato più ragionevole per il buon funzionamento dell’intero mercato europeo del gas”, ha dichiarato in una nota l’azienda. “Siamo soddisfatti della decisione sugli impegni annunciata oggi dalla Commissione europea in merito alla risoluzione delle indagini – ha detto il vice amministratore delegato di Gazprom, Alexander Medvedev -. Gazprom ha sempre rispettato le disposizioni applicabili della normativa sulla concorrenza dell’Ue e ribadisce il suo impegno a rispettarle in futuro”.