Arriva un dietrofront indirettamente ammesso dal ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini. L’oggetto è la norma che limita il potere di controllo della Corte dei Conti sull’iter di approvazione del progetto Ponte
Passo indietro del ministro Salvini sulla norma che limita il potere della Corte dei Conti sul Ponte sullo Stretto dopo la protesta di ambientalisti e opposizioni. Ma soprattutto dopo la rivolta dei magistrati contabili e i dubbi del Quirinale.
LA NORMA CHE LIMITA LA CORTE
Come riporta Il Fatto Quotidiano, la norma in questione era stata inserita nella bozza del decreto Infrastrutture (gennaio 2026) e che, secondo il ministro Salvini, dovrebbe andare domani in Consiglio dei ministri. Il governo mira a limitare i controlli della Corte dei Conti sul Ponte sullo Stretto riducendo la verifica a un mero riscontro formale. Introduce anche uno scudo erariale per commissari e funzionari. I magistrati contabili hanno bocciato il provvedimento.
COSA PREVEDE LA NORMA
La norma prevede la nomina dell’amministratore delegato di Stretto di Messina spa, Pietro Ciucci, a commissario incaricato di “coordinare” l’attività per rivedere la delibera del Cipess (il comitato di Palazzo Chigi per i grandi piani pubblici). Quest’ultima aveva approvato il progetto del Ponte ma a ottobre era stata bocciata dalla Corte dei Conti. Nell’articolo di legge gli uffici del ministro hanno inserito anche un paio di commi che di fatto svuotano il controllo della Corte, impedendogli di verificare gli atti “correlati e presupposti” della delibera (quasi tutti) e introducendo uno scudo erariale da possibili contestazioni per “colpa grave” per l’intero iter di approvazione della maxi-opera. Se approvata in Cdm nessuno potrebbe rispondere degli eventuali danni causati alle casse pubbliche, se non per dolo.
UN COMMISSARIAMENTO DELLA CORTE
Secondo le associazioni ambientaliste, sarebbe un “commissariamento della Corte dei Conti”. E’ intervenuta anche l’associazione dei magistrati contabili: “In questo modo si potrebbe ottenere il visto di legittimità senza rimuovere le violazioni di legge già accertate e senza il rischio di azioni della Procura della Corte dei Conti per condotte che si rivelassero dannose per gli interessi della collettività”. Stando a quanto risulta al Fatto, anche gli uffici di Sergio Mattarella avrebbero avviato un’interlocuzione con Mit e Palazzo Chigi perché ci sono degli aspetti che il Quirinale considera “rivedibili”. Il rischio è di sollevare problemi di costituzionalità. Anche da Palazzo Chigi filtra che la norma verrà modificata, ma sul come si dovrà aspettare.
IL DIETROFRONT DI SALVINI
Ieri Salvini ha confermare il dietrofront attaccando le toghe: “Si contesta un provvedimento senza che esista. Devo portarlo mercoledì in Cdm: non c’è il testo definitivo. Vogliamo agire nel massimo della trasparenza e replicare ai rilievi della Corte dei Conti: questo ci sarà nel decreto e che i magistrati contestino ancora prima che ci sia mi fa venire il dubbio che qualcuno pregiudizialmente non voglia il ponte”.

