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Relazione annuale RRF 2025 energia

L’Europa taglia i consumi energetici di 33,4 milioni di MWh: i risultati del Recovery Fund 2025

La relazione annuale della Commissione Europea evidenzia l’impatto del fondo RRF sulla transizione verde. Investiti 184 miliardi di euro nel settore energetico per abbattere la dipendenza dai combustibili fossili russi.

L’Unione Europea sta risparmiando ogni anno 33,4 milioni di megawattora (MWh) di energia, una quantità che equivale al fabbisogno elettrico annuo di circa 20,9 milioni di cittadini europei. Il dato, che segna un punto di svolta nelle politiche di efficienza del continente, emerge dalla relazione annuale 2025 sull’attuazione del Dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF), pubblicata lo scorso 8 ottobre e rilanciata dalla Direzione Generale per l’Energia della Commissione Europea. Lo strumento, nato originariamente nel 2021 per sostenere la ripresa post-pandemica, si è consolidato come il pilastro fondamentale per la sicurezza energetica dell’Unione, fornendo le risorse necessarie per attuare il piano REPowerEU e accelerare il distacco definitivo dai combustibili fossili russi.

LA STRUTTURA FINANZIARIA DEL RECOVERY FUND PER LA TRANSIZIONE VERDE

Con un impegno complessivo di 650 miliardi di euro, l’RRF rappresenta oggi il più grande programma di finanziamento mai varato dall’UE. Sebbene la normativa imponesse agli Stati membri di destinare almeno il 37% dei propri Piani Nazionali di Ripresa e Resilienza (PNRR) alla transizione ecologica, i dati di ottobre 2025 indicano che tale soglia è stata ampiamente superata, raggiungendo una media europea del 42%. In termini assoluti, la spesa per il clima ammonta a circa 275 miliardi di euro, dei quali oltre 184 miliardi sono stati vincolati specificamente a misure legate all’energia. Questi fondi vengono raccolti dalla Commissione attraverso l’emissione di obbligazioni sui mercati dei capitali per conto dell’Unione, garantendo agli Stati il supporto per riforme che rendano le economie più sostenibili e preparate alle sfide del Semestre Europeo.

RISULTATI TANGIBILI TRA ENERGIE RINNOVABILI E MOBILITÀ SOSTENIBILE

L’impatto dell’RRF sul sistema energetico è già quantificabile in infrastrutture concrete. Oltre al risparmio di 33,4 milioni di MWh, il fondo ha sostenuto l’installazione di più di 110 gigawatt (GW) di nuova capacità di energia rinnovabile. Per dare un’idea dell’ordine di grandezza, un terzo di tutta la nuova capacità rinnovabile installata in Europa tra il 2021 e il 2024 è stato finanziato tramite questo strumento. Sul fronte della mobilità, sono stati realizzati o ammodernati oltre 915.000 punti di ricarica per veicoli elettrici. Anche il tessuto produttivo ha beneficiato di questa spinta: alla fine del 2024, le imprese supportate dal fondo hanno raggiunto quota 4,5 milioni. Le stime indicano che, a regime, l’RRF fornirà complessivamente 61 GW di nuova capacità rinnovabile, permettendo di risparmiare 15,8 miliardi di metri cubi di gas naturale, riducendo le importazioni dalla Russia del 16% rispetto ai livelli del 2021.

EFFICIENZA ENERGETICA E RIQUALIFICAZIONE DEGLI EDIFICI

Il settore dell’efficienza energetica assorbe oltre la metà dei 106,5 miliardi di euro destinati specificamente al comparto energia. Nello specifico, 25,5 miliardi sono diretti all’industria, mentre ben 81 miliardi riguardano l’edilizia: 45 miliardi per le abitazioni private, 22,5 per gli edifici pubblici e 13,5 per le nuove costruzioni. Quasi tutti i Paesi UE (26 su 27) hanno incluso l’efficienza energetica nei propri programmi. Portogallo e Slovacchia guidano la classifica per quota percentuale (oltre il 30% dei fondi interni), mentre in termini assoluti Italia, Spagna, Francia e Polonia sono i maggiori investitori. La Francia, ad esempio, ha già destinato fondi per la ristrutturazione di 1,45 milioni di abitazioni e 6.750 edifici pubblici, con l’obiettivo di un risparmio energetico medio del 30% per immobile.

INVESTIMENTI NELLE INFRASTRUTTURE E NELL’IDROGENO

L’RRF dedica circa 25 miliardi di euro al potenziamento delle reti elettriche, allo stoccaggio e all’implementazione dei contatori intelligenti. Una piccola quota, pari a 1,6 miliardi, è stata eccezionalmente destinata a tre progetti infrastrutturali per il gas in Italia, Croazia e Polonia, ritenuti necessari per la sicurezza immediata degli approvvigionamenti. Un ruolo di rilievo è occupato dall’idrogeno rinnovabile e a basse emissioni, con stanziamenti per 13,6 miliardi di euro che includono le cosiddette “valli dell’idrogeno” e importanti progetti di comune interesse europeo (IPCEI). In questo settore, la Germania si distingue per aver destinato il 44% delle proprie risorse energetiche proprio allo sviluppo della filiera dell’idrogeno.

RIFORME NAZIONALI E CASI DI STUDIO DI SUCCESSO

Oltre ai finanziamenti, l’RRF promuove riforme normative cruciali. Nove Paesi hanno già migliorato la regolamentazione per le comunità energetiche: la Polonia, ad esempio, ha facilitato la creazione di cluster energetici e cooperative, raggiungendo 23 GW di capacità eolica e fotovoltaica onshore. I Paesi Bassi hanno invece varato riforme per ridurre la congestione di rete e hanno erogato 1,4 miliardi di euro in sussidi per l’efficienza residenziale e le pompe di calore. Anche la Germania ha accelerato i processi autorizzativi per l’eolico offshore, alzando l’obiettivo nazionale a 70 GW entro il 2045. In Portogallo, la creazione dell’Osservatorio Nazionale sulla Povertà Energetica rappresenta un modello per monitorare e sradicare il disagio sociale legato ai costi dell’energia.

OBIETTIVI E PROSPETTIVE PER IL COMPLETAMENTO AL 2026

L’attuazione del fondo procede con ritmi costanti. Alla fine di agosto 2025, erano stati erogati 366 miliardi di euro (oltre il 55% del totale), mentre a ottobre risultava raggiunto il 44% dei traguardi e degli obiettivi complessivi. Entro il 2026, i Piani Nazionali di Ripresa e Resilienza dovrebbero produrre risultati definitivi tra cui la modernizzazione di 14.000 km di linee di trasmissione elettrica e il rifornimento di energia rinnovabile per circa 40 milioni di famiglie. Questi interventi costituiscono la spina dorsale dei Piani Nazionali per l’Energia e il Clima (PNEC) e sono progettati per allinearsi con la Strategia Solare dell’UE e il Pacchetto Energia Eolica, tracciando la rotta verso gli obiettivi climatici del 2030 e 2040.

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