Nonostante il boom di vendite, le vetture elettriche rappresentano solo il 2,3% del totale circolante. L’ACEA avverte: “Senza infrastrutture e incentivi la decarbonizzazione è a rischio”.
Il parco circolante europeo continua a crescere e a invecchiare, evidenziando una distanza ancora profonda tra le ambizioni legislative dell’Unione Europea e la realtà quotidiana delle strade. Secondo il nuovo rapporto “Vehicles on European Roads 2026”, pubblicato dall’Associazione dei Costruttori Europei di Automobili (ACEA), nel 2024 il numero di autovetture nell’UE è salito a 256 milioni, segnando un incremento dell’1,4% rispetto all’anno precedente. In questo scenario, l’Italia consolida il suo storico primato per la densità di veicoli, con ben 701 auto ogni 1.000 abitanti, posizionandosi all’estremo opposto della Lettonia, che registra il valore più basso. Il documento fotografa un settore in trasformazione, ma rallentato da una flotta complessiva che fatica a integrare le motorizzazioni elettriche a causa di un ricambio tecnologico ancora troppo lento.
LA DISCREPANZA TRA VENDITE DI NUOVO E VEICOLI CIRCOLANTI
Uno dei dati più significativi emersi dall’analisi riguarda il divario tra il successo commerciale delle auto elettriche a batteria (BEV) e la loro effettiva presenza su strada. Sebbene nel 2025 le ricaricabili abbiano conquistato quasi il 17% delle nuove immatricolazioni, esse costituiscono ancora appena il 2,3% del totale dei veicoli in circolazione nell’UE (quota che sale al 3,7% includendo le ibride plug-in). “La sostituzione dei veicoli più vecchi con modelli più puliti e sicuri può richiedere decenni”, ha dichiarato Sigrid de Vries, Direttore Generale di ACEA. Il rapporto evidenzia come, nonostante la crescita costante, la strada verso una mobilità a zero emissioni sia ancora lunga: basti pensare che in Norvegia, paese pioniere, oltre un quarto delle auto in circolazione è già elettrico, mentre la media europea stenta a decollare.
L’AUMENTO DELL’ETÀ MEDIA E L’EMERGENZA TRASPORTO PESANTE
L’invecchiamento dei mezzi in circolazione rappresenta una sfida ambientale e di sicurezza prioritaria. Le autovetture europee hanno oggi un’età media di 12,7 anni, con picchi di 17,8 anni in Grecia. La situazione è ancora più critica per il trasporto merci: i 6,2 milioni di autocarri presenti sulle strade dell’Unione hanno in media 14 anni e solo lo 0,3% di essi è ricaricabile elettricamente. Anche il comparto dei furgoni, che conta 31,1 milioni di unità, vede una presenza elettrica ferma all’1,3%. Questo invecchiamento strutturale implica l’utilizzo di tecnologie meno efficienti, con un conseguente impatto negativo sulle emissioni di gas serra e sui livelli di inquinamento atmosferico rispetto ai modelli di ultima generazione.
IL RECORD DI DENSITÀ IN ITALIA E IL DINAMISMO DEI VEICOLI COMMERCIALI
L’Italia non è solo leader per numero di auto pro capite, ma ospita anche una delle flotte di furgoni più consistenti d’Europa (4,6 milioni di unità), seconda solo alla Francia. Un segnale positivo arriva invece dal trasporto pubblico: sugli oltre 700.000 autobus circolanti nell’UE, il 3,5% è ricaricabile. In nazioni come Danimarca, Lussemburgo, Paesi Bassi e Svezia, i modelli elettrici a batteria hanno già superato la soglia del 10% della flotta bus nazionale. Al contrario, il rapporto segnala come in paesi come la Danimarca quasi il 40% delle famiglie non possieda un’auto, mentre in Francia oltre il 31% dei nuclei familiari dispone di due vetture, a testimonianza di modelli di proprietà estremamente diversificati all’interno del mercato unico.
OLTRE I TARGET: LA RICHIESTA DI RIFORME STRUTTURALI ALL’EUROPA
ACEA conclude il suo rapporto con un forte richiamo alle istituzioni europee: i soli obiettivi legislativi non sono sufficienti per garantire la decarbonizzazione dei trasporti. È necessario un approccio pragmatico che renda l’ecosistema dell’auto più attraente per i consumatori finali. L’Associazione chiede una revisione del quadro regolatorio per promuovere le “condizioni abilitanti” indispensabili al ricambio del parco circolante. Tra le richieste prioritarie figurano un massiccio potenziamento delle infrastrutture di ricarica e l’adozione di incentivi fiscali e all’acquisto più efficaci. L’obiettivo dichiarato è stimolare la domanda per i nuovi modelli, permettendo ai veicoli più ecologici e sicuri di sostituire progressivamente i milioni di mezzi datati che ancora affollano le strade del continente.

