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Prospettive energia Europa 2026

Energia in Europa, Morningstar DBRS prevede prezzi stabili e crescita del nucleare per il 2026

La domanda elettrica salirà moderatamente trainata da intelligenza artificiale ed elettrificazione, mentre l’eolico offshore rallenta per ostacoli normativi e costi elevati.

Lo scenario energetico europeo del 2026 sarà caratterizzato da una progressiva stabilizzazione dei prezzi, accompagnata però da sfide strutturali che metteranno alla prova la resilienza dei produttori indipendenti. Secondo il report “2026 European Independent Power Sector Outlook: Growth With Challenges”, pubblicato oggi dall’agenzia di rating Morningstar DBRS, il mercato dell’elettricità confermerà il trend di moderazione già osservato nel 2025. Nonostante la spinta verso la decarbonizzazione, la crescita della domanda risulterà più contenuta rispetto alle stime iniziali, a causa di una diffusione delle pompe di calore più lenta del previsto e della recente revisione degli obiettivi europei sulle emissioni dei veicoli, che ha sostituito il bando totale dei motori termici al 2035 con una riduzione del 90%.

STABILIZZAZIONE DEI PREZZI E NUOVE DINAMICHE DELLA DOMANDA

Le proiezioni per il 2026 indicano che i prezzi dell’energia rimarranno sostanzialmente in linea con i livelli dell’anno precedente. Morningstar DBRS stima un incremento moderato dei consumi elettrici, sostenuto dalla crescita del PIL e dai mandati governativi per la transizione dai combustibili fossili. Un ruolo di rilievo sarà giocato dai data center, specialmente quelli ottimizzati per l’intelligenza artificiale, la cui richiesta energetica è destinata ad aumentare in modo significativo, pur non superando la soglia del 2% della domanda totale nel medio termine.

Sul fronte industriale, si prevede un rafforzamento del sostegno pubblico per i settori energivori: la Germania ha già approvato un tetto al prezzo di 50 euro per megawattora (MWh) fino al 2028, mentre la Spagna raddoppierà i sussidi portandoli a 600 milioni di euro nel 2026. Anche il Regno Unito interverrà con sconti sugli oneri di rete tra il 60% e il 90%, nel tentativo di scongiurare la delocalizzazione delle imprese.

LE CRITICITÀ DELLA RETE E IL RALLENTAMENTO DELL’EOLICO OFFSHORE

Se da un lato la capacità rinnovabile ha raggiunto traguardi storici — coprendo il 48% della generazione totale nell’UE nel 2024 rispetto al 16% del 2004 — dall’altro i nuovi progetti devono affrontare colli di bottiglia sempre più rigidi. L’accesso alla rete e la lentezza nel rilascio delle autorizzazioni (permitting) rappresentano i principali ostacoli per i produttori indipendenti (IPP).

Particolarmente critica è la situazione dell’eolico offshore: a differenza degli Stati Uniti, dove gli ordini esecutivi della presidenza Trump nel 2025 hanno portato alla cancellazione di numerosi parchi, in Europa la volontà politica resta forte, ma l’attuazione fatica. Il 2025 ha visto aste deserte in Germania, Paesi Bassi e Lituania per mancanza di offerenti, spingendo i governi a rivedere i contratti per differenza (CfD) e le garanzie sui prezzi per attirare nuovi investitori e tentare di raggiungere l’obiettivo di 88 GW entro il 2030.

IL RITORNO DEL NUCLEARE COME PILASTRO DELLA DECARBONIZZAZIONE

In questo contesto di incertezza, il 2026 segnerà un rinnovato interesse per l’energia atomica. “Prevediamo inoltre un crescente interesse per le centrali nucleari nel 2026, mentre prosegue lo sviluppo di nuovi impianti e i governi puntano a decarbonizzare i propri sistemi elettrici”, ha affermato Adam Provencher di Morningstar DBRS. La Germania ha rimosso l’opposizione alle richieste francesi di parità di trattamento tra nucleare e rinnovabili in sede UE, e persino in Estonia è stato approvato il sito per una centrale da 600 MW basata su piccoli reattori modulari (SMR).

Tuttavia, il finanziamento rimane la sfida principale: la Polonia ha ottenuto l’autorizzazione per un piano di supporto statale che include CfD per 40 anni e garanzie sui prestiti, mentre il Regno Unito valuta per il sito di Sizewell C (3,2 GW) il modello della Regulated Asset Base (RAB), sperando di risparmiare ai consumatori 30 miliardi di sterline lungo il ciclo di vita dell’impianto.

SOLIDITÀ DEL CREDITO E SICUREZZA DEL SISTEMA ELETTRICO

Nonostante la volatilità, il profilo di credito dei grandi produttori indipendenti europei rimane solido. La maggior parte delle aziende investment grade dispone di portafogli ampiamente contrattualizzati e utilizza coperture (hedging) per limitare l’esposizione ai prezzi di mercato. Morningstar DBRS segnala che gli IPP continueranno a sviluppare nuovi progetti rinnovabili in modo prudente, ricorrendo parzialmente al debito. Una priorità assoluta per il 2026 sarà la stabilità della rete, specialmente dopo il blackout della penisola iberica nell’aprile 2025.

Questo focus permetterà agli operatori con capacità dispacciabile, come l’idroelettrico e il nucleare, di beneficiare di entrate accessorie legate ai servizi di bilanciamento, grazie ai loro bassi costi marginali e alle zero emissioni di carbonio. In Spagna, il dibattito sulla chiusura dei reattori, prevista tra il 2027 e il 2035, resterà al centro dell’agenda politica almeno fino alle elezioni del 2027.

2026 European Independent Power Sector Outlook – Growth With Challenges

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